Italia

Scarsa quantità ma buona qualità per l'olio di oliva del Nord Est

Scarsa quantità ma buona qualità per l'olio di oliva del Nord Est

Presentati alcuni studi in tema di difesa sostenibile con polveri di roccia, riconosciute in campo olivicolo per il loro effetto mitigatore contro agenti di danno, tra cui la mosca dell’olivo e cimice asiatica, e per i loro benefici nel contrastare gli stress abiotici

05 febbraio 2025 | 16:00 | C. S.

Il 2024 sarà ricordato in provincia di Trento per una ottima produzione di olive, olio di buona qualità, ma scarsa quantità. In tutto il Nord Italia le rese sono state basse, a causa dell'andamento meteorologico sfavorevole.

I dati sono emersi durante la quinta giornata tecnica delle regioni produttive del Nord Italia e della Slovenia, che si è svolta ieri presso l'auditorium dell'oratorio di Arco, organizzata dalla Fondazione Edmund Mach. Nel corso dell'incontro si è fatto il punto su gestione e difesa in campo, sono stati illustrati i principali aiuti disponibili per il settore olivicolo su bandi provinciali e l’analisi economica della coltura.

Sono intervenuti in apertura Maurizio Bottura, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, e a seguire con la moderazione di Lanfranco Conte, Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, Marco Stocco dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale - Friuli Venezia Giulia, Stefano Zanoni, C3A Università degli Studi di Trento, Marko Devetak dell’Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica, Federico Grillo del Settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo della Regione Liguria, Rolando Del Fabbro, Tommaso Pantezzi, Michele Morten, Stefano Pedò del Centro Trasferimento Tecnologico e Davide Bertolini dell’Ufficio Agricolo Periferico di Riva del Garda - PAT. 

Nel 2024 sono state conferite nei frantoi dell’Alto Garda trentino 2.845 tonnellate di olive, che hanno prodotto 311,4 tonnellate di olio, con una resa del 10,95% (0,146% sul nazionale).

L’assenza di problemi parassitari e la raccolta molto veloce perché concentrata in poche settimane hanno garantito una buona qualità dell’olio, anche se non particolarmente ricco di polifenoli.

Relativamente alle malattie fungine del nord Italia si segnala un aumento del cicloconio e della piombatura. L’occhio di pavone si è diffuso sulle varietà maggiormente sensibili; la tignola non ha determinato problemi, mentre la margaronia ha causato danni, anche significativi. 

Nell’areale sloveno si stanno conducendo importanti studi sugli acari eriofidi e su come possano influire in maniera significativa sull’allegagione nell’oliveto. Anche nell’area litoranea giuliana italiana ne è stata appurata la presenza.

Sono stati presentati anche alcuni studi in tema di difesa sostenibile con polveri di roccia, (caolino e zeolite), riconosciute in campo olivicolo per il loro effetto mitigatore contro agenti di danno, tra cui la Mosca dell’olivo e cimice asiatica, e per i loro benefici nel contrastare gli stress abiotici, migliorando in alcuni casi la resa e le proprietà nutrizionali dell’olio. 

Focus anche sul ritrovamento tre anni fa in Slovenia di Aculus olearius Castagnoli, acaro della famiglia degli eriofidi, precedentemente già trovata in Italia e Spagna e in alcuni altri paesi del Mediterraneo, che porta a imbrunimento dei boccioli fiorali, essiccamento dei fiori, deformazione delle foglie e dei germogli, contribuendo alla cascola prematura delle olive. 

Spazio poi alla cecidomia dell’olivo in Liguria, un dittero le cui larve penetrano nei tessuti vegetali, compromettendo l'attività delle foglie, limitando così la produzione. Le infestazioni hanno riguardato diverse regioni del centro Italia, solo in alcuni casi contenute dal contestuale aumento dei parassitoidi specifici.

Presentate, infine, le prove in campo contro Pseudomonas savastanoi pv savastanoi, chiamato comunemente rogna dell’olivo, una patologia di origine batterica in forte espansione in tutto l’areale olivicolo del nord Italia. Le recenti restrizioni europee nell’impiego del rame hanno stimolato l’attivazione di una prova di campo, allo scopo di trovare sostanze alternative. Sono stati testati prodotti corroboranti, preparati microbiologici e prodotti a base di microelementi. I risultati, dopo due anni di sperimentazione, evidenziano una minore incidenza di cancri sulle piante trattate.

Spazio anche alle prove di potatura per contrastare l’alternanza produttiva, ai costi di produzione con la presentazione della indagine FEM che ha coinvolto 35 aziende olivicole e ai finanziamenti disponibili per il settore su bandi provinciali, che puntano a limitare l’abbandono delle aree olivicole coltivate e a sostenere i giovani in agricoltura.

Potrebbero interessarti

Italia

Annunciato il primo bosco vetusto nazionale: l'Abetina di Rosello

L'iscrizione del primo bosco vetusto nella Rete Nazionale giunge al termine di un iter di validazione scientifica che ha confermato la presenza dei requisiti di eccellenza. Si tratta di alberi autoctoni, spontanei e che per oltre sessant'anni sono stati capaci di resistere al tempo senza alcun intervento umano

09 marzo 2026 | 11:00

Italia

Ecco le regine dell’eccellenza olivicola al femminile

Per l'8 marzo ecco le undici star: Loriana Abbruzzetti, Lidia Antoniacci, Grazia Barba, Marina Colonna, Gabriella D’Amico, Sonia Devoto, Fabiola Iacoviello, Alissa Mattei, Ionela Munteanu, Yuko Okuma, Carlotta Tottaro Fila

08 marzo 2026 | 12:00 | Giulio Scatolini

Italia

Far mangiare i bambini da soli per migliorarne la comunicazione

Incoraggiare i bambini a mangiare in modo autonomo fin dai primi anni potrebbe quindi favorire uno sviluppo più armonico delle competenze motorie e comunicative. Durante i pasti si attivano processi cognitivi importanti per lo sviluppo linguistico

08 marzo 2026 | 11:00

Italia

L’Italia che vince nel mondo dei formaggi Usa

Per la prima volta nel più antico concorso mondiale americano, nella temuta categoria del Parmesan, abbiamo vinto oro e bronzo con il Parmigiano Reggiano di montagna e di pianura con le latterie della Nazionale

08 marzo 2026 | 09:00

Italia

Bruciatura dei residui di potatura dell'olivo consentita in Lombardia

Il decreto consente quindi l’eliminazione del materiale di potatura dell'olivo tramite combustione controllata, anche nel periodo in cui normalmente vige il divieto di abbruciamento dei residui vegetali, proprio per ridurre l'inoculo di patogeni e parassiti

07 marzo 2026 | 12:00

Italia

Vinum Mentitum: sequestrati 2,5 milioni di litri di vino falsamente DOP e IGP

Nel corso delle ispezioni sono state inoltre rilevate numerose incongruenze tra le giacenze fisiche di vino e le rimanenze contabili registrate nel sistema SIAN. Le irregolarità hanno portato alla contestazione di 59 violazioni amministrative

05 marzo 2026 | 15:50