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La Calabria entra nell’emergenza Xylella fastidiosa: olivi colpiti nel reggino

La Calabria entra nell’emergenza Xylella fastidiosa: olivi colpiti nel reggino

Primo focolaio a Taurianova, tavolo di crisi della Regione e appello della filiera: servono controlli immediati, protocolli rigorosi e una strategia straordinaria per impedire che la Xylella dilaghi in una regione che conta milioni di olivi ed è la seconda realtà olivicola italiana

03 settembre 2026 | 14:55 | C. S.

Quella che per anni era stata una minaccia osservata con apprensione dagli olivicoltori calabresi è diventata realtà. La Xylella fastidiosa è stata individuata nell’agro di Taurianova, nel Reggino, e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha parlato senza mezzi termini di «un inizio di epidemia».

La conferma è arrivata dalle analisi del Crea. Per ora le piante individuate sono «pochissime», ha precisato Gallo, ma la Regione ha già istituito un tavolo di crisi e annunciato l’avvio delle procedure necessarie per contenere il focolaio e scongiurare la propagazione del batterio.

La posta in gioco è enorme. La Calabria è infatti la seconda regione italiana per produzione olivicola dopo la Puglia e dispone di un patrimonio varietale e paesaggistico di grande valore. Il precedente pugliese rende particolarmente concreto il timore che un focolaio inizialmente circoscritto possa trasformarsi, nel tempo, in un’emergenza di dimensioni molto più vaste.

Confagricoltura: «Speravamo non arrivasse»

Tra le prime reazioni del mondo agricolo c’è quella di Confagricoltura Calabria. Il presidente Alberto Statti non nasconde la preoccupazione: «Speravamo non arrivasse in Calabria, abbiamo fatto di tutto per evitare che accadesse».

Ma proprio l’esperienza maturata negli anni precedenti diventa, secondo Statti, uno strumento da utilizzare immediatamente. «Dobbiamo gestirla con la massima serietà, facendo anche tesoro delle esperienze fatte negli anni precedenti in altre regioni», ha sottolineato.

Confagricoltura Calabria esprime quindi fiducia nell'azione della Regione e assicura la propria disponibilità a collaborare. «Siamo convinti che si riuscirà a contenerla mettendo in atto tutte le misure necessarie», ha dichiarato Statti, annunciando il pieno sostegno dell'organizzazione ai percorsi che saranno individuati per contenere il problema.

Una preoccupazione che arriva, peraltro, in un momento già estremamente difficile per l'agricoltura calabrese e in particolare per l'olivicoltura, alle prese con prezzi dell'olio crollati, costi di produzione elevati e quantitativi di prodotto ancora invenduti. La Regione aveva già convocato a giugno le organizzazioni agricole e della filiera olivicola proprio per affrontare una crisi definita grave, con quotazioni dell'extravergine inferiori ai costi di produzione.

Coldiretti: il patrimonio olivicolo è già sotto pressione

La notizia della Xylella arriva anche mentre Coldiretti Calabria denuncia da mesi una situazione economica particolarmente pesante per gli olivicoltori.

A giugno l'organizzazione aveva portato anche in piazza a Bari la protesta contro il crollo dei prezzi dell'extravergine e le distorsioni della filiera, sottolineando il peso strategico dell'olivicoltura calabrese. Secondo Coldiretti Calabria, i prezzi riconosciuti agli olivicoltori erano scesi da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, livelli giudicati inferiori ai costi di produzione.

L'arrivo della Xylella rischia dunque di colpire un settore che affronta già una situazione di forte vulnerabilità economica. Non è soltanto il rischio di perdere piante produttive: un'eventuale diffusione del batterio avrebbe conseguenze sulla capacità produttiva, sul reddito agricolo, sul valore dei terreni e sulla struttura stessa della filiera.

Cia Calabria: agricoltori già in stato di agitazione

Il quadro è ulteriormente complicato dalla mobilitazione già proclamata da Cia Calabria. A luglio l'organizzazione ha dichiarato lo stato di agitazione permanente degli agricoltori calabresi, denunciando una crisi che, secondo la Cia, mette a rischio la sopravvivenza delle aziende.

La mobilitazione è stata accompagnata dal manifesto «Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro», con richieste incentrate, tra l'altro, su tracciabilità, prezzi equi e reciprocità negli scambi.

L'emergenza fitosanitaria si innesta quindi su una crisi economica già aperta. Per gli agricoltori il rischio è che la Xylella rappresenti l'ennesimo fattore capace di aggravare una situazione finanziaria che molte aziende considerano già insostenibile.

Ora la partita si gioca sulla velocità

Il punto decisivo sarà la tempestività. L'esperienza maturata con la Xylella in Puglia ha dimostrato quanto sia complesso fermare un batterio una volta che questo abbia consolidato la propria presenza sul territorio.

Per questo il primo obiettivo sarà capire quanto è realmente esteso il focolaio di Taurianova, individuare eventuali altre piante infette e definire rapidamente l'area interessata dalle misure di contenimento. La Regione ha già indicato anche l'istituzione di una zona cuscinetto nei territori di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

Il messaggio che arriva dal mondo agricolo è dunque netto: non c'è tempo da perdere. La Calabria non può permettersi di affrontare la Xylella con ritardi burocratici, sottovalutazioni o interventi frammentari.

Il precedente pugliese incombe sulla Calabria

Il timore più forte è quello di rivivere, su scala calabrese, una crisi già conosciuta in Puglia, dove la Xylella fastidiosa ha devastato una parte consistente del patrimonio olivicolo.

Ma c'è un ulteriore elemento di allerta: il batterio non interessa esclusivamente l'olivo. In Puglia sono state rilevate infezioni anche su altre specie vegetali, tra cui mandorlo e vite. La questione, quindi, riguarda potenzialmente l'intero sistema agricolo e non soltanto la produzione di olio.

La sfida è appena iniziata. E questa volta la Calabria ha davanti a sé un vantaggio che la Puglia non ebbe nelle stesse condizioni: può utilizzare l'esperienza accumulata negli anni per provare a fermare il batterio quando il focolaio è ancora agli inizi. La condizione, però, è agire subito e con la massima determinazione.

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