Italia
La contaminazione con OGM negli alimenti italiani
Sul mercato italiano nei prodotti alimentari la presenza di OGM autorizzati negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione
08 febbraio 2025 | 09:00 | C. S.
Nel 2023, le Regioni e Province Autonome hanno mantenuto la loro costante attenzione verso il controllo degli OGM negli alimenti.
Analizzando i dati relativi al territorio, per un numero totale di campioni prelevati ed analizzati pari a 635, la percentuale di quelli positivi è stata del 2,7%, di poco inferiore all’anno precedente. Ciò conferma ulteriormente sia che gli operatori del settore alimentare pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia che i controlli ufficiali messi in atto dimostrano la loro efficacia. Nel corso del 2023 la maggior parte delle Regioni, tranne 8, hanno avuto ancora difficoltà a ripartire i campioni tra le materie prime/intermedi di lavorazione e i prodotti finiti, prediligendo questi ultimi per i controlli nonostante le indicazioni fornite dal Piano nazionale. Come già più volte rappresentato rivolgere le attività di campionamento verso materie prime o semilavorati consente un campionamento più rappresentativo che porta ad un controllo più efficace. Inoltre questo aspetto è di particolare importanza visto che è uno dei CRITERI di QUALITA’ considerati nella valutazione dei flussi informativi di sicurezza alimentare e veterinaria ai fini della certificazione LEA.
L’attività all’importazione, condotta dai PCF, rispetto all’anno precedente, ha evidenziato un lieve aumento nei controlli condotti effettuando 119 campionamenti, per i quali non si sono avute non conformità, rispetto ai 113 dell’anno 2022.
Al riguardo, si ribadisce l’importanza che gli uffici di frontiera rivestono in qualità di prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi. Pertanto il loro contributo è fondamentale per la realizzazione di quanto programmato, anche in relazione al ruolo primario che rivestono nella catena dei controlli ufficiali che deve essere garantito anche dal loro costante impegno nelle attività di controllo. Pertanto l’attività di controllo frontaliera dei PCF, pur risultando in assoluto migliorata, deve essere condotta da tutti i PCF indicati nel Piano non soltanto sulle partite di prodotti a base di riso provenienti dalla Cina ma anche su altre matrici di interesse per la ricerca di OGM in arrivo da Paesi terzi.
Altro ruolo fondamentale nella attività di controllo ufficiale viene svolto dai laboratori pubblici. Anche per il 2023, nonostante l’impegno, l’incremento del numero di eventi ricercati
è risultato piuttosto limitato, e, tranne poche eccezioni, la capacità analitica appare sostanzialmente invariata.
Al fine di migliorare la loro attività ed assicurare l’omogeneità dell’azione di controllo sul territorio nazionale, è obbligo invitare tutti i laboratori del network a partecipare ai proficiency test organizzati dall’EURL o da altri provider qualificati, a completare il processo di espansione dell’attività analitica di screening e a potenziare l’attività analitica accreditata anche per la rilevazione e quantificazione di eventi GM autorizzati sul mercato europeo.
Infine, per quanto riguarda i flussi informativi, l’accesso diretto ai dati del database nazionale dei controlli OGM in alimenti e mangimi, attraverso il nuovo applicativo sviluppato
dal CROGM, consente alle Regioni e P.A. di consultare e validare direttamente i dati di loro competenza. Quest’anno non si sono riscontrate particolari difficoltà nella validazione dei
dati.
Premesso quanto sopra, si ritiene che le seguenti azioni, tese al miglioramento del sistema dei controlli ufficiali in questo settore, debbano essere poste in atto:
-mantenere il costante impegno sui controlli all’importazione da parte di tutti i PCF;
-continuare ad incrementare i controlli sulle materie prime e gli intermedi di lavorazione utilizzati dalle industrie alimentari limitando quelli sui prodotti finiti, considerato anche che questo è un criterio fissato per la valutazione dei flussi informativi veterinari e alimentari.
- garantire l’omogeneità delle attività analitiche condotte da alcuni laboratori ampliando soprattutto la ricerca quantitativa di eventi GM autorizzati, anche per ampliare l’offerta analitica in caso di controversia.
- continuare a rispettare la tempistica nella trasmissione dei dati ed inserire informazioni puntuali e complete per agevolare l’attività successiva di verifica e validazione.
Concludendo, tenuto conto dei risultati complessivi ottenuti anche per il 2023, si può confermare che sul mercato italiano nei prodotti alimentari la presenza di OGM autorizzati negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione, e che vengono rispettati i requisiti d’etichettatura
previsti dalla normativa vigente.
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