Italia
Giornata delle Verdure: un bambino italiano su due non le mangia
Le verdure non sono semplici contorni, ma alimenti con molte proprietà nutrizionali in grado di contribuire alla salute del nostro organismo. Se i bimbi li rifiutano s’impoverisce l’alimentazione di tutta la famiglia
18 giugno 2025 | 12:00 | C. S.
Il 17 giugno si celebra l’Eat Your Vegetables Day, una ricorrenza nata negli Stati Uniti che si pone l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di mangiare, in una dieta sana ed equilibrata, le verdure. Un problema sempre più urgente e sentito anche in Italia dove, secondo i recenti dati dell’Osservatorio Nestlé, sono addirittura uno su 2 (46,4%) i bambini che non gradiscono mangiare verdure e legumi. Gli esperti lanciano dunque l’allarme su un tema troppo spesso sottovalutato, ma fondamentale per la salute della popolazione, sulle quali abitudini e comportamenti alimentari scorretti, a lungo andare, potrebbero avere un impatto significativo. Ad avvalorare questa tesi è, tra gli altri, un recente studio sulla longevità pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, che, per un periodo di 30 anni ha monitorato le diete e il processo d’invecchiamento di oltre 100mila persone di mezza età, scoprendo che, raggiunti i 70 anni, solo il 10% dei partecipanti alla ricerca mostrava un “invecchiamento sano”, considerando, oltre a problematiche di tipo fisico (come difficoltà a deambulare, diabete, patologie cardiache, problemi di pressione e patologie croniche di varia natura) anche sofferenze di natura cognitiva come carenze di memoria e stati depressivi. Lo studio ha altresì evidenziato come coloro che, negli anni, hanno seguito un regime alimentare più vario ed equilibrato, includendo i vegetali, sono invecchiati meglio. Otto, in particolare, sono i regimi alimentari che hanno reso i migliori risultati, tra questi vi è anche la dieta mediterranea. In generale a essere premiati sono stati i regimi alimentari che, maggiormente, hanno favorito la varietà. E a trarre beneficio dal maggior consumo di alimenti di origine vegetale è anche l’organo fondamentale: il cuore. Un recente studio clinico, condotto su 153 soggetti che presentavano congiuntamente ipertensione e malattie renali croniche, pubblicato dall’American Journal of Medicine, ha infatti rilevato come, tra i regimi anti-infiammatori e specifici per il benessere dei reni, solo quelli che includevano una maggior quantità di verdura e frutta (da 2 a 4 porzioni al giorno) contribuivano a migliorare anche la salute cardiovascolare.
I vegetali, insomma, sono un vero e proprio elisir di giovinezza e la disaffezione dei più piccoli verso questi alimenti è una minaccia ad ampio spettro. Ne è convinta la prof.ssa Laura De Gara, presidente della Laurea Magistrale in Nutrizione Umana e prorettore vicario del Campus Bio-Medico di Roma: “Le verdure non sono semplici contorni ma veri e propri alleati per la nostra salute, alimenti ricchi di vitamine e altri micronutrienti anche in grado di proteggerci da malattie croniche e allungare la nostra vita. Vanno consumate ogni giorno, in varietà e quantità adeguate, per dare gusto e colore alla tavola e, al tempo stesso, prevenire rischi per il futuro. Fare in modo che i nostri figli, e in generale i nostri cari, siano in grado di apprezzare questi cibi è un dovere educativo e una responsabilità verso la propria famiglia ma anche nei confronti delle nostre comunità. Tollerare abitudini alimentari scorrette o diete poco varie e povere di vegetali espone a maggiori rischi di dover ricorrere a farmacoterapia in futuro, incidendo sui costi dei sistemi sanitari. E questo vale anche per i giovanissimi, tra i quali maggiore, purtroppo, è la propensione a ignorare o a rifiutare i vegetali come componenti essenziali del loro regime alimentare”, conclude De Gara.
