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L'olivicoltura algerina in crescita per riconquistare un posto d'onore nella comunità delle nazioni oleicole

La superficie a olivo in quindici anni è più che raddoppiata, arrivando agli attuali 380 mila ettari. E' una coltura ad alta redditività e investire conviene

27 marzo 2015 | T N

L'olivicoltura algerina ha fatto il punto sullo stato dell'arte e sulle prospettive future nel corso dell'incontro del 17 marzo scorso ad Algeri.

Nel corso della giornata di studio, il direttore dell'Istituto di frutticoltura e viticoltura nazionale, Mendil Mahmoud, ha ricordato come la base produttiva si sta rapidamente espandendo per la buona redditività degli investimenti in questo settore.”

Dal 1999 al 2014, la superficie olivicola algerina è passata da 165 mila a 380 mila ettari, con un incremento del 130%, conquistando anche aree diverse da quelle tradizionali, tra cui il Sahara.

Grazie a questo aumento della superficie olivicola la produzione è salita da 19 mila a 45 mila tonnellate, con picchi fino a 74 mila tonnellate di olio d'oliva. Il Ministero dell'agricoltura algerino stima che la produzione possa toccare le 120 mila tonnellate entro il 2020.

L'Algeria non produce solo olio ma anche olive da tavola. La produzione, anche in questo caso, è salita da 80 mila tonnellate del 1990 alle 200 mila attuali, per raggiungere le 300 mila nel 2020.

A fronte dell'incremento produttivo stanno aumentando anche le infrastrutture a disposizione del comparto, come i quattro laboratori accreditati dal Coi e un'organizzazione istituzional-commerciale.

Il paese punta a riconquistare il suo posto "nella comunità delle nazioni oleicole" ha concluso Mahmoud Mendil, ricordando la necessità di creare un Consiglio nazionale olivicolo, un'Interprofessione moderna, aperta ai consumatori.

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