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Chi saranno i premiati dell'Ercole Olivario? Dietro le quinte

Chi saranno i premiati dell'Ercole Olivario? Dietro le quinte

Gli oli in competizione sono 117 così suddivisi. Chi vincerà? I pareri di quattro membri della giuria dell'Ercole Olivario di Lazio, Toscana, Sardegna e Abruzzo, alla ricerca non solo della maggiore qualità ma anche territorialità

27 marzo 2026 | 17:50 | Giulio Scatolini

Nato nel 1993, l’Ercole Olivario, rappresenta l’Oscar dell’olio extravergine italiano di qualità. Tutte le aziende nazionali che ambiscono ad essere considerate le migliori vorrebbero, almeno una volta, aver vinto il prestigioso premio.

Organizzato dal sistema nazionale Unioncamere delle varie Camere di Commercio regionali e organizzato per la prima volta dalla CC.I.AA.  di Perugia, è patrocinato dal MIPAAF, dal CREA, dalle Associazioni Agricole più rappresentative a livello nazionale e supportato anche da ICE e Ministero dello sviluppo Economico.

Teatro Naturale ha deciso di seguire le varie fasi del Concorso in diretta, con una specie di “Diario di bordo” che riporterà il parere dei 16 tecnici, esperti assaggiatori, a cui saranno fatte una serie di domande riferite al contesto olivicolo nazionale e internazionale sull’argomento che più di altri rappresenta la costante degli olivicoltori italiani: l’abitudine a fare qualità.

Gli oli in competizione sono 117 così suddivisi:

61 EXTRA

55 DOP

13 GOCCIA D’ERCOLE (piccoli produttori)

Tutte le scrupolose e severe operazioni, a partire dall’anonimizzazione dei campioni sino all’ordine di uscita dei medesimi, sono curate dalla squadra del notaio, dottoressa Margherita Palma, che aprirà le sospirate e attese buste, il 22 aprile a Perugia con la solenne proclamazione dei vincitori. 

 Come ogni anno l’Oscar dell’olio italiano di qualità si realizza grazie alla volontà e all’ indispensabili capacità di tutto lo staff organizzativo della Camera di Commercio dell’Umbria e, in modo particolare, ai due “motori immobili”: il Direttore dottor Federico Sisti e l’anima stessa del Concorso, la dottoressa Alessandra Cirucca.

I primi 4 assaggiatori intervistati sono:

Valentina Carnevale (Lazio), Franco Pasquini (Toscana), Maria Piera Bacciu (Sardegna), Antonio Morelli (Abruzzo)

Che cosa ne pensa dell’Ercole Olivario come concorso?

Valentina Carnevale (Lazio): Credo che il concorso Ercole Olivario sia molto di più di una semplice competizione: premia l’eccellenza ma celebra anche l’identità dell’olio italiano. 

Franco Pasquini (Toscana): Trovo che nel panorama italiano, l'Ercole Olivario rimane il premio più importante, sia per il gli oli che accoglie, provenienti da selezioni regionali, sia per la serietà e professionalità, come ho potuto sperimentare qui a Perugia, dove vengo per la terza volta.

Maria Piera Bacciu (Sardegna): L’Ercole Olivario è un concorso che colpisce per l’organizzazione e la serietà. L’organizzazione perché tutto è organizzato nei minimi dettagli, dalla composizione del panel di assaggiatori esperti rappresentativo di tutte le regioni italiane fino alla continua presenza di un notaio; serietà perché gli oli vengono prelevati direttamente in azienda, preselezionati da panel regione per regione. Per noi assaggiatori entrare a far parte di questo prestigioso Panel è un’esperienza unica ed è un onore. L’ercole Olivario si distingue anche perché gli organizzatori mettono in atto una serie di attività collaterali alla selezione degli olii: è l’unico concorso che ha introdotto la formazione e l’allineamento del panel prima della selezione vera e propria, la collaborazione con gli Istituti Superiori attraverso il progetto RENISA- Ercole Olivario FUTURE. Questo progetto vedrà coinvolti i ragazzi degli istituti che hanno aderito l’anno scorso e noi assaggiatori del Panel, andremo nelle loro scuole a raccontare ed insegnare loro come riconoscere la qualità dell’olio

Antonio Morelli (Abruzzo): E’ la seconda volta che partecipo all’Ercole, la prima è stata nel 2019, e ,pur non avendo termini di paragone, relativamente a concorsi che hanno come oggetto l’EVO, la passione, la professionalità, l’attenzione ai dettagli per fare in modo che i giurati possano esprimersi nelle condizioni più idonee a valutare con la massima obiettività e competenza gli oli, unitamente a tutto quanto viene richiesto in termini di standard e regole ai produttor i partecipanti al concorso, rappresentano una assoluta garanzia di serietà ed autorevolezza di tale concorso, confermata anche dal numero di edizioni giunte quest’anno a 34, sempre fortemente partecipate.

Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?

Valentina Carnevale (Lazio): Gli oli assaggiati finora sono di altissima qualità e in gran parte provengono già da selezioni regionali.

Franco Pasquini (Toscana): Gli oli fino ad oggi assaggiati li ho trovati di altissimo livello, non per niente vengono da una lunga selezione effettuata da ogni Regione, che ha mandato solo i propri oli migliori.

Maria Piera Bacciu (Sardegna): L’impresa è ardua! Stiamo valutando oli che hanno già superato gli screening regionali. Ci troviamo difronte ad un ricchissimo patrimonio di biodiversità che il panorama olivicolo nazionale ci offre. Tutti i vari profumi caratteristici delle diverse varietà nazionali sono tutti qui ben rappresentati. La qualità degli oli è veramente eccellente

Antonio Morelli (Abruzzo): In linea col miglioramento delle pratiche agronomiche ( modalità di raccolta e conferimento  in frantoio), trattamenti fitosanitari (caolino,  Spintor fly)  e con quelle della trasformazione (in modo particolare col contributo dato negli ultimi anni dalla tecnologia olearia, gramole a saturazione con gas inerti, impiego di scambiatori di calore per il condizionamento termico della pasta di olive fino ai selezionatori ottici) gli oli in concorso all’Ercole del 2026 si sono tutti dimostrati di alto profilo dal punto di vista sensoriale con punte di indubitabile eccellenza.

Come è andata la campagna produttiva nella sua regione?

Valentina Carnevale (Lazio): è stata una campagna olearia difficile per la mia regione, che ha registrato un calo importante della produzione dovuto principalmente agli effetti del cambiamento climatico; nonostante questo gli standard qualitativi sono stati elevatissimi grazie all’impegno straordinario dei produttori.

Franco Pasquini (Toscana): Un’ annata con ombre e luci per la Toscana, con una produzione in calo di circa il 30% dovuto soprattutto alle province interne. La maturazione è proceduta però in maniera regolare, e le rese sono ritornate a valori normali rispetto all’anno scorso. La qualità media è risultata molto buona con varie punte di eccellenza.

Maria Piera Bacciu (Sardegna): In Sardegna la campagna olearia 2025 /26 è andata meglio dell’annata passata per le zone produttive della Sardegna Nord sia orientale che occidentale, mentre è stata pessima per le zone del centro-Sud dove sono state registrate riduzioni di produzione abbastanza importanti, questo è uno de i risultati dei cambiamenti climatici. La qualità degli oli ha tenuto come pure le rese.

Antonio Morelli (Abruzzo): La regione Abruzzo, come d’altronde altre regioni del centro Italia, nel 2025 non ha contribuito al 30% circa di aumento della produzione di olive registrata a livello nazionale. Inoltre l’attacco tardivo della mosca in alcune zone ha condizionato negativamente la qualità dell’olio.

A livello di esperienza, come trova il confronto, con i colleghi assaggiatori delle altre Regioni?

Valentina Carnevale (Lazio): Il confronto con altri assaggiatori è sempre molto arricchente, sia dal punto di vista professionale che umano.

Franco Pasquini (Toscana): Come sempre ho trovato colleghi molto competenti, con cui mi sono trovato subito in sintonia, e con i quali è sempre piacevole scambiare le personali esperienze.

Maria Piera Bacciu (Sardegna): L’incontro ed il confronto tra assaggiatori è un momento sempre costruttivo, sia dal punto di vista professionale che umano. È una occasione di scambio professionale e culturale, da questa esperienza entusiasmante nasce sempre una validissima occasione di scambio e di crescita tra e con tutti gli appassionati ed esperti colleghi provenienti da tutta l’Italia, ma anche una bella amicizia che si si protrae nel tempo.

Antonio Morelli (Abruzzo): Potersi confrontare con colleghi di altre regioni è sempre esperienza impagabile, lo è stato ancor di più in questa 34°esima edizione in quanto vi erano molti veterani di comprovata esperienza e professionalità che unitamente alle qualità umane e con il sapiente ed impeccabile contributo dell’organizzazione dell’Ercole hanno reso questa del 2026 una edizione indimenticabile.

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