Italia
Vino fatto con acqua e zucchero: maxi sequestro in Sicilia
Sotto sequestro sono finiti 250 quintali di zucchero solido, 300 ettolitri di zucchero già disciolto in acqua, oltre 37 mila ettolitri di vini e mosti commercializzati con false denominazioni di origine e indicazioni geografiche siciliane
01 dicembre 2020 | C. S.
Una vasta operazione antifrode è stata condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con la collaborazione di funzionari dell’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
L’inchiesta ha portato alla luce un’organizzazione dedita alla produzione di vino contraffatto, poi smerciato in tutt’Italia con false etichette.
Sono stati sequestrati un laboratorio clandestino e uno stabilimento enologico, entrambi con sede a Partinico. Sotto sequestro sono finiti 250 quintali di zucchero solido, 300 ettolitri di zucchero già disciolto in acqua, oltre 37 mila ettolitri di vini e mosti recanti indicazioni geografiche o denominazioni di origine contraffatti nonché sofisticati con zucchero e acqua.
Le aziende, attraverso la costruzione di società ad hoc, avrebbero annotato fittizie introduzioni di mosti, uve e vini. Questo per creare un presupposto di apparente legalità ai prodotti vitivinicoli, commercializzati con false denominazioni di origine e indicazioni geografiche siciliane, ottenuti mediante l’utilizzo fraudolento di zucchero (miscelato con l’acqua).
Dalla Campania le aziende si rifornivano in nero di partite di zucchero di barbabietola e zucchero di canna. La materia prima giungeva presso un vero e proprio laboratorio clandestino, gestito da un partinicese (G.G. classe ‘54) con numerosi precedenti di polizia (per estorsione, truffa, violenza privata, reati contro l’economia, ricettazione, falso ed altro), dove veniva effettuata la miscelazione con acqua, ottenendo così un composto liquido strumentale alla preparazione di falsi vini e mosti. Dopo la miscelazione, il prodotto liquido ottenuto era destinato a uno stabilimento enologico di Partinico, ove hanno sede le imprese vinicole coinvolte nell’attività illecita, che poi vendeva i vini e i mosti contraffatti e sofisticati ai vari clienti.
Le Fiamme Gialle sono riuscite a filmare le attività svolte nel laboratorio clandestino.
Tra il 2018 e il 2020 sono stati venduti dalle 4 imprese vitivinicole coinvolte oltre 90 mila ettolitri di prodotto vinoso a cantine vitivinicole e acetifici dislocati su tutto il territorio nazionale, che sarebbero però risultati estranei alla frode agro-alimentare.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo stanno procedendo anche la sequestro su tutto il territorio nazionale di partite di prodotto contraffatto e adulterato.
5 uomini sono finiti sotto inchiesta, perché ritenuti responsabili dell’attività illecita. Dovranno rispondere dei reati di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.
"Una operazione importante, capillare, che ha fatto emergere un vero e proprio sistema economico e produttivo basato sulla contraffazione, sulla frode, sulla concorrenza sleale a danno delle nostre indicazioni geografiche, delle imprese sane, dei consumatori. Grazie al nostro ICQRF, alla Procura e alla Guardia di Finanza, Comando Provinciale di Palermo per il loro importante lavoro.
Ancora una volta si conferma la qualità del nostro sistema di contrasto alle frodi alimentari e alla contraffazione, rafforzato proprio recentemente dal Protocollo d'Intesa stipulato nel luglio scorso tra Comando generale della Guardia di Finanza e il nostro Ispettorato. Un protocollo virtuoso, che sottolinea e implementa le proficue sinergie già in atto sui territori, valorizzando e ottimizzando l'azione a tutela della filiera agroalimentare contro ogni forma di concorrenza sleale".
Così la Ministra Teresa Bellanova a commento della vasta indagine che ha portato al sequestro di un laboratorio clandestino e uno stabilimento enologico a Partinico, grazie al lavoro congiunto dell'Ispettorato repressione Frodi e della Guardia di Finanza di Palermo, facendo emergere un sistema di contraffazione a danno di indicazioni geografiche o denominazioni di origine, nonché prodotti sofisticati con zucchero e acqua.
"Presidiare la legalità in un settore strategico per il nostro Paese e la nostra economica come l'agroalimentare è fondamentale", prosegue Bellanova.
"Per difendere la reputazione del made in Italy nel mondo e sostenere le migliaia di imprese che quotidianamente scommettono su qualità, eccellenza, rispetto delle regole".
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