Mondo
Tutto il mondo è paese. Polemiche in Spagna per del falso olio extra vergine d'oliva
Un'organizzazione dei consumatori pubblica un'inchiesta sulla qualità dell'olio d'oliva in commercio e denuncia una presunta truffa operata da nove marchi, che minacciano azioni legali
03 novembre 2012 | Alberto Grimelli
Tutto il mondo è paese, si dice, e questo vale anche per il comparto dell'olio extra vergine d'oliva.
In Spagna, proprio mentre iniziava la campagna olearia, è scoppiata una forte polemica, destinata a lasciare forti e profondi strascichi.
Una delle organizzazioni dei consumatori più strutturate e diffuse, la Ocu, ha pubblicato un'inchiesta per denunciare che circa il 30% dell'olio extra vergine commercializzato in Spagna sarebbe in realtà solo olio vergine d'oliva. Insomma una truffa bella e buona poiché la differenza di prezzo tra i due prodotti sarebbe circa di un euro, al dettaglio.
La Ocu, che non ha rivelato i dettagli dei materiali e metodi dell'inchiesta, ha dichiarato di aver prelevato dagli scaffali 40 tra i principali brand di olio extra vergine (34 campioni) e vergine (6 campioni), sottoponendoli a esame.
Ben nove degli oli extra vergini esaminati sarebbero in realtà di categoria inferiore.
Ecco i marchi che, secondo Ocu, non sarebbero extra vergini: Eroski, Hojiblanca, Coosur, Ybarra, Consum, Arteoliva, Condis, Olisone, Aliada, Maeva, y Olián.
Il portavoce dell'associazione dei consumatori ha tenuto a precisare che sebbene alcuni oli siano addirittura classificabili come lampanti, ovvero non adatti al consumo diretto umano, non vi sarebbero rischi per la salute ma solo una frode speculativa.
Ocu ha anche denunciato come l'etichettatura, sebbene formalmente corretta per tutti gli oli esaminati, sia in realtà piuttosto “incompleta” mancando in evidenza la data di confezionamento.
Le principali analisi chimiche (acidità, perossidi e spettrofotometria) indicano che tutti i campioni sarebbero entro i limiti di legge, anche se il livello di alchil esteri, rilevato dall'indagine, sarebbe molto alto, ma non sono stati forniti dati, per Maeva, Sabor y Origen y Olilán, denotando l'utilizzo di olive “vecchie o mal conservate”.
Ocu ha anche fornito la classifica in positivo, ovvero di quegli oli che sono risultati i migliori tra quelli analizzati e sono: Oleoestepa, Ybarra (gran selección afrutado), Hacendado, La Española (gran selección), Dintel (selección especial), El Corte Inglés, Carbonell (gran selección), Día y La Española.
Nel denunciare e fornire i risultati alle autorità perchè prendano i provvedimenti del caso, l'associaizone dei consumatori ha voluto sottolineare le possibili ricadute economiche di una simile truffa generalizzata, considerando che il consumo di oli d'oliva in Spagna ha raggiunto i 13 litri/pro capite all'anno.
Alcuni dei marchi citati tra i peggiori, primo fra tutti Hojiblanca, non ci sta, però, a passare per truffatore e minaccia azioni legali. Secondo la nota cooperativa, prendere poche bottiglie dal commercio e generalizzare i risultati produrrebbe solo danni commerciali. “Pochi litri non possono essere rappresentativi dei milioni commercializzati annualmente da Hojblanca” ha dichiarato il portavoce di Hojiblanca. Inoltre le analisi non sarebbero state effettuate seguendo gli standard internazionali.
La prima puntata di quella che si annuncia una lunga polemica è iniziata. Una vicenda che già sta avendo eco internazionali.
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