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Frutta e verdura esotica ma di tendenza: dall'avocado al kale

Frutta e verdura esotica ma di tendenza: dall'avocado al kale

I germogli di soia conosciuti nei primi ristoranti giapponesi, oggi hanno sostituito la classica lattuga nelle insalate più cool. I consumi di frutta esotica hanno registrato una crescita esponenziale superando le 900mila tonnellate annue

05 febbraio 2026 | 09:00 | C. S.

L'avocado, usato solo per il guacamole fino a 20 anni fa, oggi è tra i superfood che campeggia nella colazione degli italiani, costando fino al 30% in meno.

Il kale, il cavolo riccio da foraggio, è diventato il simbolo del benessere: si mangia in insalata, si trasforma in chips al forno o si beve nei frullati verdi.
  
Stessa cosa per i germogli di soia conosciuti nei primi ristoranti giapponesi, oggi hanno sostituito la classica lattuga nelle insalate più cool. E mentre la patata classica ha ceduto il passo a quella dolce a pasta arancione, la preferita di chi frequenta le palestre grazie al basso indice glicemico, l'influenza della cucina hawaiana e asiatica ha introdotto verdure 'di mare' e contorni come l'insalata di alghe wakame, che nel 2006 nessuno avrebbe mai mangiato come spuntino. E' la nuova la geografia dei consumi italiani, influenzata da un mix tra benessere funzionale e digitalizzazione dell'estetica culinaria, protagonista alla nuova edizione di Fruit Logistica di Berlino, la più importante manifestazione fieristica mondiale da domani al 6 febbraio. 

Secondo i dati del Centro Servizi Ortofrutticoli, i consumi di frutta esotica hanno registrato una crescita esponenziale superando le 900mila tonnellate annue. Ma a cambiare però sono anche i prezzi, con l'avocado passato dai 3,50 fino a 5 euro al pezzo, a 2,50 euro, grazie anche alla nuova produzione nel Sud Italia. A subire maggiori rincari, paradossalmente, sono i prodotti tradizionali, con le mele passate da 1,20 euro/kg a 2,30 euro/kg, segnando un aumento del 91% o i pomodori da 1,50 euro/kg a 3,10 (+106%). Ma a cambiare è anche il valore del carrello dove a pesare è il servizio. Secondo il rapporto NielsenIQ del 2025, il 35% del fatturato del reparto ortofrutta deriva da quarta e quinta gamma, insalate già lavate, zuppe pronte e frutta già tagliata, con un consumatore disposto a pagare un sovrapprezzo del 40-50 per cento per risparmiare tempo. E se la mela resta il frutto più acquistato nei banchi per volume, la varietà 'mirtilli, mango, patate dolci' dettano il valore economico del settore, segnando il passaggio da una dieta di sussistenza e tradizione a una di performance e stile di vita.

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