Italia
Prosecco e radicchio veneti al centro della bioeconomia europea
Occorre trasformare il sistema produttivo agricolo, passando da un modello lineare a uno circolare, dove gli scarti agricoli diventano risorse. I lieviti esausti residui del processo di vinificazione del Prosecco e gli scarti del radicchio possono diventare preziose materie prime per altri settori
25 marzo 2026 | 13:00 | C. S.
Si è svolta martedì 24 marzo, alla Corte Benedettina di Legnaro, la conferenza conclusiva del Progetto TeBiCE - Territorial Biorefineries for Circular Economy, un progetto, finanziato dal programma Interreg Central Europe e coordinato da Veneto Agricoltura, capofila di un partenariato composto da enti istituzionali, tecnici e scientifici, provenienti da Italia, Austria, Germania, Slovenia, Slovacchia e Polonia.
Lo scopo del progetto, durato tre anni, è stato quello di analizzare le potenzialità della bioeconomia nelle principali filiere agricole delle Regioni europee coinvolte e sviluppare azioni concrete per poter favorire la creazione di filiere per i prodotti a base di biomasse.
Ad aprire i lavori Enrico Brivio, funzionario della Commissione Europea – Direzione Generale Ambiente, che ha illustrato la strategia europea per la bioeconomia e la sua importanza.
Federico Caner, Direttore di Veneto Agricoltura, prima di introdurre le relazioni successive, ha commentato “Nell'ultimo aggiornamento della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) della Regione del Veneto è stata inserita la bioeconomia come missione strategica, ponendo biotecnologie e bioenergie tra le priorità assolute d’investimento. Questo progetto TEBICE ha al suo cuore proprio questo: il Potenziale della Massa Residua, Trasformare lo Scarto in Reddito.
La bioeconomia circolare non è una scelta di nicchia, ma una necessità strategica e una grande opportunità per il nostro territorio e per quello europeo. Si tratta di trasformare il sistema produttivo agricolo, passando da un modello lineare a uno circolare, dove gli scarti agricoli diventano risorse.
Il focus del progetto TeBICE tocca il nervo scoperto del nostro settore primario: la gestione dei residui. In Italia, la filiera agroalimentare pesa per il 63,2% dell’intera bioeconomia.”
A seguire è stato fatto un focus sulle opportunità per la bioeconomia da parte del Cluster Italiano della Bioeconomia Circolare – SPRING e uno sulla strategicità della cooperazione per realizzare un’Europa più circolare da parte del Segretariato Congiunto del Programma Interreg Central Europe.
Sono stati poi presentati i risultati del progetto che, per la Regione del Veneto, ha visto analizzare le filiere di due sue eccellenze: il Prosecco ed il Radicchio tardivo. Il progetto ha puntato a superare le barriere tecnologiche, normative e culturali che ostacolano lo sviluppo della bioeconomia agricola; attraverso azioni pilota transnazionali ha dimostrato come anche i lieviti esausti residui del processo di vinificazione del Prosecco e gli scarti del radicchio, in Veneto, e gli scarti della produzione di mele, zucca, canapa nel resto d’Europa possano diventare preziose materie prime per altri settori. Come ha sottolineato il Direttore di Veneto Agricoltura in apertura, “Spesso le tecnologie esistono ma manca il know-how, oppure le normative nazionali differiscono troppo tra loro impedendo scambi transnazionali fluidi.”
L’incontro è proseguito con gli interventi dei tecnici e imprenditori agricoli che hanno illustrato le sfide e le potenzialità dell’utilizzo della massa residua agricola per alcune delle applicazioni più promettenti.
La Conferenza è stata l’occasione per fare il punto sulla strategia europea per la bioeconomia e presentarne le opportunità concrete, anche sul piano della cooperazione territoriale, oltre che un’occasione di confronto tra industria, PMI, Università e organizzazioni di ricerca impegnate nel settore.
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