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Produzione di olio di oliva azzerata in Basilicata

Produzione di olio di oliva azzerata in Basilicata

Non solo è saltata la produzione nella sua totalità per la campagna in corso ma se perdurano le attuali condizioni climatiche, si metterà una pesante ipoteca sulla campagna 2025/26

08 agosto 2024 | C. S.

La siccità, eccezion fatta per qualche isola felice nel nord della Basilicata, ha già azzerato la produzione di olio di oliva in Basilicata.

Il crollo della produzione di olio extra vergine lucano, rispetto alla passata campagna olearia, secondo la stima di Oprol-Olivicoltori Lucani, è del 95%.

La richiesta prioritaria in questa fase di emergenza è il riconoscimento dello stato di calamità.

“Chiediamo politiche a sostegno della olivicoltura lucana che – afferma Paolo Colonna, presidente dell’Op Oprol – è fatta non dai grandi numeri, di aziende familiari, ma da eccellenze legate ai territori. Quindi mettere in un quadro di visione comune tutte una serie di proposte dove portare l’olivicoltura lucana”.

Si immagina una misura del Csr sulla scorta di un bando Agea-Pnrr già realizzato con enorme successo. Scopo centrale: dare indirizzi ad areali specifici vocati alla olivicoltura per un aumento della superficie oliveta con il chiaro obbiettivo dell’aumento della produzione. Ancora, sostenere l’aggregazione. Dove la filiera olivicola ha riscosso maggiore successi con chiari riflessioni sul settore socio economico.
 
Dunque interventi di emergenza accompagnati da un piano o meglio una visione condivisa della olivicoltura lucana fatta da chiari obiettivi: aumento delle produzioni; ricambio generazionale; contrastare l’abbandono; recupero delle aree interne; favorire studi e ricerche su cultivar locali come la Majatica che negli ultimi decenni facendo da campanello di allarme, sostanzialmente non produce più (fenomeno legato ai cambiamenti climatici).

“L’olivicoltura rappresenta una parte fondamentale della nostra economia, della nostra agricoltura, ma anche un patrimonio culturale da valorizzare, eccellenza del made in Italy sicuramente in termini di prodotto, ma anche di paesaggio" ha concluso Colonna.

Il periodo prolungato di siccità è stato il colpo di grazia, al punto che, secondo Oprol, non solo è saltata la produzione nella sua totalità per la campagna in corso ma se perdurano le attuali condizioni climatiche, si metterà una pesante ipoteca sulla campagna 2025/26.

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