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La difficile campagna olearia nel centro nord Italia: poche olive ma rese in crescita

La difficile campagna olearia nel centro nord Italia: poche olive ma rese in crescita

La situazione produttiva nel centro nord Italia è molto difficile a causa del caldo estivo e degli attacchi di mosca delle olive. Cali fino al 70% al nord ma anche nelle Marche. Situazione solo lievemente migliore in Toscana, Umbria e Lazio. Solo le rese ci salveranno?

13 ottobre 2025 | 14:00 | T N

La situazione olivicolo-olearia nel centro nord Italia è critica, con cali produttivi pesanti compensati solo in parte da un aumento delle rese.

Ad aver compromesso la campagna olearia nel centro nord sono stati vari fattori: dal caldo durante l’allegagione o subito dopo, fino agli attacchi di mosca delle olive e poi attacchi fungini dovuti alle piogge di agosto in alcune aree.

In Liguria la situazione appare drammatica, con cali fino al 70% nell’imperiese come altrove. Il caldo e la mosca delle olive hanno compromesso il raccolto. Molti frantoi chiuderanno già alla fine di novembre per mancanza di prodotto.

Anche nel nord Italia, dall’Emilia Romagna fino al Garda la produzione è prevista in netto calo del 50-60% rispetto all’anno passato. Qui a influire anche l’alternanza di produzione naturale dell’olivo, dopo un’annata di straordinaria carica, ma anche gli attacchi di mosca delle olive e la siccità.

In Toscana la situazione si presenta molto a macchia di leopardo, con differenze evidenti anche tra comuni limitrofi. In generale la produzione dovrebbe essere in calo del 30-40% ma l’entità reale si vedrà probabilmente solo tra qualche settimana. Infatti si stanno verificando in questi giorni sia attacchi forti di mosca delle olive, con infestazioni anche fino al 35%, sia le cascole per gli attacchi precedenti. Complessivamente, per chi andrà a raccogliere dai primi di novembre, la situazione potrebbe tradursi in un calo produttivo che rende antieconomica la raccolta. Le temperature, relativamente alte degli ultimi giorni, favoriranno certamente un buono sviluppo larvale. A influire sul dato finale del raccolto toscano, però, saranno anche le rese che si stanno stabilizzando sul 12% medio, in forte ascesa dopo la precedente campagna olearia.

La situazione in Umbria assomiglia molto alla Toscana, con caldo, siccità e mosca olearia che hanno condizionato la campagna olearia. Anche in questo caso il dato previsionale è di un calo del 30-40% del raccolto. L’area più colpita dalla mosca delle olive pare il Trasimeno ma, recentemente, si stanno verificando nuove infestazioni favorite dal clima caldo e umido. Anche in questo caso le rese in frantoio, in netta ascesa, con punte anche del 17%, potrebbero influenzare positivamente il risultato finale della campagna olearia.

Nelle Marche la raccolta appare molto in difficoltà. E’ probabilmente la Regione del centro Italia che più sta subendo le anomalie dell’annata. A influire il caldo estivo, la siccità, la mosca dell’olivo e attacchi fungini e batterici (Clamidosporum e altro) sulle gallerie di Bactrocera oleae dopo le piogge agostane. Il calo produttivo medio dovrebbe attestarsi sul 50-60% con punte fino al 70% in certe aree. Complessivamente è un’annata molto difficile per le Marche dell’olio di oliva, con molti frantoi che chiuderanno i battenti già a fine ottobre.

Situazione un po’ più rosea nel Lazio dove il calo potrebbe attestarsi al 30-40%, a seconda delle aree. Nella zona di Latina la varietà più colpita pare proprio l’Itrana, con gravi problemi durante la fioritura e allegagione. Caldi e siccità durante l’estate hanno condizionato pesantemente il raccolto. Anche qui saranno le rese a determinare il risultato finale. Al momento paiono molto ballerine, oscillando dall’8 al 20%, ma con un sensibile aumento rispetto all’anno passato.

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