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La storia della grappa, dal Trentino un'emozione in ogni goccia

La storia della grappa, dal Trentino un'emozione in ogni goccia

L’Indicazione Geografica, di cui gode la Grappa del Trentino, rappresenta a questo proposito non solo una certificazione, ma uno strumento culturale che racconta l’origine, il metodo e i valori di una comunità produttiva

04 marzo 2026 | 13:00 | C. S.

La grappa nasce da una materia prima preziosa, prende forma grazie al sapere dei distillatori, racconta il territorio da cui proviene e unisce chi la produce a chi la degusta. Con questo spirito l’Istituto Tutela Grappa del Trentino si avvicina a festeggiare la prima Giornata Internazionale della Grappa, che si celebra giovedì 5 marzo. In questa data il mondo della distillazione italiana accende i riflettori su uno dei simboli più autentici e rappresentativi dell’Italia, un distillato che affonda le proprie radici nella storia dei territori e che trova nella Grappa del Trentino IG un singolare esempio virtuoso di qualità, identità e tutela. 

“La Grappa del Trentino IG rappresenta molto più di un prodotto, è il risultato di un legame profondo con il territorio, con le sue materie prime, le vinacce, con le competenze tramandate nel tempo e con un regolamento di produzione rigoroso, pensato per garantire trasparenza, tracciabilità e standard qualitativi elevati – spiega Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino - un sistema di regole ferreo, condiviso e rispettato dai produttori, che tutela il consumatore e che allo stesso tempo valorizza il lavoro delle distillerie trentine”.

In un contesto di mercato sempre più globale e competitivo, l’esistenza di una storia riconoscibile e di un disciplinare chiaro è ciò che permette alla grappa di distinguersi, evitando omologazioni e difendendo l’autenticità del prodotto. L’Indicazione Geografica, di cui gode la Grappa del Trentino, rappresenta a questo proposito non solo una certificazione, ma uno strumento culturale che racconta l’origine, il metodo e i valori di una comunità produttiva. “La forza della Grappa del Trentino IG sta nelle sue radici e nelle regole che ci siamo dati per proteggerla”, sottolinea ancora Alessandro Marzadro – oggi avere una storia solida alle spalle e un regolamento rigoroso significa garantire qualità, identità e credibilità ed è un impegno quotidiano che tutela i produttori seri e garantisce la certezza di un prodotto autentico, espressione vera del nostro territorio”. 

La Giornata Internazionale della Grappa, istituita a partire dal 2026 dall’ANAG (Associazione nazionale assaggiatori di grappa), è l’occasione per ribadire il valore di una filiera che punta sulla qualità e sulla responsabilità, e per ricordare come solo attraverso regole condivise e una visione comune sia possibile preservare e proiettare nel futuro uno dei distillati più rappresentativi del patrimonio enogastronomico italiano.

L’Istituto Tutela Grappa del Trentino è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci che rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 13000 tonnellate di buccia d’uva. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa.

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