Italia
Approvata la ripartizione dei 16 miliardi di fondi PSR tra le Regioni
Manca solo l'ultimo via libera della Conferenza Stato-Regioni dopo l'accordo politico. Si utilizzano indicatori come produzione lorda vendibile, superficie agricola utile, numero imprese
17 giugno 2022 | C. S.
"Prendo atto con estrema soddisfazione dell'accordo raggiunto" il 13 giugno "dagli Assessori all'agricoltura delle Regioni e Province autonome sulla proposta di riparto avanzata dal ministero delle Politiche Agricole, attraverso la quale saranno messi a disposizione oltre 16 miliardi di euro in 5 anni, per sostenere gli interventi di sviluppo rurale contenuti nel Piano strategico della Politica Agricola Comune per il periodo 2023-2027", cosi il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.
"Ora - spiega il ministro - l'intesa dovrà essere approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, cui spetta l'ultima parola sulla programmazione dei fondi comunitari destinati al settore agricolo", ma il passaggio effettuato il 13 giugno è "molto importante, anche perché giunge a conclusione di una fase negoziale particolarmente delicata e complessa. Ringrazio il coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Federico Caner e tutti gli Assessori per l'approccio costruttivo assunto durante l'intero negoziato".
"La Lombardia ottiene 835 milioni di euro di spesa pubblica per il finanziamento sul Programma di sviluppo rurale 2023-2027. Siamo soddisfatti di questo risultato, ottenuto dopo un lungo confronto in sede di conferenza Stato Regioni che ha portato la Lombardia ad avere 30 milioni in più di quanto previsto con i parametri del passato". Lo ha dichiarato l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in seguito all'accordo siglato in commissione Politiche agricole della Conferenza Stato Regioni. Un risultato che comporta un impegno importante anche per Regione Lombardia che contribuirà a tale importo con quasi 150 milioni di euro di fondi propri quale quota di cofinanziamento regionale.
"Sono stati finalmente abbandonati - ha aggiunto l'assessore - i 'criteri storici' con i quali venivano assegnati i fondi nei decenni scorsi e che assicuravano a sei regioni il 40% delle risorse. Un retaggio del passato che non aveva più senso di esistere. I fondi del Psr non servono a ripianare differenze tra territori, ma a sostenere la produttività agricola. Si sono finalmente utilizzati criteri più oggettivi anche se non siamo ancora arrivati, come invece chiedono la Lombardia e numerose altre Regioni, al riparto su base esclusiva di indicatori come produzione lorda vendibile, superficie agricola utile, numero imprese".
"Ora - ha sottolineato l'assessore - stiamo già programmando le prossime misure". "Entra nel vivo - ha concluso Rolfi - la fase di consultazione delle associazioni di categoria per decidere quali sono bandi da attivare e fare in modo di essere pronti con le misure già a inizio 2023, garantendo continuità alla programmazione senza interruzioni con il Psr di transizione 2021/2022".
“Dopo numerose riunioni e concertazioni, finalmente siamo arrivati ad un accordo sul nuovo criterio di riparto dei fondi FEASR, il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, relativo al periodo 2023-2027. Si sbloccano, così, risorse fondamentali per il nostro Paese e per il sistema agricolo e agroalimentare dell’Umbria”. Lo afferma il Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Umbria Roberto Morroni commentando l’intesa raggiunta ieri dagli Assessori all’Agricoltura delle Regioni e Province autonome nel corso della seduta della Commissione Politiche Agricole.
“Saranno circa 535 i milioni di euro destinati a sostegno dello sviluppo rurale in Umbria per i prossimi 5 anni. Un ottimo risultato – prosegue Morroni - se si pensa che la proposta avanzata nel febbraio scorso dal Ministro delle Politiche Agricole destinava all’Umbria poco più di 496 milioni di euro. Un incremento, quindi, di circa 38 milioni che consente alla Regione Umbria di recuperare risorse importanti rispetto a quanto riportato nella proposta frutto dell’applicazione di nuovi criteri di riparto stabiliti a livello nazionale”.
“Abbiamo fatto valere le nostre ragioni e le nostre specificità regionali – continua - rispetto ad una applicazione asettica dei cosiddetti nuovi criteri di riparto, che avrebbero fortemente penalizzato l’Umbria, ma alla fine si è raggiunta una intesa tra tutti gli Assessori regionali grazie alla quale all’Umbria è riconosciuta una dotazione finanziaria importante: oltre il 4% dell’intera dotazione finanziaria nazionale, una percentuale fino a pochi mesi fa impensabile, che ci consentirà di dare risposte concrete alle imprese del settore primario”.
“Ora che il quadro finanziario del riparto delle risorse del FEASR tra le Regioni è definito – conclude il vicepresidente Morroni - bisogna spingere sull’acceleratore per definire il nuovo Programma di sviluppo rurale per l’Umbria per il quinquennio 2023-2027, lavorando in parallelo con il Ministero delle Politiche agricole e forestali per la presentazione, entro fine luglio, del Piano Strategico Nazionale della PAC, rivisto a seguito delle osservazioni della Commissione europea”.
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