Italia
L'Ercole Olivario dietro le quinte: le voci da Basilicata, Campania, Calabria ed Emilia Romagna
Ecco la seconda puntata del Diario di Bordo di Teatro Naturale durante le selezioni dell'Ercole Olivario, con il parere di quattro nuovi tecnici, esperti assaggiatori sul contesto olivicolo nazionale e internazionale
16 aprile 2025 | 16:00 | Giulio Scatolini
Dopo la prima puntata dedicata al dietro le quinte dell’Ercole Olivario, con le opinioni di assaggiatori da Lazio, Liguria, Toscana e Sardegna, ecco il secondo appuntamento che vede protagonisti nuovi assaggiatori tra quelli del top panel che stanno degustando gli oli in competizione quest’anno: 116 in tutto di cui 62 nella categoria degli oli DOP e 54 in quella dell’extravergine di oliva.
Ogni giorno, per 4 giorni della Settimana Santa della Pasqua, che è iniziata con la Domenica delle Palme, massimo simbolo della pianta dell’olivo considerata sacra sin dai tempi dell’Antica Grecia sino a nostri giorni, sono ascoltati da Teatro Naturale 4 assaggiatori dei 16, quindi alla fine, tutti sentiti.
I secondi 4 assaggiatori intervistati sono:
Antonietta Altieri (Basilicata), Giuseppe Giordano (Calabria), Francesco Girardi (Campania), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna)

Che cosa ne pensa dell’Ercole Olivario come concorso?
Antonietta Altieri: “L’Ercole Olivario rappresenta da sempre uno dei concorsi più ambiti da noi esperti assaggiatori perché vengono selezionati gli oli di altissima qualità a livello nazionale.”
Giuseppe Giordano: “Lo conosco molto bene avendo avuto l'onore di farne parte per 4 edizioni a partire dalla seconda del 1994. Se parliamo di concorsi oleari nazionali, penso che sia il più prestigioso e il più longevo essendo arrivato alla trentatreesima edizione. Gli aspetti che qualificano in maniera esclusiva l'Ercole è la perfetta efficienza della macchina organizzativa in capo alla Camera di Commercio di Perugia, la scarsa propensione a dispensare un numero eccessivo di premi (il che sta a significare che vince solo l’eccellenza) e che è l'unico concorso i cui prelievi sono effettuati da personale appositamente delegato dal sistema camerale a garanzia della tracciabilità tra lotti di produzione e lotti di partecipazione.”
Francesco Girardi: “L’Ercole Olivario rimane il concorso più prestigioso, per l’organizzazione puntigliosa, l’estrema serietà, il modo di come viene selezionata la giuria con un rappresentante per ogni Regione e la meravigliosa accoglienza che ci viene data. E’ un onore e una responsabilità fare parte di un panel così importante che andrà ad assaggiare i migliori d’Italia.”
Antonietta Mazzeo: “L’Ercole Olivario è l’unico concorso “istituzionale” in Italia dedicato alle eccellenze olearie; nella sua attenzione verso il concetto di qualità, che si traduce in un ruolo di centralità divulgativa di uno dei prodotti più rappresentativi del made in Italy agroalimentare, rappresenta uno dei principali punti di riferimento per la valorizzazione e la promozione delle eccellenze olearie territoriali italiane.”
Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?
Antonietta Altieri: “Altissima qualità! Diversi l’uno dall’atro grazie alla ricchissima biodiversità dei nostri territori.”
Giuseppe Giordano: “I campioni che stiamo valutando questa settimana sono già stati sottoposti ad una prima selezione da altre commissioni di assaggio a livello regionale, per cui qui arriva il meglio della produzione nazionale. Sono tutti di qualità ottima ma a mio parere la categoria degli oli fruttato leggero si distinguono per la qualità eccellente.”
Francesco Girardi: “Gli oli finora assaggiati sono di altissima qualità per ogni categoria di fruttato, confermando le eccellenze della produzione oleicola italiana.”
Antonietta Mazzeo: “La preselezione degli oli, egli elevati standard qualitativi degli oli in concorso, ci hanno consentito l’assaggio di prodotti di diverse intensità e differenti fruttati, un’esperienza peculiare che ci ha regalato emozioni regolari.”
