Italia
Olio di semi spacciato per extravergine nelle mense scolastiche: quattro imputati a processo in Puglia
Secondo l’accusa, il prodotto contraffatto sarebbe stato utilizzato tra il 2022 e il 2024 nelle forniture destinate a scuole e servizi per anziani di decine di comuni pugliesi. Esclusi dalla parte civile quasi 500 genitori
11 maggio 2026 | 10:00 | C. S.
Approda in aula l’inchiesta sulla presunta maxi frode alimentare scoperta dalla Guardia di finanza nel dicembre 2024 e legata alla fornitura di olio destinato alle mense scolastiche e ai servizi di ristorazione per anziani in numerosi comuni pugliesi. Al centro del procedimento, un olio di semi che – secondo l’accusa – sarebbe stato commercializzato come olio extravergine di oliva.
Come riportato da Repubblica, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per una società di ristorazione, la sua legale rappresentante, il presunto fornitore dell’olio contraffatto e il responsabile degli acquisti dell’azienda. Il processo inizierà il prossimo 22 settembre davanti al giudice monocratico.
Le accuse: frode, contraffazione e forniture pubbliche
Secondo l’impianto accusatorio, il prodotto sarebbe stato fornito da un produttore privato alla società appaltatrice, che lo avrebbe poi utilizzato nelle forniture aggiudicate da diversi enti pubblici tra il 2022 e il 2024. Gli investigatori sostengono inoltre che già nel 2019 alcune analisi chimiche avessero evidenziato la non autenticità dell’olio.
Le contestazioni formulate dalla Procura comprendono, a vario titolo, frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, contraffazione, ricettazione e frode nelle pubbliche forniture. Alla società vengono inoltre contestati illeciti amministrativi per la presunta assenza di modelli organizzativi adeguati a prevenire reati di questo tipo.
Particolarmente rilevante, secondo l’accusa, sarebbe il ruolo del responsabile degli acquisti, che avrebbe comprato il prodotto a prezzi sensibilmente inferiori rispetto ai valori di mercato, pur essendo consapevole della sua reale natura.
Esclusi quasi 500 genitori dalla parte civile
Tra gli aspetti più discussi dell’udienza preliminare c’è la decisione del giudice sulla costituzione di parte civile. Sono stati esclusi quasi 500 genitori degli studenti che usufruivano del servizio mensa, ad eccezione della famiglia di un bambino allergico all’olio di semi.
Secondo quanto sostenuto dalla difesa e recepito dal giudice, le richieste degli altri genitori sarebbero risultate “generiche e prive della prova di una specifica situazione giuridica soggettiva atta a giustificare un danno economico risarcibile”.
Sono stati invece ammessi come parti civili numerosi comuni coinvolti negli appalti pubblici.
La linea difensiva
La difesa degli imputati ha ribadito la volontà di dimostrare “l’insussistenza delle ipotesi accusatorie”, sostenendo la regolarità delle forniture e l’adeguatezza dei modelli organizzativi adottati dall’azienda.
Secondo i legali, il processo dovrà concentrarsi non su un presunto danno diffuso alla popolazione scolastica, ma sulla verifica concreta del rapporto contrattuale tra la società appaltatrice e le amministrazioni pubbliche coinvolte.
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