Mondo
Il Consiglio olivicolo internazionale prepara la rivoluzione
Si appronta un netto cambio di strategia a Madrid. Non più organo di rappresentanza dei paesi produttori, sulla falsariga dell'Opec, ma piuttosto una “little Fao”
07 luglio 2012 | Alberto Grimelli
La riunione del Coi a Buenos Aires (Argentina), dal 2 al 6 luglio, oltre ad aver effettuato un'analisi delle campagne promozionali in atto e programmate, ha avviato un percorso storico che cambierà sicuramente l'approccio al settore dell'olio d'oliva, sotto diversi punti di vista.
Il direttore esecutivo Jean Louis Barjol ha infatti spiegato che il Coi non può e non deve rinchiudersi a sola rappresentanza del mondo della produzione degli oli d'oliva, sulla falsariga dell'Opec per il petrolio, ma deve diventare una “little Fao”. Una organizzazione in cui siano chiamati a partecipare in maniera paritetica tanto i produttori quanto i consumatori.
E' anche questo il significato dell'affiliazione al Coi di tutto il sud America (Uruguay, Cile, Brasile e Perù) ma anche delle sfide prossime venture, Malesia, Indonesia, Filippine, senza dimenticare la Cina.
I programmi di promozione in corso, che hanno richiesto investimenti per 2,4 milioni di euro, hanno promosso il consumo negli Stati Uniti, Canada, Cina, Brasile e Giappone, ma, secondo Barjol, è ora di guardare oltre e annuncia lo sviluppo di campagne in Svizzera, India e Indonesia per il 2013 e Singapore per il 2014. In particolare l'attenzione si concentra su quest'ultimo paese, perché oggi è un punto di incontro culinario di prima grandezza in estremo oriente, "deve essere la vetrina dell'olio d'oliva per l'intero mercato asiatico."
Coinvolgere i nuovi paesi che si affacciano al consumo dell'olio d'oliva è fondamentale per prevenire frodi e contraffazioni, in particolare armonizzando le categorie commerciali con gli standard del Coi.
Un passo in tal senso verrà fatto presto in sede di organizzazione mondiale delle dogane, chiedendo l'introduzione della categoria “lampante” in maniera che sia impedita la vendita ai nuovi consumatori di oli d'oliva di cattiva qualità.
Potrebbero interessarti
Mondo
Chiesti controlli su prezzi e tracciabilità dell’oliva da mensa in Spagna
La Comunidad de Labradores y Ganaderos de Almendralejo (CLYGAL) chiede al Governo spagnolo di avviare controlli immediati sui centri di acquisto e sulle industrie di trasformazione delle olive da mensa, verificando il rispetto della Ley de la Cadena Alimentaria e delle norme sulla tracciabilità
22 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Olio d’oliva spagnolo, a settembre commercializzate 1,49 milioni di tonnellate. Scorte a 357 mila tonnellate
La campagna si chiude con vendite superiori alla produzione e una riduzione delle giacenze di 119 mila tonnellate in settembre. UPA Andalucía denuncia perdite per 2 miliardi di euro a carico degli olivicoltori, contestando la scarsa trasmissione dei ribassi dei prezzi all’origine ai consumatori
21 ottobre 2026 | 15:00
Mondo
Ritiro obbligatorio dell’olio, allarme dei frantoi spagnoli
INFAOLIVA e Almazaras Federadas de España contestano i possibili effetti della futura ordinanza sulla regolazione dell’offerta di olio d’oliva. Le due organizzazioni chiedono un’analisi preventiva degli impatti economici, commerciali e qualitativi
21 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva
Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi
20 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%
Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate
20 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo
La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%
19 ottobre 2026 | 13:00
Donato Galeone
08 luglio 2012 ore 09:22Notizia importantissima,grazie Dott.Grimelli,che deve assolutamente coinvolgerci nella promozione più estesa possibile degli oli di olive di alta qualità (tracciati e certificati, con costi di filiera e prezzo di vendita trasparenti) ottenuti dal nostro potenziale e ricco patrimonio varietale di oltre 500 varietà di olivi vegetanti in Italia.
Interessante, quindi, che tra "Produttori e Consumatori" nella preannunciata "rinnovata rappresentanza" del COI,all'Italia possa riconoscersi una rilevanza "primaria" nella "vetrina" degli oli di oliva, caratterizzati dai diversificati monovarietali che, con il gradito gusto, favoriscono le "informate scelte" dei consumatori.
Penso sia necessario seguire e approfondire la "buona notizia" e proporci, tramite il Direttore Caricato e presso le Organizzazioni Produttori Olivicoli Nazionali/ Territoriali - preferibilmente organizzate in filiere comprensoriali - per favorire la organizzazione mirata verso la "vetrina italiana dell'olio di olive" prodotte, trasformate in olio e confezionato dalle nostre "filiere" locali, comprensoriali e regionali.
Come più volte annunciato e commentato, grazie all'ospitalità di TN ed al Direttore Caricato, resta confermata la disponibilità dell'Agricola Peronti Lucia (comprensorio di Vallecorsa-basso Lazio) che con la prevalente varietà "Carboncella", ritiene interessante di partecipare - se sarà possibile - alla "promozione italiana" della "vetrina" degli oli, tracciati e certificati, ottenuti anche dagli olivi terrazzati di Vallecorsa e dalla "filiera comprensoriale" dell'area olivata del basso Lazio.
Parliamone.
Ringrazio ancora Lei, dott.Grimelli e Teatro Naturale, per la buona notizia.
Donato Galeone