Il fenomeno dell’allontanamento da verdure e legumi, infatti e come illustra l’Osservatorio Nestlé, riguarda tutte le fasce di età, ma è particolarmente rilevante tra i più piccoli. I quali, peraltro, mostrano di avere difficoltà anche con altri alimenti quali pesce (31,4%), cereali (20,3%), carne (19,3%) e frutta (16,9%). Si tratta, purtroppo, di altri ingredienti che contribuiscono a variare e a rendere più salutare l’alimentazione quotidiana. Questo è significativo perché, sempre secondo i dati dell’Osservatorio Nestlé, sono spesso i bambini a determinare il contenuto del carrello della spesa: in 6 famiglie su 10 (58,5%) infatti sono i bambini che accompagnano la figura di riferimento (nella maggior parte dei nuclei, il 49,2%, si tratta della madre, mentre più raramente, solo in 3 casi su 10, viene coinvolto anche il papà) al supermercato, indirizzandone inevitabilmente anche gli acquisti, mentre sono meno di 4 su 10 (37,2%) le famiglie nelle quali non si evidenziano problemi a gestire l’alimentazione dei figli.
Il dato, secondo la prof.ssa De Gara, è definibile come “allarmante”. “Quello che bisogna capire è che questi comportamenti e abitudini alimentari finiscono per condizionare quelli di tutta la famiglia. Se è il bambino che decide il contenuto dei sacchi della spesa e se il bambino mostra di rifiutare determinati alimenti, quelli non verranno consumati o verranno consumati in quantità minori anche dai famigliari: papà, mamme, fratelli e sorelle. Così si impoverisce il regime alimentare di tutta la famiglia, con i rischi conseguenti in termini di tutela della salute e del benessere. Se i vegetali, come confermano gli studi più recenti, contribuiscono ad un invecchiamento in salute, viceversa una tendenza a non consumarli produrrà, sul lungo termine, conseguenze negative per la longevità e il benessere della popolazione”.
Ma come è possibile, allora, convincere i bambini a seguire un’alimentazione più varia e sana? Ecco i 10 consigli per promuovere il consumo di verdure che emergono dal progetto Nutripiatto, pensato proprio per abituare i bambini alla buona prassi realizzato con Campus Bio-Medico di Roma:
Varietà, prima di tutto: scegliere verdure di colori diversi: più colori metti nel piatto, più nutrienti e antiossidanti introduci nella dieta. I colori, inoltre, possono avere un effetto divertente e convincente per i bambini.
Coinvolgimento e gioco: sono 4 su 10, secondo l’Osservatorio Nestlé, i bimbi che aiutano regolarmente chi si prende cura di loro a cucinare. Non sono pochi, anzi. Coinvolgerli nella preparazione delle verdure, facendo in modo che aiutino a pulirle e prepararle, può favorire la loro curiosità verso questi alimenti.
Piccoli cambiamenti quotidiani: se un bambino non mangia le verdure, sarebbe sbagliato fargli vivere questa mancanza come un’imposizione o una forzatura. L’importante è introdurle progressivamente nella sua alimentazione, cambiandone le abitudini in maniera soft.
Ricette sempre nuove: la routine e la noia, soprattutto per i bambini, possono avere un ruolo nell’allontanarli da certi cibi o alimenti. Cambiare spesso, quantomeno le modalità di preparazione, li aiuta a non stufarsi.
Non solo contorni: è importante aggiungere le verdure in primi piatti, panini e snack. Via libera, quindi, a sughi vegetali, wrap e piadine.
Condivisione: mangiare insieme, preparando piattoni dai quali possa servirsi tutta la tavolata, aiuta a trasmettere il valore delle verdure anche ai più piccoli.
Curiosità: raccontare le verdure, magari utilizzando storie, illustrarne e renderne attraenti i benefici può contribuire ad avvicinare i bambini a questi alimenti essenziali.
Creatività: tagliare le verdure in forme divertenti come stelline e fiorellini può rendere il piatto più attraente. Anche l’occhio vuole la sua parte.
Equilibrio: le verdure sono fondamentali, ma vanno sempre integrate in un’alimentazione varia e bilanciata, senza escludere altri alimenti.
Allegria: la tavola deve essere un momento conviviale. Godere dei suoi piaceri deve essere un’esperienza positiva.
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