Mondo
Diventare missionari dell’extra vergine
L’Italia – sostiene il presidente del Cno Gennaro Sicolo – può beneficiare delle tante opportunità derivanti dal recente interesse per gli oli di oliva nel mondo, ma solo se riuscirà a far emergere le produzioni qualitativamente migliori
02 aprile 2011 | Gianluigi Pagano
Nell’ambito del rinnovato interesse per l’olio extra vergine di oliva, l’Italia, pur non essendo il principale produttore mondiale, può ritagliarsi un’importante ruolo: infatti non solo è all’avanguardia come qualità e tracciabilità, ma ha la più grande molteplicità varietale: basti pensare che circa il 40% delle cultivar presenti nel mondo sono italiane autoctone.
Uno dei soggetti più attivi nella promozione internazionale del nostro olio extra vergine di oliva è senz’altro il Cno, acronomico del Consorzio Nazionale Olivicoltori, un’associazione che raccoglie più di 300 mila produttori italiani.
“All’inizio dell’anno, nell’ambito di una manifestazione gastronomica internazionale – ha sostenuto Gennaro Sicolo, il presidente del Consorzio - abbiamo presentato i nostri prodotti a New York e a Montreal. Il nostro scopo è stato quello di far degustare l’olio extra vergine di oliva sottolineandone i pregi gastronomici e salutistici, nonché l’incredibile ricchezza varietale dalla produzione italiana, che ha degli evidenti risvolti gastronomici, oltre che nutrizionali, ma soprattutto abbiamo illustrato la sicurezza della qualità offerta dal sistema di tracciabilità”.
In questo momento, infatti, sul mercato si trovano i prodotti della più differente qualità, venduti tutti sotto la categoria merceologica “olio extra vergine di oliva”. Ciò evidentemente provoca una notevole confusione sul mercato nazionale, ma con risovolti ancor più tragici sui mercati esteri, dove non esiste nemmeno quella minima informazione che la nostra tradizione mediterranea ci ha dato.
“Per quanto ci riguarda – ha aggiunto Sicolo – cerchiamo di far chiarezza sia sul mercato interno, sia in particolare su quelli che si stanno avvicinando solo ora al consumo dell’olio extra vergine d’oliva, attraverso il progetto della “tracciabilità” e della Alta Qualità. Progetti che permettono di conoscere alla perfezione la carta d’identità del prodotto e di valutare gli oli prodotti secondo i più attenti criteri di valutazione”.
“In tutti questi Paesi – prosegue Sicolo – abbiamo riscontrato grande apprezzamento e interesse verso la cucina italiana, e in particolare nei confronti dell’olio extra vergine di oliva, suo assoluto protagonista, al punto che, grazie alla collaborazione della Camera di Commercio Italiana in Canada, una delegazione di giornalisti e operatori economici canadesi è recentemente venuta in Italia per approfondire la conoscenza dell’extra vergine”.
Si è trattato di una vera esperienza di full immersion alla scoperta dell’extra vergine, con un tour diretto a regioni olearie come Puglia, Abruzzo, Lazio e Toscana.
“Il nostro scopo – ha concluso il presidente del Cno Sicolo – resta quello di far conoscere i diversi territori vocati all'olivicoltura e di far apprezzare le varie espressioni gastronomiche con i differenti oli all’interno delle varie cucine regionali, presentando così l’extra vergine quale miglior interprete del territorio, oltre che, naturalmente, concentrandosi sulla conoscenza della vera alta qualità dell’extra vergine. L’interesse riscontrato – ha ribadito infine Sicolo – è stato notevolissimo: siamo certi – ha detto – che la delegazione di canadesi arrivata in Italia tornando nelle loro città diventeranno veri missionari dell’olio extra vergine di oliva italiano di qualità”.
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