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All'Ercole Olivario già oli extravergini di oliva da 100/100: la parola agli assaggiatori

All'Ercole Olivario già oli extravergini di oliva da 100/100: la parola agli assaggiatori

Tra gli oli assaggiati i più numerosi risultano essere i fruttati medi. Nonostante la campagna sia stata interessata da attacchi di mosca e da altre problematiche significative che hanno messo a rischio la qualità del prodotto molte eccellenze

29 marzo 2026 | 11:20 | Giulio Scatolini

Nato nel 1993, l’Ercole Olivario, rappresenta l’Oscar dell’olio extravergine italiano di qualità. Tutte le aziende nazionali che ambiscono ad essere considerate le migliori vorrebbero, almeno una volta, aver vinto il prestigioso premio.

Organizzato dal sistema nazionale Unioncamere delle varie Camere di Commercio regionali e organizzato per la prima volta dalla CC.I.AA.  di Perugia, è patrocinato dal MASAF, dal CREA, dalle Associazioni Agricole più rappresentative a livello nazionale e supportato anche da ICE e Ministero dello sviluppo Economico.

Teatro Naturale ha deciso di seguire le varie fasi del Concorso in diretta, con una specie di “Diario di bordo” che riporterà il parere dei 16 tecnici, esperti assaggiatori, a cui saranno fatte una serie di domande riferite al contesto olivicolo nazionale e internazionale sull’argomento che più di altri rappresenta la costante degli olivicoltori italiani: l’abitudine a fare qualità.

Ogni giorno, per 4 giorni   che seguono   saranno ascoltati 4 assaggiatori dei 16, quindi alla fine, tutti sentiti.

Tra gli oli assaggiati i più numerosi risultano, di sicuro, essere i fruttati medi come succede un po' in tutti i concorsi oleari. Meno numerosi i leggeri e gli intensi.

Nonostante la campagna sia stata interessata da attacchi di mosca e da altre problematiche significative che hanno messo a rischio la qualità del prodotto, alcuni oli assaggiati dalla giuria hanno raggiunto 100/100, un voto che difficilmente viene dato. 

Una tappa del diario di bordo dell’Ercole Olivario, certo, non poteva mancare nel giorno della Domenica delle Palme.

Tutte le scrupolose e severe operazioni, a partire dall’anonimizzazione dei campioni sino all’ordine di uscita dei medesimi, sono curate dalla squadra del notaio, dottoressa Margherita Palma, che aprirà le sospirate e attese buste a Perugia, con le seguenti modalità di emozione e suspense:

21 Aprile Aula Magna della Facoltà di Agraria (Borgo XX giugno)

Ore 18. Premiazione Ercole Olivario sezione olive da tavola.

Ore 19. Premiazione Gocce concorso Gocce d’Ercole (piccoli produttori) 

22 Aprile 

Ore 11. Teatro Pavone. Corso Vannucci.

Cerimonia di premiazione vincitori Ercole Olivario 2026.

Ore 13.  Rocca Paolina sala Cerp

Pranzo in onore dei finalisti di Ercole Olivario

 

I 4 assaggiatori oggi intervistati sono: Carmela Valenti (Sicilia), Marco Torbol (Trentino Alto Adige), Emanuele De Stefanis (Umbria), Stefano Scuppa (Veneto)

Che cosa ne pensa dell’Ercole Olivario come concorso?

Carmela Valenti (Sicilia): il concorso Ercole Olivario è sicuramente il più importante, ben organizzato e riconosciuto a livello nazionale.  

Marco Torbol (Trentino Alto Adige): Sono alla mia prima partecipazione e come tale ho potuto scoprire i punti di forza dell’Ercole Olivario è la rigorosità del processo di selezione:

analisi chimiche preliminari
panel test condotti da assaggiatori professionisti
valutazione sensoriale basata su parametri codificati (fruttato, amaro, piccante, equilibrio, complessità)
La trasparenza e la competenza del panel ha consolidato la reputazione del concorso come uno dei più seri e affidabili in Italia.

L’Ercole Olivario ha un ruolo significativo nel:

✔ Rafforzare la percezione dell’olio EVO come prodotto culturale. Non più semplice condimento, ma espressione di biodiversità, e artigianalità.

✔ Stimola l’innovazione. Molti produttori hanno migliorato tecniche di raccolta, estrazione e conservazione per competere a livello più alto.

Il concorso è spesso citato in guide, fiere e mercati esteri come garanzia di qualità italiana.

Emanuele De Stefanis (Umbria): l'Ercole Olivario è il concorso più prestigioso e storico, ha un valore "quasi istituzionale", nel tempo ha saputo non solo premiare in modo imparziale le migliori qualità di olio evo, ma diversificare i premi, valorizzare le piccole produzioni, la comunicazione e la formazione degli assaggiatori. Attraverso poi la partecipazione alle selezioni regionali si incentivano in tutti i territori, i produttori e i frantoiani al miglioramento qualitativo di questa eccellenza dell'agricoltura italiana.

Stefano Scuppa (Veneto): L'Ercole negli anni è diventato un concorso che rappresenta un punto di riferimento per gli oli di qualità, e lo dimostra la notevole partecipazione che riscontra da parte di molti produttori che ambiscono ad avere un riconoscimento della validità del loro prodotto. L'organizzazione è impeccabile, la serietà assoluta ed essendo ben radicato nel tessuto produttivo nazionale e di lunga tradizione è anche un modo per i produttori di confrontarsi fra loro e stimolo al miglioramento continuo. 

Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?

Carmela Valenti (Sicilia): Gli oli che partecipano al concorso di questa edizione sono di alta qualità anche se non manca qualche piccola eccezione.

Marco Torbol (Trentino Alto Adige): Gli oli in concorso sono tutti di ottima qualità, sono il riassunto di selezioni di un percorso di assaggi accurati, e riassumono la diversità sensoriale ed organolettica del territorio Italiano, sono il risultato dei microclimi che danno origine alle sensazioni di amaro e piccante, della complessità e della qualità elevate.

Emanuele De Stefanis (Umbria): Gli oli assaggiati durante le sedute di selezione sono di grande qualità, è stato interessante e impegnativo scegliere i migliori. C'è un alto livello qualitativo, nonostante l'annata non sia stata tra le più facili. Sono rimasta positivamente sorpresa, sono stati bravissimi i produttori e i frantoiani, faccio a tutti loro i miei "grandi complimenti"...continuate così!!  

Stefano Scuppa (Veneto): Gli oli sono stati in prevalenza di livello medio alto, con alcune punte di assoluta eccellenza. 

Come è andata la campagna produttiva nella sua regione?

Carmela Valenti (Sicilia): In Sicilia, nonostante le condizioni meteo avverse per Il lungo periodo di siccità, il 2025 è stato caratterizzato da una produzione di qualità per il limitato attacco parassitario della mosca.

Marco Torbol (Trentino Alto Adige): L’olivicoltura trentina è di nicchia: circa 500 ettari totali. Il microclima gardesano permette produzioni di altissima qualità, ma è molto sensibile alle variazioni climatiche. La produzione di olio extravergine nell’Alto Garda trentino per l’annata 2025 si preannuncia critica e in calo, secondo le prime analisi territoriali: il settore entra nel nuovo anno con forte preoccupazione per rese e quantità, nonostante la qualità resti tradizionalmente elevata.

Emanuele De Stefanis (Umbria): La campagna olearia in Umbria non è stata semplice, ci sono state produzioni molto diversificate nelle quantità tra le diverse sottozone e la lotta ai patogeni ha impegnato non poco gli olivicoltori. Essere riusciti però a lavorare al meglio le olive nei frantoi ha garantito comunque oli eccellenti  

Stefano Scuppa (Veneto): La campagna produttiva della mia regione è in linea con quello che è successo in molte altre aree del paese, con un calo significativo di produzione, dovuto alle stagioni instabili di questi ultimi anni, anche se la qualità è stata mantenuta. 

A livello di esperienza, come trova il confronto, con i colleghi assaggiatori delle altre Regioni? 

Carmela Valenti (Sicilia): Il confronto con i colleghi risulta molto positivo perché ci consente di scambiare esperienze personali delle varie realtà regionali.

Marco Torbol (Trentino Alto Adige): Aver avuto la possibilità di confrontarmi con gli altri colleghi assaggiatori è sicuramente il fondamentale di questa esperienza. Far parte del Panel Ercole Olivario è sicuramente il massimo livello per migliorare la figura del giudice. Ognuno porta con se le proprie caratteristiche sensoriali. Aggiungo uno speciale ringraziamento a tutta l’organizzazione, per la meravigliosa accoglienza, la dedizione e la passione che hanno saputo infondere. L' entusiasmo che ho trovato, la disponibilità, la accoglienza, il piacere di condividere questo percorso ed esperienza, rimarranno sempre impressi nella mia memoria. Un grazie infinito per avermi coinvolto nel concorso Ercole oleario.

Emanuele De Stefanis (Umbria): Condividere con gli altri assaggiatori il lavoro di selezione degli oli dell'Ercole è una esperienza formativa unica, perché ci si confronta sulle degustazioni in modo ampio e franco, l'alto livello di esperienza e anche la diversità di quello che singolarmente ognuno di noi può sperimentare a livello regionale ha fatto migliorare la nostra conoscenza della degustazione degli oli. Vivere insieme, non solo il tempo dell'assaggio, ma anche la condivisione conviviale dei pranzi e delle cene con le nostre specialità umbre, la condivisione di alcuni prodotti locali regionali, che ognuno di noi ha condiviso con tutti, il tour organizzato perfettamente con una navetta per visitare  e far conoscere l'Umbria della storia, dell'arte, dell'enogastronomia e dei prodotti locali, è stata un'esperienza unica che non dimenticheremo, perché vissuta in amicizia, che ha arricchito la nostra mente, affinato il palato e nutrito il cuore!

Stefano Scuppa (Veneto): Il confronto con gli assaggiatori delle altre regioni è stato positivo, sia a livello professionale che umano. Il mondo dell'olio e dell'olivicoltura è molto ricco e vario e c'è sempre da imparare, anche dopo anni ed anni che si è nel settore. Mi riferisco sia all'aspetto tecnico o degustativo, che alla promozione in senso ampio del mondo dell'olio. L'olio di qualità sta ottenendo sempre più riconoscimenti nel mondo, ma c'è ancora strada da fare perché il grande pubblico abbia piena consapevolezza del meraviglioso regalo della natura che è "l'oro verde".

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