Italia
La campagna dei cereali italiani 2025/2026 parte con segnali positivi
Buone prospettive produttive nonostante il calo delle superfici. Qualità giudicata molto buona per grano duro, tenero e orzo. L’annata resta complessa per via delle tensioni geopolitiche internazionali e delle ricadute sui mercati agricoli
18 maggio 2026 | 09:00 | C. S.
Segnali incoraggianti per la campagna cerealicola 2025/2026 italiana, che si apre con prospettive produttive complessivamente positive pur in presenza di una riduzione delle superfici coltivate. A delineare il quadro è stata la tappa bolognese delle “Giornate in Campo” organizzate da Consorzi Agrari d'Italia presso Sis - Società Italiana Sementi.
L’annata, spiegano gli operatori del settore, resta complessa per via delle tensioni geopolitiche internazionali e delle ricadute sui mercati agricoli, ma le condizioni agronomiche registrate finora consentono di guardare con fiducia ai raccolti. Sul fronte qualitativo, infatti, le colture presentano standard mediamente molto elevati.
Per il grano duro si registra un lieve calo delle superfici, stimato tra il 4 e il 5 per cento rispetto al 2025. Una flessione dovuta in parte alla sostituzione con il grano tenero e in parte alle difficoltà di semina causate dalle condizioni meteorologiche avverse dell’autunno-inverno 2025. Nonostante ciò, le prospettive produttive restano favorevoli, soprattutto nelle aziende che hanno adottato corrette pratiche agronomiche. Nel Sud Italia le rese potrebbero raggiungere i 40-50 quintali per ettaro.
Scenario opposto invece per il grano tenero, le cui superfici risultano in crescita del 5-6 per cento. Le spighe vengono definite di qualità eccellente e gli operatori parlano della migliore annata degli ultimi tre-quattro anni sotto il profilo quantitativo, con rese attese superiori ai 70 quintali per ettaro.
In crescita anche l’orzo, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la maggiore stabilità dei prezzi di mercato ha favorito l’aumento delle superfici coltivate. Secondo i tecnici, il prodotto si presenta in ottime condizioni e con buoni livelli produttivi.
Nel complesso, il settore cerealicolo italiano si avvia verso una campagna che potrebbe garantire risultati superiori alle medie storiche, confermando la centralità della qualità e della gestione agronomica in un contesto ancora segnato dall’incertezza internazionale.
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