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La produzione mondiale d'olio d'oliva calerà del 19%

Secondo le prime indicazioni del Coi si produrranno solo 2,5 milioni di tonnellate. A incidere sul risultato finale soprattutto il calo del 50% in Spagna. I consumi nei paesi occidentali in ripresa

09 ottobre 2014 | T N

Sarà un'annata anomala con una produzione mondiale che scenderà del 19% rispetto all'anno passato, soprattutto a causa del clima, secondo il Coi.

A incidere sul risultato finale soprattutto le negative performance in Spagna, accreditata di 875 mila tonnellate (-50%) mentre stabile dovrebbe mantenersi la produzione portoghese.

Confermata invece l'ottima annata in Grecia che raggiungerà le 300 mila tonnellate (+122%). Prospettive per una campagna record in Tunisia con una produzione attesa di 260 mila tonnellate. Stabile la produzione in Turchia. Il Coi non offre alcun dato sulla produzione italiana.

Pessima l'annata in Argentina, a causa di forti venti durante la fioritura.

Nel complesso la produzione mondiale non dovrebbe superare le 2,56 milioni di tonnellate.

Un risultato insoddisfacente, anche considerando che i consumi si stanno riprendendo. Da ottobre 2013 a giugno 2014 le importazioni sono cresciute in Canada (+16%), Stati Uniti (+6%), Australia (+5%) e Giappone (+5%). Continua invece la difficoltà dell'olio di oliva sul mercato cinese (-13%), mentre rimane sostanzialmente stabile in Brasile (-1%).

A fronte di questo andamento si sono registrati aumenti significativi di prezzo su tutte le piazze. In Spagna alla fine di settembre il prezzo dell'extra vergine ha raggiunto i 2,66 euro/kg, in Italia i 4,10 euro/kg e in Grecia i 2,63 euro/kg (pochi gli scambi per mancanza di prodotto in questo caso). Ottimo il livello di prezzo anche in Tunisia con una quotazione di 2,89 euro/kg alla fine di settembre.

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