Italia
Quando i buyer diventano assaggiatori d'olio di oliva: una rivoluzione culturale
La conoscenza come uno scudo contro la concorrenza sleale e le contraffazioni. L’olio è tra i prodotti tricolore più contraffatti, ma anche tra i più esportati nel mondo, con un valore che, per quello regionale, nel 2024 ha raggiunto 1,4 miliardi di euro
09 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.
La cultura dell’origine per difendere il Made in Italy agroalimentare dalla concorrenza sleale e dall’italian sounding, che per il solo olio toscano vale nel mondo oltre 2 miliardi di euro. Conoscere, informare, educare per scegliere cosa mettere nel piatto: vale per i consumatori, di fronte agli scaffali reali e sempre più virtuali, ma vale ancora di più per chi il cibo – in questo caso l’olio extravergine di oliva – lo importa e lo commercializza nel mondo. È questa la leva del corso internazionale di olio della Evoschool di Unaprol, la scuola di Coldiretti, che si è chiuso con la consegna degli attestati a Taste, il salone del cibo di Firenze che si è aperto oggi, venerdì 7 febbraio, alla Fortezza da Basso.
Sono 18 i buyers, arrivati anche dalla lontana Taiwan, Cina, Stati Uniti, Nord Europa, Turchia e da alcuni Paesi del Mediterraneo, come la Libia, che hanno concluso brillantemente il percorso e si sono “laureati” assaggiatori di oli di oliva vergini. L’attestato di idoneità fisiologica è stato consegnato dal direttore di Unaprol, Nicola Di Noia.
L’olio è tra i prodotti tricolore più contraffatti, ma anche tra i più esportati nel mondo, con un valore che, per quello regionale, nel 2024 ha raggiunto 1,4 miliardi di euro (considerando i derivati). Il Toscano IGP è il più esportato tra gli Evo di qualità a denominazione italiani, con oltre 40 milioni di euro.
“La difesa del reddito degli olivicoltori e degli agricoltori e della competitività delle nostre imprese passa nelle mani di tutto quel mondo composto da operatori ed addetti ai lavori, importatori, esportatori, buyer in generale, che lo commercializzano nei rispettivi Paesi – spiega Nicola Di Noia –. La conoscenza è uno scudo contro la concorrenza sleale e le contraffazioni. I corsisti della masterclass internazionale riconoscono nel nostro Paese la culla del buon cibo e della Dieta Mediterranea. Riconoscimenti su cui dobbiamo insistere, sensibilizzando le potenti leve della conoscenza e della cultura: origine, tracciabilità, distintività, sicurezza, sostenibilità, territorio, storia”.
È il terreno di valori e obiettivi attorno ai quali Coldiretti ha “costruito” la sua presenza a Taste. Una partecipazione proattiva nel rilanciare le battaglie sull’etichetta di origine su tutti gli alimenti e la cancellazione dell’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, nel contesto di una fiera che quest’anno esalta, anche nel titolo, il “True Food”.
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