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Olio di Calabria IGP, la ricerca sull’etichetta

Olio di Calabria IGP, la ricerca sull’etichetta

Può una semplice riprogettazione dell’etichetta dell'olio extravergine di oliva orientare quello sguardo verso ciò che conta davvero, a partire dal marchio di qualità IGP? La ricerca alla 7ª International Electronic Conference on Foods

03 settembre 2026 | 11:00 | C. S.

Come guarda un consumatore lo scaffale del supermercato quando sceglie una bottiglia di olio extravergine d’oliva? E può una semplice riprogettazione dell’etichetta orientare quello sguardo verso ciò che conta davvero, a partire dal marchio di qualità IGP? A queste domande risponde una ricerca condotta nell’ambito delle attività promosse dal Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell'Olio Extravergine di Oliva di Calabria I.G.P., i cui risultati saranno presentati il prossimo ottobre in un contesto scientifico di rilievo internazionale.

Lo studio, curato dal Prof. Marco Fazio (docente di Tecniche di neuromarketing all’Università della Calabria) insieme al team della sua azienda Thinking srl, rientra nelle attività di formazione professionale, acquisizione di competenze e ricerca finanziate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ai sensi del decreto ministeriale 11 luglio 2023, n. 361695 (G.U. Serie Generale n. 208 del 06/09/2023 - CUP J88H24002450007).

I risultati saranno presentati alla 7th International Electronic Conference on Foods (Foods 2026), in programma a ottobre 2026. L’evento è ospitato dalla rivista scientifica Foods del gruppo editoriale MDPI (Impact Factor 6.0) e riunisce esperti e ricercatori da tutto il mondo su temi che spaziano dall’innovazione tecnologica alla sicurezza alimentare, dalla ricerca sensoriale e sul consumatore fino al packaging alimentare. Portare la ricerca sull’olio EVO di Calabria IGP in questo consesso significa collocare il lavoro del Consorzio all’interno del dibattito scientifico globale sul futuro del cibo.

Il punto di partenza dello studio è un dato noto a chi si occupa di grande distribuzione: il packaging è un fattore decisivo nelle scelte d’acquisto, eppure molti acquisti avvengono in condizioni di scarsa attenzione e forte competizione visiva tra prodotti. La domanda della ricerca è precisa: riprogettare l’etichetta frontale di un olio extravergine IGP cambia davvero l’attenzione e la scelta del consumatore?

Per rispondere, i ricercatori hanno coinvolto 100 acquirenti abituali di olio d’oliva, suddivisi in un gruppo di controllo e uno sperimentale. Ciascun partecipante ha completato una sessione di eye-tracking con due prove: l’osservazione simulata di uno scaffale e l’osservazione di una singola bottiglia.

L’etichetta sperimentale è stata ripensata con criteri mirati: eliminazione di un marchio denominativo verticale dominante, ingrandimento del logo, della denominazione e del marchio IGP, e un riequilibrio complessivo della gerarchia visiva.

La conclusione degli autori è chiara, anche modifiche modeste alla gerarchia visiva di un’etichetta possono migliorare in modo misurabile l’attenzione verso gli indizi di qualità legati all’IGP, confermando il packaging come uno strumento strategico - un vero e proprio “venditore silenzioso” - per la valorizzazione delle indicazioni geografiche.

Le attività di ricerca e i progetti come questo sono stati fortemente voluti dal presidente Massimino Magliocchi, che nel suo impegno di promozione del Consorzio e dei produttori punta con costanza ad aprire il comparto ai cambiamenti del mercato. «L’obiettivo, e la filosofia che guida questa linea di lavoro, è far sì che l’intero comparto sia sempre pronto ad affrontare le trasformazioni in corso e, quando possibile, ad anticipare i tempi, provando a essere precursori». La scelta di investire su ricerca applicata, competenze e strumenti scientifici avanzati va esattamente in questa direzione: dare ai produttori dell’olio EVO di Calabria IGP strumenti concreti per competere e distinguersi sugli scaffali, in Italia e all’estero.

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