Italia
Ridurre le Doc e Docg del vino per rilanciare l'immagine d'Italia
Sui mercati serve una spinta: i cambiamenti demografici detteranno l’evoluzione dei consumi. Oggi su circa 400 tra Doc e Docg attive, solo 7 hanno imbottigliamenti sopra i 500mila ettolitri
23 marzo 2024 | C. S.
Aiutare il mondo del vino ad affrontare e a superare le sfide che si trova di fronte. È l’impegno dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino che oggi, 22 marzo, a Firenze, all’Auditorium della Camera di Commercio, ha ufficialmente inaugurato il suo 75esimo Anno Accademico. Un appuntamento di rilievo per il settore, e non solo, dato che oggi l’Accademia rappresenta il più importante sodalizio italiano dedicato alla vitivinicoltura, con al suo attivo circa 600 accademici tra studiosi, imprenditori e divulgatori del settore.
"L’apertura dell’anno accademico è sempre un momento molto importante - ha detto il presidente dell’Accademia Rosario Di Lorenzo - E quest’anno ha un rilievo particolare per la prolusione affidata a Lamberto Frescobaldi, un grande imprenditore che guarda le sfide che il mondo del vino è chiamato ad affrontare e superare da un osservatorio privilegiato qual è quello di presidente di Unione Italiana Vini. Ne sono venuti fuori spunti di riflessione che l’Accademia utilizzerà per programmare le proprie attività e dare risposte nel 2024 e negli anni futuri".
Quanto tiene a sottolineare il Presidente dell’Accademia, Di Lorenzo, è come oggi "il comparto sia al centro di sfide complesse che interessano il mondo della produzione e che hanno come temi quelli della sostenibilità, dei cambiamenti climatici e dei vitigni resistenti. Ma ci sono anche da affrontare problemi di comunicazione oltre a quelli che incidono sul mercato del vino. Ad iniziare dall’approccio con il modo di bere dei giovani e dal cambiamento del gusto che è in atto a livello globale con la preferenza per i vini dealcolati. Sono aspetti che ci pongono di fronte a problematiche importanti che il comparto vitivinicolo deve saper affrontare e superare". Nel rimarcare "gli spunti significativi emersi in questa mattinata", il presidente in conclusione ha ricordato quindi "l’impegno dell’Accademia a svolgere il proprio ruolo per dare un contributo alla risoluzione di questioni che coinvolgono tutta la filiera".
La prolusione di Lamberto Frescobaldi, accademico, presidente dell’Unione Italiana Vini, è stato un intervento sulla “Situazione attuale e prospettive per il settore vitivinicolo nazionale”. "Lo sviluppo del vino italiano- ha detto Frescobaldi- deve reggersi su quattro fondamenta: razionalizzazione, investimenti, conoscenza dei mercati, promozione. In primo luogo, è necessario sfoltire il panorama delle denominazioni con politiche ragionate, attraverso accorpamenti o anche, laddove i numeri siano davvero scarsi, a cancellazioni. Oggi su circa 400 tra Doc e Docg attive, solo 7 hanno imbottigliamenti sopra i 500mila ettolitri e rappresentano oltre la metà del volume totale. Il sistema Dop-Igp nel complesso mostra tassi di volume imbottigliato insoddisfacenti rispetto al rivendicato di partenza. Una riorganizzazione darebbe al settore la possibilità di convogliare energie e risorse nella ricerca e nella promozione, perché i tempi per il settore vino stanno cambiando a una velocità insostenibile"
Sul fronte del mercato, ha poi proseguito il presidente Uiv, "l’estero è stata la chiave di sviluppo di questi 2 decenni, trainato dalla progressiva sostituzione della vendita di sfuso per conto terzi con l’export di confezionato in Italia. Un esempio tra tutti, la Francia, nostro diretto competitor, dove siamo passati da essere anonimi produttori di sfuso a produttori di vini di medio-alto profilo, con un balzo a valore del 120% a fronte di una riduzione fisiologica dei volumi del 70% negli ultimi 20 anni"
"Ora però sui mercati – ha concluso Frescobaldi –serve un’ulteriore spinta: è necessario arricchire una ancor troppo esigua concentrazione di piazze di sbocco, con 5 Paesi (Usa, Germania, UK, Canada e Francia) che assieme sommano il 62% dell’export italiano. Non solo dobbiamo saper leggere e intercettare i cambiamenti demografici che detteranno l’evoluzione dei consumi. Negli Usa, per esempio, è in atto un veloce cambiamento etnico in favore dei non-White che necessita uno sforzo di riposizionamento straordinario per il vino made in Italy"
Potrebbero interessarti
Italia
Fiocco Verde per Frantoi Cutrera, la tradizione dei Monti Iblei e il profumatissimo olio siciliano
Dalla storia familiare iniziata agli inizi del Novecento a un’azienda oggi presente sui mercati internazionali: Frantoi Cutrera ha costruito la propria identità sulla valorizzazione delle cultivar siciliane e sulla ricerca della qualità
01 ottobre 2026 | 18:30
Italia
Domus Olear∑, a Gubbio l’archivio vivente della biodiversità mondiale dell’olivo
Oltre 10.000 genotipi analizzati, più di 3.000 profili geneticamente distinti e oltre 800 accessioni già rappresentate a Montelovesco: la nuova collezione del CNR-IBBR nasce come laboratorio per studiare adattamento climatico, malattie e futuro miglioramento genetico dell’olivo
01 ottobre 2026 | 11:00
Italia
La castanicoltura tradizionale diventa Presidio Slow Food
Al centro del progetto non c’è soltanto la pianta né i suoi trasformati. La volontà è salvaguardare e promuovere ogni aspetto della cultura legata al cosiddetto “albero del pane”, mettendo al centro la rigenerazione delle Terre Alte
01 ottobre 2026 | 10:00
Italia
Fiocco Verde per Ultimo Piceno, l’identità dell’Alto Maceratese nell’extravergine
Tra gli oli proposti figurano monovarietali di Orbetana, Mignola, Rosciola e Frantoio, espressioni differenti per profilo aromatico e intensità. Cosa assaggerà la commissione del Fiocco Verde?
30 settembre 2026 | 18:30
Italia
Fiocco Verde per Frantoio Filippi, l’olio umbro tra tradizione e innovazione
La raccolta, effettuata tra ottobre e l’inizio di novembre, prevede la brucatura manuale affiancata da agevolatori meccanici ma, eccezionalmente, quest'anno a settembre ecco l'olio nuovo
29 settembre 2026 | 18:35
Italia
Legna e pellet, i consigli per un riscaldamento domestico efficiente e sicuro
Dalla scelta del combustibile alla manutenzione, le indicazioni per ottenere più calore, ridurre i consumi e limitare le emissioni. Anche legna e pellet devono essere scelti con attenzione
29 settembre 2026 | 10:00