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Più dei dazi sull'olio di oliva un pericolo è l'atteggiamento a stelle e strisce sulle denominazioni di origine

Più dei dazi sull'olio di oliva un pericolo è l'atteggiamento a stelle e strisce sulle denominazioni di origine

Il mercato Usa è fondamentale per l'olio extravergine di oliva Toscano IGP che assorbe da solo il 40% delle esportazioni, poco meno di 20 milioni di euro. Sempre più complicato e difficile l’accesso delle produzioni a marchio Dop e Igp negli States

05 aprile 2025 | 09:00 | C. S.

“L’olio Toscano IGP non ha concorrenti sul mercato USA: è l’extravergine IG più richiesto dai consumatori americani che per averlo sono disposti a pagare un prezzo molto superiore rispetto agli altri prodotti stranieri e nazionali perché collegato ad una catena di valori come la qualità, la trasparenza, la territorialità, l’identità che sono elementi di autenticità e toscanità. L’unico modo di essere certi di poter condire un piatto o semplicemente gustarsi una bruschetta con olio toscano è quello di acquistare il Toscano IGP. E’ un prodotto premium: l’aumento del prezzo non dovrebbe portare ad una riduzione automatica dei consumi anche se andrà messa in conto. Dobbiamo essere anche realistici. Siamo in una terra inesplorata”: a dirlo è Fabrizio Filippi, Presidente Consorzio di Tutela dell’olio Toscano IGP, il principale attore del mercato olivicolo IG d’Italia che concorre da solo al 15% degli oltre 190 milioni di euro generati dall’impatto economico delle 32 produzioni olivicola nazionali certificati. 
Il mercato a stelle e strisce è un mercato fondamentale per il Toscano IGP che assorbe da solo il 40% delle esportazioni, poco meno di 20 milioni di euro. “Dalla Toscana partono verso gli scaffali dei canali di vendita americani oltre 2 milioni di bottiglie all’anno. E’ un mercato importante anche dal punto di vista dei volumi. – spiega ancora il Presidente Filippi – In questo momento dobbiamo essere cauti, non cadere nella tentazione di una reazione per riflesso e lasciare spazio alla diplomazia. I dazi non fanno bene a nessuno, né all’Europa, né all’America. Detto questo è chiaro  che c’è disorientamento, anche tra gli stessi produttori, che vivono una fase di incertezza”. 

Il Consorzio di Tutela dell’olio Toscano IGP è invece preoccupato per l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti delle IG europee rendendo sempre più complicato e difficile l’accesso delle produzioni a marchio Dop e Igp. Una contromossa da parte degli Stati Uniti per rispondere al regolamento europeo 2024/1143 che pone paletti all’ingresso al mercato dell’UE per i titolari di marchi e i produttori statunitensi. “I produttori agricoli italiani sono i primi a chiedere reciprocità negli scambi commerciali per impedire l’ingresso sul mercato di prodotti di bassa qualità, a prezzi stracciati, realizzati con standard ambientali, sociali e di sicurezza, molto inferiore ai nostri. – spiega ancora il Presidente del Consorzio di Tutela -  La reciprocità non dovrebbe essere solo una questione di bilancia commerciale, io esporto tot e tu importi tot, ma dovrebbe essere uno strumento per alzare l’asticella della competitività e della qualità. Non il contrario”.

Il Consorzio per la tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 per la denominazione Toscano, il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Annovera quasi 8.000 soci distribuiti sull’intero territorio regionale, 7 milioni di piante ed è rappresentativo dell’intera filiera dei produttori, dei frantoi e degli imbottigliatori. Il Consorzio dell’olio Toscano IGP è oggi la più importante realtà olivicola consortile. Il marchio Toscano ed il suo disciplinare di produzione garantiscono che tutte le fasi della produzione, dalla raccolta delle olive, frangitura fino al confezionamento avvengano in Toscana per un olio 100 % Toscano. 

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