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Ipotesi di sostegni finanziari da Ismea per l'olio di oliva italiano in crisi

Ipotesi di sostegni finanziari da Ismea per l'olio di oliva italiano in crisi

Al centro del confronto con Puglia, Calabria, Campania e Basilicata prezzi, giacenze e liquidità delle imprese. Tra le ipotesi strumenti finanziari ISMEA, interventi AGEA e un confronto con Gdo e Ho.Re.Ca

08 settembre 2026 | 16:35 | C. S.

L’olio italiano si trova ad affrontare una fase di particolare difficoltà, caratterizzata dalla pressione sui prezzi, dalla presenza di prodotto ancora in giacenza e dalle crescenti esigenze di liquidità di una parte della filiera in vista dell’avvio della nuova campagna olivicola. È questo il quadro emerso dal confronto organizzato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste tra il ministro Francesco Lollobrigida, il sottosegretario Patrizio La Pietra e gli assessori all’Agricoltura di Puglia, Calabria, Campania e Basilicata.

Le quattro Regioni rappresentano una parte largamente maggioritaria della produzione olivicola italiana e il confronto ha permesso di mettere a fuoco le criticità che stanno interessando le principali aree produttive del Mezzogiorno. Le difficoltà, pur con intensità differenti, riguardano in particolare l’andamento delle quotazioni, le quantità di olio ancora stoccate e la capacità finanziaria degli operatori di affrontare l’imminente nuova campagna.

Lollobrigida: «La biodiversità è la nostra ricchezza»

«L’olio è una eccellenza italiana», ha sottolineato Lollobrigida, ricordando come sul territorio nazionale siano presenti oltre 500 cultivar. Una ricchezza che, secondo il ministro, trova nella biodiversità e nella capacità di produrre un olio di elevata qualità i propri principali punti di forza.

A pesare sulla capacità competitiva del comparto non è però soltanto la contrazione produttiva provocata dalla Xylella. «Ci sono oscillazioni di mercato e pratiche sleali che non consentono la valorizzazione del prodotto e la giusta remunerazione dei nostri olivicoltori e dei nostri frantoiani», ha evidenziato il ministro.

Il riferimento è quindi a una crisi che combina fattori strutturali e dinamiche di mercato e che rischia di trasferire la pressione lungo tutta la filiera, dai produttori agricoli ai frantoi fino agli operatori commerciali.

Controlli e promozione dell’olio italiano

Sul fronte della tutela del mercato, il Masaf ha già avviato un piano straordinario di controlli, con l’obiettivo dichiarato di garantire il rispetto delle regole da parte di tutti gli operatori della filiera.

Parallelamente sono state avviate campagne di promozione rivolte ai consumatori per rafforzare la conoscenza e il consumo dell’olio di origine italiana. La valorizzazione dell’origine diventa così uno degli strumenti attraverso cui sostenere il prodotto nazionale in una fase nella quale la pressione competitiva e le dinamiche dei prezzi rischiano di comprimere la redditività della produzione.

«Il Ministero è al fianco degli olivicoltori e si adopererà per trovare soluzioni a questa fase che sta creando difficoltà al comparto», ha assicurato Lollobrigida.

Il nodo delle giacenze e della liquidità

Uno degli elementi centrali emersi dal confronto riguarda la necessità di accompagnare le imprese verso l’inizio della nuova campagna evitando che le difficoltà finanziarie legate alle giacenze possano trasformarsi in un ulteriore elemento di tensione.

La presenza di prodotto ancora stoccato immobilizza infatti risorse finanziarie proprio nel momento in cui aziende agricole, frantoi e altri operatori devono prepararsi alle nuove operazioni di raccolta e trasformazione.

Per questo motivo, nel corso della riunione sono state esaminate diverse possibili linee di intervento. Tra queste figurano gli strumenti finanziari attivabili attraverso ISMEA, anche in relazione al valore del prodotto detenuto in magazzino, e la possibilità di ricorrere a specifici interventi attraverso AGEA.

L’obiettivo è duplice: fornire ossigeno finanziario alle imprese e, contemporaneamente, favorire l’immissione sul mercato del prodotto ancora disponibile, evitando che l'accumulo delle giacenze possa aggravare ulteriormente la situazione.

Il confronto con Gdo e Ho.Re.Ca.

Un altro fronte individuato dal Ministero riguarda la commercializzazione. Per sostenere l’assorbimento del prodotto italiano sarà avviato un confronto con la grande distribuzione organizzata e con il canale Ho.Re.Ca., considerati interlocutori fondamentali per rafforzare la presenza dell’olio nazionale sul mercato.

L’intento è favorire una maggiore valorizzazione commerciale del prodotto italiano e sostenere i consumi in una fase nella quale la pressione sui prezzi all’origine rischia di ripercuotersi negativamente sulla redditività dell’intera filiera.

La strategia dovrà quindi tenere insieme due esigenze apparentemente contrapposte: accelerare la commercializzazione delle giacenze e impedire che ciò avvenga attraverso una compressione ulteriore dei valori riconosciuti ai produttori e ai trasformatori.

300 milioni per il Piano olivicolo nazionale

Accanto alle misure per affrontare l’emergenza, il ministro ha richiamato la necessità di adottare una prospettiva di più lungo periodo.

«Oltre ad affrontare il quotidiano abbiamo però il dovere di pensare in termini strategici», ha affermato Lollobrigida, indicando nel provvedimento Coltivaitalia, attualmente in approvazione al Senato, uno degli strumenti attraverso cui intervenire sulle criticità strutturali del comparto.

Il provvedimento prevede 300 milioni di euro destinati all’attuazione del Piano olivicolo nazionale, oltre alla nomina di un commissario straordinario chiamato ad affrontare l’emergenza Xylella.

Per il ministro, si tratta di un'occasione da non sprecare, attraverso una collaborazione stretta tra Governo e Regioni. «Gli assessori rappresentano i territori, la vera forza dell’Italia, insieme lavoriamo per non sprecare questa occasione», ha dichiarato.

Dalla gestione dell’emergenza a una strategia di filiera

Il confronto tra Masaf e Regioni meridionali evidenzia dunque una doppia necessità. Nel breve periodo occorre intervenire sulle difficoltà finanziarie determinate dalle giacenze e dalla debolezza del mercato, mettendo a disposizione strumenti che consentano alle imprese di affrontare l’avvio della nuova campagna senza ulteriori tensioni.

Nel medio e lungo periodo sarà invece necessario intervenire sulla struttura produttiva, sulla difesa dell’olivicoltura dalla Xylella, sulla valorizzazione dell’origine italiana e sulla capacità della filiera di ottenere una remunerazione adeguata.

«Sono certo che l’olio italiano potrà tornare a essere fonte di soddisfazione e non più di sole preoccupazioni», ha concluso Lollobrigida.

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