Mondo

Per combattere l'alcolismo occorre aumentare le accise. La ricetta dell'Ocse

Il consumo medio annuo nei Paesi dell'Ocse equivale a 9,1 litri di alcol puro pro capite ed è diminuito del 2,5% negli ultimi 20 anni. A rischio danni da alcol non solo i maschi meno agiati ma anche ledonne più istruite e con uno status socioeconomico più elevato

29 luglio 2015 | C. S.

L'alcol è un elemento della società umana che risale perlomeno al Neolitico, tanto prediletto quanto vilipeso, per ragioni in gran parte invariate nel tempo. Ciò che si beve, quanto si beve, chi beve e i luoghi in cui si beve sono tutte dimensioni, del consumo di alcol, molto influenzate da fattori quali la cultura, l’economia e le norme sociali.

Nel complesso, durante il periodo esaminato dallo studio dell'Ocse, il consumo pro capite di alcol nei Paesi dell'Ocse è diminuito ma nell’ambito di questo trend generale, alcuni Paesi hanno registrato un aumento del consumo, mentre altri hanno riscontrato una diminuzione. Tuttavia, molti Paesi hanno registrato un significativo aumento di alcuni comportamenti di consumo rischioso di alcol (come il binge drinking ossia il consumo eccessivo episodico di alcol), in particolare presso i giovani e le donne. Le economie emergenti registrano altresì un importante aumento relativo del consumo di alcol, nonostante livelli di riferimento iniziali di consumo inferiori.

Queste tendenze sono preoccupanti perché alcuni dei danni abitualmente associati al consumo eccessivo di alcol in giovane età, come gli incidenti stradali e la violenza, colpiscono spesso persone che non bevono alcol e rappresentano una dimensione importante del carico delle patologie legate all'alcol. Il forte consumo di alcol in giovane età è associato a un maggior rischio di patologie acute e croniche. Il consumo eccessivo di alcol in giovane età è anche associato a un problema di dipendenza all'alcolismo che si manifesta più in là nel tempo e persone che si sono inserite con successo nel mercato del lavoro potrebbero compromettere le loro prospettive di carriera nel lungo termine.

L'alcol ha un impatto su oltre 200 malattie e tipi di lesioni. Nella maggioranza dei casi, il suo impatto è nocivo, in alcuni casi è benefico. Per una minoranza di bevitori d'alcol, soprattutto gli uomini più anziani che bevono moderatamente, i benefici per la salute sono più importanti. A livello della popolazione generale, prevalgono in assoluto gli effetti dannosi per la salute in tutti i Paesi a livello mondiale. Il consumo dannoso di alcol è generalmente determinato da una scelta individuale ma le sue conseguenze incidono sulla società. I danni nei confronti delle persone che non consumano alcol, in particolare le vittime degli incidenti stradali e di violenze, ma anche i figli nati con disturbi feto‑alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, FASD) sono la dimensione più visibile di queste conseguenze per la società. I costi collegati alle cure sanitarie e alla criminalità, la perdita di produttività, sono altri aspetti importanti dei danni che derivano dal consumo eccessivo di alcol. Tali costi sono una forte motivazione per l’azione governativa di contrasto all'uso dannoso di alcol. Le conseguenze del consumo dannoso di alcol per la sanità pubblica sono una preoccupazione di primo piano, poiché l'alcol è una delle principali cause di mortalità e di disabilità nel mondo. Secondo le stime dell'Ocse, circa quattro consumatori d'alcol su cinque potrebbero ridurre il loro rischio di mortalità derivata da qualsiasi causa considerata senza distinzione, riducendo la quantità consumata di alcol di un'unità per settimana. Di conseguenza vi è un ampio margine di manovra per migliorare il benessere dei bevitori d'alcol e della società nel suo insieme. I dati di fatto che dimostrano i rischi associati all’uso dannoso di alcol e l’efficacia di numerose opzioni d’intervento per affrontare tali danni, non sono mai stati così abbondanti e dettagliati.

È disponibile un’ampia gamma di politiche per contrastare il consumo dannoso di alcol. Alcune politiche d’intervento sono rivolte esclusivamente ai forti bevitori, altre hanno un raggio di azione più ampio. La selezione di un mix adeguato di politiche in un determinato contesto richiede valutazioni politiche che meglio di chiunque, i singoli governi possono formulare individualmente, tenendo conto delle caratteristiche sociali, culturali ed epidemiologiche dei rispettivi Paesi. Tuttavia, l'analisi economica fondata su simulazioni informatiche degli scenari d'intervento possono essere utili nella comparazione dell’impatto sanitario e del valore economico di diversi interventi, offrendo uno strumento utile per sostenere il processo decisionale governativo. La Strategia Globale dell'Organizzazione mondiale della sanità volta a ridurre l'uso dannoso di alcol, approvata dall'Assemblea Mondiale sulla Sanità nel 2010, propone un insieme di opzioni d’intervento fondato sul consenso internazionale che l'Ocse ha utilizzato come punto di riferimento iniziale per individuare un insieme di politiche che devono essere esaminate nel quadro di un’analisi economica. L'accettazione o l'esclusione di politiche nei risultati dell’analisi economica non implica di per sé l'approvazione o il rifiuto di adottare specifiche opzioni d’intervento.