Come è andata la campagna produttiva nella sua regione?
Antonietta Altieri: “In Basilicata purtroppo l’annata 2024 è andata male, la siccità e le elevate temperature hanno azzerato il raccolto in alcuni areali olivicoli non irrigui; per fortuna dove è stato possibile irrigare si sono raccolte olive di qualità con la produzione di ottimi oli EVO.”
Giuseppe Giordano: “La stagione produttiva è stata caratterizzata da carenza idrica e caldo eccessivo protrattisi dalla primavera all’autunno inoltrato. Chi ne ha risentito non è tanto l’aspetto qualitativo quanto quello produttivo. Se escludiamo la provincia di Reggio Calabria in cui la produzione è stata discreta (soprattutto nella fascia tirrenica), nelle altre province il calo è stato notevole fino ad arrivare alle punte più basse nella provincia di Crotone dove i frantoi hanno lavorato poco e a giorni alterni. Più in generale possiamo stimare che il calo produttivo si è aggirato intorno al 60%”
Francesco Girardi: “L’ultima annata in Campania è stata cospicua e di altissima qualità a discapito di una resa piuttosto bassa a causa di una estate torrida prolungata e siccitosa.”
Antonietta Mazzeo: “La campagna olearia 2024-2025 della regione Emilia-Romagna è stata fortemente penalizzata dall’alluvione e dalle condizioni climatiche avverse. Se è vero che oli ottenuti risultano di buona qualità, le rese si sono presentate più modeste rispetto alla media delle annate precedenti. In Emilia-Romagna, in particolare, si è sfiorato il record per quantitativi di frutti, ma la resa bassa in olio ha limitato le aspettative. Nei dettagli le olive raccolte sono risultate 16.476 tonnellate e l’olio prodotto 1.577 tonnellate con una resa di 9,57 Kg di olio per quintale di olive (fonte ISMEA).”
A livello di esperienza, come trova il confronto, con i colleghi assaggiatori delle altre Regioni?
Antonietta Altieri: “Non è la prima volta che partecipo come giudice a questo concorso ed ogni volta la conoscenza dei colleghi, provenienti da tutte le altre regioni italiane, impegnati in settori diversi ma accomunati dall’impegno della divulgazione della qualità degli oli EVO, mi arricchisce e mi stimola all’impegno sempre di più in questa attività/passione che esercito da 30 anni.”
Giuseppe Giordano: “La cosa più importante di questo aspetto è avere la possibilità di confrontarsi con gli altri assaggiatori e capo panel provenienti da ogni parte d’Italia che operano sia in contesti privati che nelle amministrazioni pubbliche degli enti locali e dello stato. Ciò permette di crescere professionalmente e di tenersi aggiornati su ciò che ruota intorno al mondo dell’olio, conoscere in anteprima scenari futuri per stare al passo coi tempi. L’arricchimento culturale e professionale acquisito durante questi eventi, a ruota viene trasferito nei rispettivi panel d’assaggio regionali e nei propri territori di intervento a vantaggio di tutto il comparto. Non ultimo è l’aspetto umano, che permette di instaurare rapporti di stima e di amicizia con i colleghi assaggiatori vissuti al meglio possibile perché in una settimana si ha solo il tempo di apprezzare i pregi di ognuno e non i difetti del genere umano che dopo una settimana di convivenza potrebbero emergere.”
Francesco Girardi: “Far parte di un panel come l’Ercole Olivario aumenta notevolmente il bagaglio di esperienze dal punto di vista professionale con il continuo scambio di informazioni e di idee sul mondo oleicolo e l’analisi sensoriale. È sempre una grande emozione anche dal punto di vista umano poter rincontrare, anche dopo tanto tempo, colleghi che condividono la stessa passione con abnegazione e serietà.”
Antonietta Mazzeo: “La qualità degli oli in assaggio e la possibilità di confrontarsi con professionisti rappresentanti di altre realtà territoriali, offre la possibilità di un confronto critico di alto livello che si trasforma indirettamente in strumento didattico rivolto all’elaborazione, l’approfondimento e la produzione di conoscenze; l’analisi e la discussione come processo di approfondimento sociale ed emozionale.”
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