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Più olio d'oliva tunisino nei prossimi mesi per soddisfare il mercato europeo

Maggiore flessibilità per l'export, senza dazi e tariffe doganali, dell'extra vergine tunisino verso l'Unione europea. Una boccata d'ossigeno per i confezionatori. Si abbasseranno le quotazioni?

05 febbraio 2015 | T N

L'extra vergine tunisino entrerà con maggiore facilità e flessibilità nel mercato europeo nei prossimi mesi. Da febbraio a ottobre l'Ue ha dseciso di aumentare le quote mensili massime di olio d'oliva che possono entrare nel mercato comune senza dazi e tariffe doganali.

Il contingente massimo annuale resterà quello fissato dal regolamento comunitario 1918/2006, 56700 tonnellate, ma vengono resi meno rigidi i limiti alle importazioni mensili.

Bruxelles ha annunciato una nuova disposizione normativa che consentirà di importare un massimo di 9000 tonnellate al mese a febbraio e marzo e 8000 tonnellate al mese da aprile a ottobre, contro le 5000 precedentemente autorizzate.

Così, secondo l'Unione europea, si aiuterà il paese nord africano nel suo processo democratico, instaurando una partnership privilegiata, anche alla luce delle recenti elezioni parlamentari e presidenziali. Il settore olivicolo è effettivamente vitale per l'economia tunisina, impiegando un quinto dell'intera forma lavoro nazionale.

Apparentemente un favore alla Tunisia ma in realtà anche una boccata d'ossigeno per i confezionatori europei, “affamati” di olio di oliva, a causa delle pessime produzioni in Spagna e Italia.

La speranza degli imbottigliatori è che, grazie al mutamento della normativa, anche le quotazioni dell'extra vergine si possano abbassare, in particolare nel paese iberico dove l'extra vergine ormai sfiora i 3,5 euro/kg.

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