Le analisi dell'Ocse sono basate su un modello di simulazione e mostrano che diverse politiche in materia di consumo di alcol possono ridurre del 5% al 10% i tassi di consumo eccessivo, regolare o episodico di alcol e di dipendenza dall'alcol, in tre Paesi. Ciò contribuirebbe a notevoli progressi dei suddetti Paesi nel conseguimento dell'obiettivo volontario di ridurre il consumo eccessivo di bevande alcoliche del 10% entro il 2025, un obiettivo adottato dall'Assemblea mondiale sulla sanità nel 2013, nell’ambito del NDC Global Monitoring Framework (Quadro mondiale di monitoraggio delle malattie non trasmissibili). L'analisi dell'Ocse ha evidenziato che la capacità dei governi di elaborare e attuare strategie di prevenzione di ampio respiro che associa i punti forti dei diversi metodi d'intervento, è fondamentale per il successo di tali strategie. Tali metodi potrebbero includere iniziative promosse dall'industria delle bevande alcoliche, sebbene siano necessari dati di fatto sull’impatto di tali azioni provenienti da fonti più indipendenti.

Modelli di simulazione come quelli utilizzati nelle analisi dell'Ocse hanno molti punti di forza. Tali modelli possono fornire elementi di prova per settori in cui potrebbe essere difficile o impossibile procedere a un'indagine empirica diretta. Tuttavia, anche questi modelli sono fondati sulla formulazione di ipotesi e devono appoggiarsi su un’ampia gamma di dati in entrata, alcuni dei quali potrebbero essere di qualità limitata. I modelli possono sempre essere migliorati, perfezionando la formulazione dei presupposti e la raccolta di dati in entrata.

Potrebbero interessarti

Mondo

Ortofrutta: la Corte dei conti bacchetta Bruxelles e gli Stati membri

Nonostante 1,06 miliardi di euro di fondi UE, l'adesione alle organizzazioni di produttori cala dal 2017 e il potere contrattuale resta sbilanciato rispetto alla grande distribuzione. La Corte dei conti europea chiede semplificazione e regole più uniformi

22 settembre 2026 | 10:00

Mondo

In Giappone il mercato dell’olio d’oliva guarda sempre più al segmento premium

Il consumo giapponese di olio di oliva evolve verso prodotti più specializzati, con crescente attenzione a origine, cultivar, biologico, polifenoli e produzioni limitate. Per i produttori italiani si aprono opportunità legate alla differenziazione e al posizionamento di qualità

22 settembre 2026 | 09:00

Mondo

Al via la raccolta delle olive a Malaga: produzione media, ma frutti di buon calibro

La campagna 2026/27 della DOP Aceituna Aloreña de Málaga è iniziata ufficialmente ad Alhaurín el Grande. Le prime valutazioni indicano una produzione nella media, accompagnata da un buon calibro dei frutti e da una bassa incidenza delle punture di mosca

21 settembre 2026 | 09:00

Mondo

Omnibus sulla sicurezza alimentare: cosa cambia per fitofarmaci, agricoltori e industria agroalimentare

Il pacchetto europeo punta a semplificare e accelerare procedure considerate troppo lente. Ma la proposta divide il mondo agricolo e quello scientifico: per la Commissione non vengono abbassati gli standard di sicurezza, mentre 573 scienziati chiedono una valutazione d’impatto indipendente prima di proseguire il negoziato

20 settembre 2026 | 12:00

Mondo

Dcoop calcola la carbon footprint dell’olio di oliva: il 97% delle emissioni arriva dalla fase agricola

Il gruppo cooperativo ha elaborato un fattore di emissione specifico per la propria produzione di olio, basato sui dati di 518 aziende agricole e 96 frantoi. L’analisi evidenzia il peso predominante della fase agricola, legato soprattutto a fertilizzanti, emissioni di N₂O, carburanti, irrigazione e gestione dei residui di potatura

18 settembre 2026 | 10:30

Mondo

Produzione greca tra alti e bassi, in Etolia-Acarnania raccolto di olive in calo fino al 60%

La nuova campagna olivicola si apre con prospettive molto diverse nelle principali aree produttive della Grecia. In Etolia-Acarnania le prime stime indicano una riduzione della produzione compresa tra il 50% e il 60%

17 settembre 2026 | 09:00