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L'olio extra vergine d'oliva turco a 3,5 euro al litro minaccia l'export

Olivicoltori e imbottigliatori lanciano lo stesso allarme: il rischio è di perdere quote di mercato negli Stati Uniti, in Cina, Giappone e Arabia Saudita. Chiesto l'intervento del governo

10 dicembre 2014 | T N

Un aiuto pubblico da destinare a calmierare i prezzi all'ingrosso e al dettaglio.

Nelle ultime settimane, infatti l'olio extra vergine d'oliva turco è passato da 7,5 lire turche al litro (2,62 euro) a 10 lire turche (3,5 euro).

Un aumento tanto repentino da mettere in allerta gli operatori che si aspettano un'ulteriore salita delle quotazioni.

Uno scenario che preoccupa Cahit Çetin, a capo di Taris, la principale cooperativa del Paese che teme un vero e proprio “boicottaggio” da parte dei consumatori se il prezzo al dettaglio salisse oltre le 20 lire al litro.

Çetin ha aggiunto che le quotazioni turche sono troppo interdipendenti dai mercati italiano e spagnolo, nonostante in Turchia non si sia ancora giunti al “giro di boa della stagione di raccolto.”

Di tenore molto simile i timori espressi da Gürkan RenklidaÄŸ, responsabile degli esportatori di olio d'oliva dell'Egeo, che ha ricordato come gli attuali prezzi non siano favorevoli all'export e vi sia il concreto rischio di perdere quote di mercato in alcuni paesi, come Stati Uniti, Cina, Giappone e Arabia Saudita.

RenklidaÄŸ ha quindi chiesto al Ministero dell'Agricoltura di raddoppiare l'importo dell'aiuto alla produzione, legandolo a una discesa delle quotazioni di almeno un euro al litro.

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