Italia
Ripristinare la salute dei suoli italiani: l’appello dei Georgofili
Nell’Unione Europea oltre il 60% dei suoli presenta fenomeni di degradazione. L’erosione e il compattamento rimangono le principali cause di degradazione del suolo, spesso innescate da pratiche agricole non sostenibili
26 marzo 2026 | 11:00 | C. S.
Si è svolto nella sede dell’Accademia dei Georgofili un importante incontro promosso dalla Sezione Centro-Ovest dell’Accademia, in cui si è affrontato il tema della degradazione dei suoli agricoli.
All’inizio è stato evidenziato il contributo della scienza del suolo all’evoluzione dell’agricoltura, a cominciare dalle bonifiche del secolo scorso, per arrivare all’intensificazione colturale negli anni Sessanta del boom economico, anche già negli anni Settanta il focus si è spostato verso la sostenibilità ambientale. I dati dicono che nell’Unione Europea oltre il 60% dei suoli presenta fenomeni di degradazione e nei prossimi anni sarà cruciale il recepimento coordinato delle normative europee e la definizione di una strategia nazionale per il suolo, con il coinvolgimento delle principali istituzioni competenti.
Nel corso del convegno sono stati esaminati i vari aspetti di tale degradazione a cominciare da quella biologica, dalla perdita di sostanza organica (l’80% dei suoli è al di sotto dell’1%, soglia giudicata critica per l’innesco di processi di desertificazione). L’erosione e il compattamento rimangono le principali cause di degradazione del suolo, spesso innescate da pratiche agricole non sostenibili come l’uso di macchine troppo pesanti, tanto che per ripristinare la fertilità dei suoli basterebbe calibrare il loro peso alla portanza del suolo; i frequenti periodi di siccità potrebbero essere affrontati con la corretta gestione agronomica che favorisce l’accumulo di acqua nel suolo. Importante fattore è la contaminazione ambientale, drammaticamente aumentata sin dalla rivoluzione industriale, che ha come principale ricettore proprio il suolo e, quindi, genera un rischio sanitario sottoforma di malattie causate da elementi potenzialmente tossici, noti e meno noti. Il consumo di suolo (cementificazione) nel 2024 ha raggiunto 83,7 km², con un incremento del 15,6% rispetto all'anno precedente, ed è ancora in crescita continua.
L’aspetto drammatico su cui i mass media pongono, purtroppo, scarsa attenzione è che agricoltura e urbanizzazione competono per l’uso degli stessi suoli: tendenzialmente i terreni a più elevata potenzialità produttiva.
Per i suoli forestali si è sottolineato che l’inadeguata prevenzione in tali territori va di pari passo con una sempre più scarsa percezione del suolo, a partire dai programmi scolastici sino agli strumenti normativi comunitari e nazionali.
Il futuro della scienza del suolo richiede pertanto un cambio di paradigma: il passaggio da una ricerca settoriale a un approccio transdisciplinare e operativo. In questa cornice, la rivoluzione digitale gioca un ruolo chiave attraverso il Digital Soil Mapping e l’integrazione di dati satellitari (Copernicus) con sensori di prossimità.
In sintesi, è emerso che, nonostante i notevoli progressi scientifici, nonostante le innovazioni tecnologiche, il suolo continua a degradarsi proprio perché è un sistema fortemente complesso e il suo uso corretto non sempre è compatibile, purtroppo, con la sostenibilità economica per gli agricoltori. Inoltre persiste ancora una scarsa percezione dell’importanza del suolo stesso da parte degli stessi operatori del settore e dell’opinione pubblica, inclusi i decisori politico-amministrativi.
In conclusione, occorre sensibilizzare tutti sulla necessità di operare per il ripristino della salute dei suoli italiani, con una visione di lungo termine.
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