Italia
Oltre i 15 miliardi per l'agricoltura italiana: tanta innovazione in Fieragricola
Oltre 4,5 miliardi per i contratti di filiera, risorse che tornano direttamente sul territorio, i 2,5 miliardi di euro per l’agrisolare, ma anche fondi per oltre un miliardo di euro del Coltivaitalia per sostenere le filiere più deboli, dall’olio alla zootecnia, ma anche per la formazione in agricoltura
05 febbraio 2026 | 13:00 | C. S.
La 117ª Fieragricola, rassegna internazionale dedicata al comparto agricolo, fa tornare Verona la capitale indiscussa di un settore che in Italia vale 77 miliardi di euro alla produzione primaria e 700 miliardi di euro ampliando lo sguardo a tutta la filiera agroalimentare.
Una Fieragricola «Full Innovation», all’insegna dell’ultima frontiere delle tecnologie applicabili, come ha ricordato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo nel corso della cerimonia inaugurale alla presenza del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Patrizio Giacomo La Pietra, del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, del sindaco di Verona, Damiano Tommasi, del presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, dell’assessore all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond, e dei rappresentanti del mondo agricolo. Per Veronafiere presenti anche l’amministratrice delegata Barbara Ferro, la vicepresidente Marina Montedoro e il direttore generale Adolfo Rebughini.
«In questi quattro giorni di Fieragricola – ha detto Bricolo – il sistema agricolo è rappresentato a 360 gradi, con un’offerta ampia da parte di 816 espositori, oltre 130 convegni, 11 padiglioni occupati e un’area complessiva di 60mila metri quadrati, buyer e operatori da 28 paesi del mondo. Fieragricola è una vetrina del settore, nata nel 1898 all’insegna dell’avanguardia espositiva e che ha saputo gemmare altre grandi manifestazioni come Fieracavalli, Vinitaly, Progetto Fuoco per il settore delle foreste, Vita in Campagna per l’hobbismo agricolo, Sol Expo dedicata alla filiera dell’olio. Un panorama di eventi che oggi ha reso unica Veronafiere come punto di riferimento per le rassegne specializzate nel settore primario».
Numeri che ricordano, come ha sostenuto il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che «l’agricoltura e l’agroalimentare italiani non sono secondi a nessuno; abbiamo di fronte a noi le sfide della sostenibilità, della formazione e della filiera e dobbiamo difendere la redditività delle imprese agricole per rafforzare la presenza di giovani nel settore, per tutelare la dignità degli agricoltori all’interno della catena di approvvigionamento e per assecondare il percorso sulla sostenibilità ambientale che l’Unione europea ci chiede, difendendo però in primo luogo la sostenibilità economica».
In tale ottica l’agricoltura ha potuto beneficiare di attenzione da parte del Governo, ha specificato il sottosegretario La Pietra. «Abbiamo messo a disposizione del settore oltre 15 miliardi di euro – ha affermato il sottosegretario La Pietra – e grazie al dialogo con il mondo agricolo abbiamo rimesso al centro dell’agenda politica la crescita dell’agricoltura, alle prese con un 2025 molto complesso per le situazioni internazionali, dalla minaccia dei dazi che abbiamo cercato di contenere all’annuncio della Commissione Ue dei tagli delle risorse della Politica agricola comune, che siamo riusciti a evitare».
Fra gli interventi a beneficio del comparto primario, La Pietra ha ricordato gli «oltre 4,5 miliardi per i contratti di filiera, risorse che tornano direttamente sul territorio, i 2,5 miliardi di euro per l’agrisolare, ma anche fondi per oltre un miliardo di euro del Coltivaitalia in discussione alla Camera per sostenere le filiere più deboli, dall’olio alla zootecnia, ma anche per la formazione in agricoltura».
Agricoltura strategica per l’economia e i territori, come ha sottolineato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. «Sono i numeri che ribadiscono l’importanza strategica del settore primario – ha affermato Stefani – otto miliardi di produzione agricola, oltre 10 miliardi di produzione agroalimentare esportati, oltre il 37% dell’export vitivinicolo nazionale è veneto. Un’agricoltura che investe e innova, che punta sulla tecnologia e sulla sostenibilità, con grande capacità di guardare avanti».
Un’agricoltura che, per il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, «rappresenta molto della nostra identità e del territorio» e che deve innovare anche per fare fronte ad alcune criticità, come ad esempio «l’emergenza abitativa e la carenza di manodopera. In questi giorni, anche a Verona, abbiamo toccato con mano una situazione critica che riguarda persone che lavorano, in particolare nel comparto agricolo, ma che non riescono ad avere un alloggio dignitoso, soprattutto nei mesi invernali. È una questione strutturale che chiama in causa le istituzioni, le associazioni di categoria e le imprese».
Un’agricoltura responsabile, che «negli anni ha sempre saputo innovare», come ha esordito il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini, e che «ha assecondato le richieste dei consumatori, fornendo produzioni di qualità».
Gli interventi del mondo agricolo. Presenti alla cerimonia inaugurale della 117ª Fieragricola di Verona, i rappresentanti delle organizzazioni agricole hanno riconosciuto il ruolo della rassegna internazionale di Verona. «L’agricoltura italiana è un modello che incarna sviluppo e qualità, anche grazie alla presenza di Indicazioni Geografiche riconosciute, ma dobbiamo confrontarci con una competizione internazionale che nel settore agricolo e alimentare è sempre più forte e questo impone investimenti in innovazione che devono essere sostenuti», ha detto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto.
«Per il mondo agricolo parlare di Fieragricola significa parlare di un sistema che abbraccia non solo l’innovazione commerciale, di macchinari, di Intelligenza Artificiale, di energie alternative, ma che inevitabilmente fa riferimento a un sistema che deve mettere in dialogo gli attori del segmento agricolo e agroindustriale – ha esordito Gianmichele Passarini, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani –. Come associazioni di categoria siamo stati impegnati a gestire transizione ecologica e politica e il rinvio dell’accordo col Mercosur alla Corte di Giustizia Europea è un risultato in ottica di difesa delle parti più deboli dell’agricoltura».
L’innovazione, in ogni caso, resta il faro da seguire. «Nel 2050 sul pianeta saremo 9 miliardi e 750 milioni di abitanti – ha ammonito Tommaso Battista, presidente di Copagri – e dovremo incrementare del 60% le produzioni agricole. In quest’ottica Fieragricola rappresenta una piattaforma di accelerazione dell’innovazione in anteprima mondiale, dal momento che qui troviamo una presenza di buyer provenienti da 28 Paesi».
Anche per Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, Fieragricola si conferma «un contenitore strategico per il settore. Oggi l’Italia è un produttore fondamentale di qualità, che viene generata come valore di commercializzazione e che dobbiamo assolutamente aumentare, tutelandola anche negli accordi internazionali. È importante qui poter contare sulla politica, perché per investire è necessario agevolare l’accesso al credito, altrimenti diventa tutto molto più difficile».
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