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Ercole Olivario: la realtà italiana sempre più composta da oli medi e pochi eccellenti

Ercole Olivario: la realtà italiana sempre più composta da oli medi e pochi eccellenti

La realtà olivicola nazionale è composita. I 16 assaggiatori hanno potuto apprezzare, nei momenti di riposo, la bellezza di alcuni borghi umbri incastonati in mezzo a colline olivetate e ad splendide architetture in pietra

30 marzo 2026 | 09:55 | Giulio Scatolini

Nato nel 1993, l’Ercole Olivario, rappresenta l’Oscar dell’olio extravergine italiano di qualità. Tutte le aziende nazionali che ambiscono ad essere considerate le migliori vorrebbero, almeno una volta, aver vinto il prestigioso premio.

Organizzato dal sistema nazionale Unioncamere delle varie Camere di Commercio regionali e organizzato per la prima volta dalla CC.I.AA.  di Perugia, è patrocinato dal MASAF, dal CREA, dalle Associazioni Agricole più rappresentative a livello nazionale e supportato anche da ICE e Ministero dello sviluppo Economico.

Teatro Naturale ha deciso di seguire le varie fasi del Concorso in diretta, con una specie di “Diario di bordo” che riporterà il parere dei 16 tecnici, esperti assaggiatori, a cui saranno fatte una serie di domande riferite al contesto olivicolo nazionale e internazionale sull’argomento che più di altri rappresenta la costante degli olivicoltori italiani: l’abitudine a fare qualità.

Da evidenziare e sottolineare la promozione, anche oleoturistica del territorio umbro. 

I 16 assaggiatori hanno potuto infatti apprezzare, nei momenti di riposo, la bellezza di alcuni borghi umbri incastonati in mezzo a colline olivetate e ad splendide architetture in pietra. Tutto ciò non può che aver colpito la retina e l’anima del viaggiatore-assaggiatore soggetto quasi ad una sindrome di Sthendal. 

Tutte le scrupolose e severe operazioni, a partire dall’anonimizzazione dei campioni sino all’ordine di uscita dei medesimi, sono curate dalla squadra del notaio, dottoressa Margherita Palma, che aprirà le sospirate e attese buste a Perugia, con le seguenti modalità di emozione e suspense:

21 Aprile Aula Magna della Facoltà di Agraria (Borgo XX giugno)

Ore 18. Premiazione Ercole Olivario sezione olive da tavola.

Ore 19. Premiazione Gocce concorso Gocce d’Ercole (piccoli produttori) 

22 Aprile 

Ore 11. Teatro Pavone. Corso Vannucci.

Cerimonia di premiazione vincitori Ercole Olivario 2026.

Ore 13.  Rocca Paolina sala Cerp

Pranzo in onore dei finalisti di Ercole Olivario

 

Gli ultimi 4 assaggiatori intervistati sono: Franco Mansullo (Puglia), Antonietta Lombardi (Molise), Vincenzo Torelli (Marche), Luigi Giuseppe Conca (Lombardia)

Che cosa ne pensa dell’Ercole Olivario come concorso?

Franco Mansullo (Puglia):  Prestigioso

Antonietta Lombardi (Molise): Si tratta di uno dei più importanti conoscersi nazionali e partecipare come giurato, per la seconda volta, è stato un onore. Approfitto per ringraziare gli organizzatori e i volontari che ci hanno accolto e coccolato.

Vincenzo Torelli (Marche): Penso sia un concorso importante e ben organizzato che ha conquistato negli anni una notevole autorevolezza nel settore.

Luigi Giuseppe Conca (Lombardia): Sicuramente qualunque sia il vincitore se ne avvantaggia il territorio e il concorso è uno stimolo a migliorarsi per raggiungere un prodotto sempre migliore e questo grazie al confronto tramite il concorso in oggetto. Avendo coperto la carica di presidente di una associazione olivicola nella nostra provincia e avendo promosso dei concorsi sono consapevole che il concorso è un traguardo di miglioramento e comunicazione fra tutti gli olivicoltori. Mi preme dire che ci mette di fronte a diverse tipologie di oli e di competenti assaggiatori con i quali per esperienze diverse c’è sempre da imparare a migliorarsi. Oltre a congratularmi per l'organizzazione impeccabile invito a proseguire per migliorare l'olivicoltura nazionale.

Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?

Franco Mansullo (Puglia): Vario, si potrebbe definire a macchia di leopardo, ossia ad olii molto validi, ve ne erano di media qualità

Antonietta Lombardi (Molise): Gli oli assaggiati erano di ottima qualità nonostante l'annata difficile per via della mosca olearia.

Vincenzo Torelli (Marche): In generale il livello è abbastanza alto, sicuramente la maggior parte dei produttori che partecipano è consapevole di aver fatto un buon olio con tutti gli accorgimenti necessari nonostante l’annata difficile in molte regioni.

Luigi Giuseppe Conca (Lombardia): Devo dire che mentre sto scrivendo già ho assaggiato tutti gli oli per cui posso dare una risposta completa. Erano divise in tre categorie, la prima cat. leggera erano pochi, oli di sapore leggero poco amari e piccanti. seconda cat. i medi: alcuni avendo certe qualità secondo il mio parere forse andavano messe nella categoria superiore. sicuramente do un giudizio più particolare in quanto da noi in Lombardia produciamo generalmente varietà autoctone e cioè Frantoio, Leccino e Pendolino. terza cat. intensi. Non essendo abituato a questa categoria ho dovuto faticare un pochino all'inizio per poi abituarmici perché erano proprio oli dalle caratteristiche indubbie e cioè amari piccanti ed  equilibrati a tal punto che si doveva individuare alcuni elementi specifici per dare un voto. Per concludere oli dalle caratteristiche particolari che ogni cibo richiede il tipo di olio appropriato per esaltarlo.

Come è andata la campagna produttiva nella sua regione?

Franco Mansullo (Puglia): In linea generale bene per alcune zone quali quelle del barese (Coratina) e del foggiano (Peranzana), scarsa in zone quali nel Salento

Antonietta Lombardi (Molise): La campagna olearia 2025 in Molise può dirsi un'annata di buona qualità seppure in ripresa rispetto alle annate più critiche, lo scorso anno l'olio è stato di alta qualità. Seppure abbiamo sofferto un calo quantitativo del 20-30% a causa di fattori climatici (grandine).

Vincenzo Torelli (Marche): Nelle Marche purtroppo, al contrario dell’ottima raccolta dell’annata precedente, la campagna olearia 2025 è stata molto scarsa sia in termini di quantità che di qualità a causa principalmente di forti attacchi di mosca olearia. Nonostante i trattamenti veramente in pochi sono riusciti a fare oli privi di difetti e molti produttori hanno scelto di non raccogliere.

Luigi Giuseppe Conca (Lombardia): Dare una risposta mi provoca amarezza e voglia di prendere la motosega al piede delle piante. E' dal 2019 che non riesco a d avere una quantità di prodotto medio, (o la mosca o la primavera piovosa o l'estate asciutta tutti gli anni c’è sempre un imprevisto) purtroppo le devo comunicare che su tutta la Lombardia il raccolto è stato scarso o in alcuni posti non è stato nemmeno raccolto.

A livello di esperienza, come trova il confronto, con i colleghi assaggiatori delle altre Regioni? 

Franco Mansullo (Puglia): meraviglioso, in quanto pur provenendo da zone molto diverse c'è stata un’uniformità di giudizi.

Antonietta Lombardi (Molise): È stata una bella esperienza, il confronto con gli assaggiatori delle altre regioni è stato importante e costruttivo. Abbiamo avuto modo di conoscere anche le diverse realtà regionali.

Vincenzo Torelli (Marche): E’ un’esperienza formativa molto importante che arricchisce sicuramente sia dal punto di vista professionale che personale, un’occasione di confronto in un ambiente sereno in cui penso tutti traggano beneficio.

Luigi Giuseppe Conca (Lombardia): Con i colleghi assaggiatori il confronto è stato interessante in quanto la potatura rispetto al nostro territorio in alcune regioni si differenzia anche perché le varietà si differenziano, di conseguenza dando il prodotto completamente diverso con caratteristiche dell'olio completamente diverse. Il periodo per il confronto più approfondito necessita di più tempo in quanto eravamo sempre presi.

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