Italia
La sostenibilità ambientale delle filiere alimentari a denominazione di origine
Analizzato un campione rappresentativo di prodotti DOP IGP in base alla loro conformità agli indicatori previsti dello studio FAO-Origin 2024. La transizione sostenibile del comparto agroalimentare italiano
29 ottobre 2024 | 10:00 | C. S.
Un approfondito studio di oltre 900 pagine curato dalla Fondazione Qualivita e realizzato con il contributo del MASAF, evidenzia il crescente impegno dei Consorzi di tutela italiani verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale, sottolineando il ruolo strategico dei prodotti DOP e IGP per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali. Il rapporto, che analizza normative, schemi di certificazione e un campione rappresentativo di 30 prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP, è stato elaborato utilizzando la metodologia FAO-oriGIn pubblicata nel marzo 2024 con lo studio “Developing a roadmap towards increased Sustainability in Geographical Indication Systems”.
Il report, articolato in quattro sezioni, esplora temi di importanza centrale per la transizione del comparto agroalimentare italiano. Nella sezione Analisi dei processi produttivi e gestione delle IG, viene valutata la conformità degli indicatori FAO-oriGIn ai processi produttivi e di controllo dei 30 prodotti agroalimentari DOP IGP esaminati. La successiva sezione, Analisi Normativa, analizza il contesto legislativo che disciplina le IG a livello nazionale ed europeo, evidenziandone le implicazioni per la resilienza economica, la buona governance, il benessere sociale e l'integrità ambientale. Segue la sezione Analisi degli schemi di certificazione, che esplora il ruolo di questi strumenti nel supportare la sostenibilità sia del sistema IG sia delle singole imprese della filiera, valutandone l’efficacia anche in relazione agli SDGs delle Nazioni Unite e ai pilastri della strategia FAO-oriGIn. Il report si conclude con la sezione Indagine sui Consorzi di tutela, offrendo una panoramica sull’attuale presenza e percezione del tema della sostenibilità nelle filiere DOP e IGP.
La sezione Analisi dei processi produttivi e gestione delle IG esamina per ogni prodotto DOP e IGP esclusivamente i documenti relativi ai Disciplinari di Produzione, ai Piani dei Controlli, agli Statuti e ai Piani di Regolazione dell’Offerta, valutandone la conformità rispetto a quattro pilastri fondamentali: resilienza economica, integrità ambientale, buona governance e benessere sociale. In questa fase iniziale non sono stati presi in considerazione i progetti e le attività avviati dai Consorzi di tutela e dalle imprese in questo ambito.
L’analisi, condotta attraverso utilizzando i 442 indicatori previsti dallo studio FAO-oriGIn, ha rivelato che le IG campionate coprono un sottoinsieme di 45 indicatori:
- 23 indicatori per il pilastro resilienza economica
- 5 indicatori per il pilastro buona governance
- 9 indicatori per il pilastro benessere sociale
- 8 indicatori per il pilastro integrità ambientale.
I risultati dello studio evidenziano che il pilastro della resilienza economica è il più sviluppato, con 23 indicatori rilevati, confermando il ruolo cruciale dei Consorzi di tutela nel garantire la stabilità economica delle filiere produttive e nella valorizzazione dei territori. Tuttavia, esistono ampie opportunità di miglioramento, in particolare per il pilastro dell’integrità ambientale, che presenta solo 8 indicatori, e per la buona governance, con 5 indicatori. Il settore lattiero-caseario si è dimostrato il più avanzato in termini di sostenibilità, con 38 indicatori rilevati su 45, seguito dal settore prodotti trasformati a base di carne e dal settore prodotti ortofrutticoli, ciascuno con 30 indicatori.
Le principali aree di miglioramento evidenziate dal rapporto includono la gestione del rischio climatico, la riduzione delle emissioni di gas serra, la promozione di pratiche di conservazione del suolo e delle risorse idriche, così come l'incremento della formazione formale e informale, la consapevolezza in tema di igiene e sicurezza, e la corretta identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi. Questi aspetti, ancora poco rappresentati nei disciplinari di produzione, potrebbero essere meglio integrati nelle strategie dei Consorzi di tutela e formalizzati nei documenti di riferimento per promuovere una maggiore sostenibilità complessiva.
Lo studio rappresenta uno stimolo e un supporto per i Consorzi di tutela nel proseguire e migliorare nelle loro attività di sostenibilità, assicurando non solo la qualità dei prodotti, ma anche un impatto positivo sulle comunità e sull’ambiente.
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