Italia
Il latte, questo sconosciuto: i consumatori non conoscono ciò che bevono
Ciò che molti consumatori credono di sapere sul latte e i suoi derivati è spesso frutto più di fake news che di informazioni corrette o scientificamente fondate. Anche i prodotti vegetali alternativi al latte sono oggetto di una forte disinformazione
08 ottobre 2025 | 10:00 | C. S.
Il latte è sempre più al centro di discussioni, critiche e - spesso - vere e proprie campagne di disinformazione. Tra fake news, miti infondati e comunicazione poco trasparente, i consumatori italiani finiscono per conoscere decisamente poco il latte che mettono ogni giorno sulle proprie tavole. È questo l’allarme che emerge dall’indagine dell’Osservatorio di CremonaFiere, attivato nell’ambito delle Fiere Zootecniche Internazionali e condotta su un campione di oltre mille cittadini residenti nella provincia di Cremona.
L’obiettivo della ricerca? Misurare il livello di consapevolezza dei consumatori su alcuni dei temi chiave che oggi influenzano il settore lattiero-caseario: benessere animale, sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, nutrizione, sicurezza alimentare, intolleranze e prodotti vegetali alternativi.
L’indagine rivela una realtà allarmante: ciò che molti consumatori credono di sapere sul latte e i suoi derivati è spesso frutto più di fake news che di informazioni corrette o scientificamente fondate. Opinioni forti, dunque, ma conoscenze deboli: è questo il paradosso emerso.
Se da un lato il 65% degli intervistati si dichiara molto sensibile al tema del benessere animale, solo il 5% è disposto a pagare un piccolo sovrapprezzo (fino al 5%) per acquistare prodotti certificati in questo senso. Stessa contraddizione anche sul fronte della sostenibilità: pur considerata importante da gran parte del campione, l’80% degli intervistati non è disposto a contribuire economicamente per rendere più sostenibili le filiere. Solo il 3% si dice favorevole a un piccolo aumento dei costi a favore dell’ambiente.
Anche in tema di innovazione, l’indagine rivela una grande confusione: strumenti ormai consolidati negli allevamenti, come collari intelligenti, chip RFID o sistemi GPS, vengono spesso percepiti solo come strumenti per aumentare i profitti, e non per migliorare il benessere degli animali o la gestione delle aziende agricole. Alcuni intervistati arrivano addirittura a ipotizzare che i droni servano per trasportare cibo agli animali: un’idea surreale che testimonia quanto la realtà degli allevamenti sia ancora poco conosciuta dal grande pubblico.
Anche i prodotti vegetali alternativi al latte sono oggetto di una forte disinformazione: le loro caratteristiche nutrizionali, allergeniche o etiche sono sconosciute alla maggioranza del campione, nonostante si tratti di un segmento in forte crescita e centrale nel dibattito alimentare contemporaneo.
A peggiorare il quadro, emerge una forte diffidenza verso allevatori e industrie di trasformazione, percepiti più attenti al profitto che alla qualità dei prodotti. Una percezione errata, ma radicata, che segnala non solo un evidente gap informativo, ma anche una profonda crisi di fiducia tra consumatori e filiera.
L'Osservatorio di CremonaFiere continuerà a monitorare queste tematiche e presenterà tutti i dati raccolti ed elaborati durante l'evento "Il Gusto di Saperlo", in programma il prossimo 28 novembre presso le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. Sarà un'occasione per approfondire i risultati e stimolare un dibattito con i principali attori della filiera sulla necessità di una maggiore informazione per i consumatori.
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