Italia
Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico volano nello spazio
L'Agenzia spaziale Italiana ha avviato un progetto legato al tema della nutrizione degli astronauti ma anche alla possibilità di produrre piante e cibo in assenza di gravità. Dopo l'olio, ora è il tempo del vino
05 luglio 2022 | T N
La Fondazione italiana sommelier ha donato all'Agenzia spaziale Italiana (Asi) barbatelle di Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico per una sperimentazione nella stazione spaziale internazionale.
La donazione rappresentative del Nord, Centro e Sud del territorio italiano è avvenuta durante il Forum della cultura del vino.
L'incontro, giunto alla quindicesima edizione e dal titolo "Spazio infinito, eternità del vino", è stato dedicato al compianto giornalista, conduttore televisivo e politico italiano David Sassoli.
Obiettivi dell'iniziativa sono quelli legati al tema della nutrizione degli astronauti ma anche alla possibilità di produrre piante e cibo in assenza di gravità.
Anche sei bottiglie di vino di due differenti annate (Brunello di Montalcino Riserva 2006 e 2015 per Biondi-Santi, Piano di Montevergine 2012 e 2015 per Feudi di San Gregorio, Barolo Sperss 1988 e 2017 per Gaja) sono state consegnate all'Asi. Per ciascuna annata di vino in bottiglia in orbita sulla Stazione Spaziale internazionale sarà studiata la sua conservazione sperimentale a 400 chilometri di altezza a una velocità al suolo di oltre 28mila chilometri all'ora.
Nei mesi scorsi Asi, relativamente al tema agroalimentare, ha avviato, tra i diversi già in campo, il progetto "Evoo" con una selezione di quattro oli extravergini italiani che sono bonus food per gli astronauti e protagonisti di un esperimento sugli effetti della permanenza nello spazio.
"Il progetto di sperimentazione sul vino - ha commentato il presidente dell'agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia - rientra nel filone della nutrizione degli astronauti, per la produzione di cibo e per l'ottenimento di risultati scientifici utili. Sarebbe bello bere una calice di vino nello spazio, prodotto in orbita".
"Oggi ci siete voi ad essere protagonisti dell'altro mondo. Quello che noi non conosciamo e che voi da anni, molti anni state sperimentando per un futuro dell'Uomo, per la conservazione della specie. Con il nostro tramite oggi vi impegnate con solennità e intelletto alla sopravvivenza della vite, l'unica pianta che ha il nome della vita al plurale, come diceva Elisabetta - ha dichiarato Franco Maria Ricci, patron della Fis - Riprogettate questa ricchezza per il futuro, quasi come 5000 anni prima di Cristo qualcuno lo fece con la ruota.Riprogettate un investimento per l'Italia che resti il Paese che abbiamo sognato e anche di più, che partecipi insieme al mondo intero con la sua esperienza, la sua intelligenza che voi rappresentate e insieme alla grande bellezza della nostra gente. Riprogettate soprattutto per il futuro una idea migliore di una vita migliore che, con l'aiuto di Dio, possa preservare anche quel Vino diventato Sacrificio, Bevanda, Alimento, Terra, Storia e Diversità."
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