Libri

Asini, ma non solo. La buona compagnia che fa bene

Alfonso Pascale presenta un volume curato da Patrizia Reinger Cantiello sulle prospettive della onoterapia. I racconti e i riscontri emozionanti e veri di chi si apre a nuove possibilità di cure

12 settembre 2009 | Alfonso Pascale

Alfonso Pascale

Patrizia Reinger Cantiello è una vulcanica e competente educatrice professionale che da tempo lavora con gli asini nelle pratiche terapeutico-riabilitative presso il Fatebenefratelli di Genzano di Roma. E’ lei che ha curato L’asino che cura. Prospettive di onoterapia (Carocci Editore, 2009, pagg. 160, € 16,80), che si compone di due parti: la prima di riflessioni e l’altra di esperienze. “Abbiamo attaccato l’asino ‘vissuto’ – scrive la curatrice nell’introduzione riferendosi al detto popolare ‘Attaccare l’asino dove vuole il padrone’ – alle considerazioni accademiche che ci consentono la riflessione sul lavoro svolto e la sostanziano”.

Il libro è dunque un tentativo ben riuscito di porre in dialogo le pratiche terapeutiche con il mondo della ricerca nel solco di un progetto interdisciplinare promosso dai pubblici poteri e partecipato dai protagonisti – di cui si avverte sempre più la necessità – per mettere in rete e validare le esperienze in vista di un riconoscimento dell’onoterapia da parte della comunità scientifica e del sistema sanitario nazionale. E’ per questo che le riflessioni sono di studiosi di diverse discipline che da tempo svolgono ricerche sui percorsi terapeutici con l’asino.

Le riflessioni

Massimo Frascarelli approfondisce il ruolo dell’ambiente nello sviluppo biologico e psicologico di un individuo, descrivendo le diverse tipologie ambientali e le modalità con cui esse operano nei casi patologici, tra cui l’inserimento di animali nel setting terapeutico-assistenziale.

Ugo Corrieri offre un excursus storico affascinante sui rapporti degli esseri umani coi lupi e con gli animali in genere e sull’importanza di tali relazioni nell’evoluzione della specie umana e si sofferma sulle moderne teorie neurobiologiche, riguardanti i meccanismi che rendono possibile lo scambio tra le due specie, per concludere con l’illustrazione di alcuni casi in cui la specifica relazione con l’asino produce una sorta di reazione enzimatica che permette, ad una persona in difficoltà, il cambiamento.

Eugenio Milonis presenta la relazione che un singolo soggetto instaura con un altro individuo indipendentemente dalla specie come un’esperienza di comunicazione unica e il disturbo psichico come perdita della capacità di sentire emotivamente; in tale quadro, colloca la funzione dell’asino – con la sua dotazione straordinaria di affettività – come facilitatore della comunicazione nel rapporto che si instaura fra utente-operatore-asino e, dunque, come agente di cura.

Gianluigi Giovagnoli si sofferma sui caratteri che accomunano l’uomo all’asino, sulla loro condizione di animali sociali, sulle comuni strutture socio-neuro-endocrine e sulla capacità che la condivisione emotiva tra asino e persona umana manifesta nel conservare quell’equilibrio psico-neuro-endocrino- immunologico alla base della nostra salute e qualità della vita.

Isabella Poggi e Patrizia Reinger Cantiello, partendo da un modello della mente, delle emozioni e dell’interazione sociale elaborato nell’ambito delle scienze cognitive, tentano di offrire una spiegazione del fatto che l’onoterapia funziona coi pazienti psichici che hanno in cura.


Le esperienze

Nella seconda parte sono presentate diverse esperienze riguardanti i percorsi terapeutici con l’asino, quali l’integrazione tra onoterapia e videoterapia presso l’Istituto S. Giovanni di Dio di Genzano di Roma, il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare presso il Centro di educazione equestre Lago di Cogliandrino, la prevenzione del disagio minorile presso l’Associazione Il Tetto Casal Fattoria ONLUS di Roma, la verifica degli effetti terapeutici-riabilitativi dell’onoterapia presso il Centro di riabilitazione equestre Villa Buon Respiro di Viterbo, l’onoterapia applicata nella riabilitazione dell’adolescente colpito da diversi disturbi presso la cooperativa sociale Piccolo Carro di Assisi, il percorso ludico-educativo “Stiamo insieme” proposto dall’Associazione Ippolandia ONLUS e realizzato con gli anziani delle case di ospitalità di Castelraimondo e di San Severino Marche, i momenti trascorso con gli asini del maneggio di Bavari (Genova) da parte degli ospiti del Centro residenziale di Murta (Genova), il progetto di circolo di studio con l’asino sostenuto dalla Provincia di Genova, progetto formativo finanziato dal Fondo sociale europeo dal titolo “Asini ma non solo” e realizzato dalla cooperativa sociale Gli Amici di Sari di Bolzano, l’attività con un’asina presso la comunità alloggio per disabili fisici e psichici Spigariol-Minatel di Breda (Treviso), il progetto di fattoria solidale “Prospero” realizzato dall’Associazione di volontariato Farsi Prossimo ONLUS di Fermo (Ascoli Piceno), l’attività presso il podere Zabina di proprietà del Comune di Castel S. Pietro Terme (Bologna) svolta dall’associazione Hippo Smile, l’attività del centro OpOpSomarello e il Distretto rurale di economia solidale in Provincia di Pordenone.

Nella prefazione Luigi Cancrini non manca di esprimere gratitudine agli autori del libro “per i loro racconti emozionanti e veri che aprono possibilità nuove a chi si è abituato a utilizzare solo i farmaci e la propria capacità di contatto con il paziente”. Egli sottolinea l’importanza dei percorsi terapeutici con l’asino come “attività che facilita o ripristina i rapporti in cui si realizza l’essere sociale della persona e che gli dà, attraverso di essi, la possibilità di incontrare sé stesso, le sue aspettative e i suoi bisogni, la sua capacità di dare e di ricevere affetto”.

Correda il volume un ricco elenco di strutture che lavorano con gli asini, sia quelle che operano in ambito ludico e ambientale che quelle attive con percorsi più prettamente terapeutici.



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