Libri
In difesa del cibo, un manifesto del mangiar bene
Per Adelphi un volume di Michael Pollan con l'invito ad acquisire una maggiore consapevolezza e capacità d'attenzione. Ogni capitolo lancia una dura battaglia contro l’ideologia del “nutrizionismo”
28 novembre 2009 | Luigi Caricato

Ci sono libri utili per chi ama riflettere, sempre necessari in tempi in cui ci si ferma di solito a ciò che appare in superficie. E altri libri, invece, che oltre ad aiutare a capire la realtà , ci spingono anche ad agire. Eâ il caso di un testo a firma dello statunitense Michael Pollan, dal titolo In difesa del cibo, uscito per le edizioni Adelphi nella collana dei casi. Un libro ricco di molti spunti, dove sin dal primo capitolo si delinea un vero e proprio âmanifesto del mangiar beneâ. E Pollan, in fatto di costumi alimentari, ne sa più di qualcosa.
Eâ un tema che ha molto approfondito. Più di qualcuno infatti già lo conosce in quanto autore di un volume di successo qual è stato Il dilemma dellâonnivoro, pubblicato in Italia sullâonda dei consensi internazionali lo scorso anno, sempre da Adelphi. Leggendo In difesa del cibo, ci si accorge che non si può più essere consumatori involontari.
Occorre acquisire piuttosto una maggiore consapevolezza di ciò che si acquista. E nessuno, tra lâaltro, può dirsi di fatto estraneo alla questione alimentare. Nellâintroduzione al libro, Pollan ricorda che lâOrganizzazione mondiale della sanità ha anunciato che nel mondo il numero di obesi ha ormai superato per la prima volta il numero di chi soffre di denutrizione, con le conseguenze del caso in termini di salute.
Un allarme sociale che si estende ora anche al di fuori degli Stati Uniti. Per questo lâinvito a mangiare bene e con moderazione, sempre optando per un cibo vero, fresco e che non trascuri i vegetali, non è affatto da sottovalutare. Nei diciassette capitoli del testo, egli si è addentrato su questioni sulle quali finora si è sempre sorvolato, lasciando campo libero a chi, propagandando lâideologia del ânutrizionismoâ, ha via via spogliato il cibo della sua identità , trasformandolo in nutriente, e favorendo così le lobby delle industrie alimentari.
Pollan reagisce con argomentazioni solide, riuscendo così molto abilmente a smascherare tutte le ambiguità di chi ha in mente solo lâidea di far quattrini, a scapito di una corretta alimentazione e di uno stato di benessere cui tutti invece hanno pieno diritto ad ambire.
Assai elementare, ma quanto mai efficace, lâinvito di Michael Pollan quando scrive: non mangiate nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo. Pane al pane, vino al vino dunque: tutti i consumatori sono avvertiti.
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