Italia

I vini dell'Alto Adige vogliono essere sempre più green e in linea con Agenda 2030

Nella gestione dei vigneti sono previste nuove regole unificate per i trattamenti fitosanitari con interventi molto incisivi e già dal 2023 non si potranno più impiegare erbicidi sintetici

17 settembre 2020 | C. S.

In un’azione congiunta con il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura, il Centro sperimentale agricolo di Laimburg, l’Accademia Europea di Bolzano, la Libera Università di Bolzano e Alfred Strigl, esperto di sostenibilità, il Consorzio Vini Alto Adige ha elaborato l’Agenda Vini Alto Adige 2030, una base sulla quale costruire il futuro della produzione vitivinicola altoatesina che sancisce l’impegno a realizzare una serie di misure concrete entro il 2030. “Aver stilato un programma di intenti è adesso più importante che mai considerando le grandi difficoltà che hanno coinvolto il settore vitivinicolo in quello che è stato fino ad ora l’anno più difficile della storia recente a causa del Covid e del lockdown”, ha dichiarato oggi Maximilian Niedermayr, Presidente del Consorzio Vini Alto Adige.

L’Agenda presentata si articola in cinque livelli operativi che corrispondono ad altrettanti pilastri su cui poggia il settore vinicolo, ossia suolo, vigneti, vino, territorio e persone e delinea un percorso di cambiamento da intraprendersi in ognuno di questi comparti.
Per salvaguardare il suolo, l’agenda prevede di passare a una concimazione esclusivamente organica, sostituendo i materiali sintetici monouso con materiali biodegradabili e intende anche rilevare, documentare e ottimizzare, il consumo delle risorse idriche.

Nella gestione dei vigneti sono previste nuove regole unificate per i trattamenti fitosanitari con interventi molto incisivi e già dal 2023 non si potranno più impiegare erbicidi sintetici. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla biodiversità nei vigneti stessi, che sarà promossa con un apposito vademecum destinato ai viticoltori e istituendo un premio da assegnare annualmente al vigneto più ecologico dell’Alto Adige.
Con l’Agenda 2030, inoltre, balza in primo piano la lotta alle emissioni di anidride carbonica prodotte dal settore vitivinicolo. “Faremo un rilevamento completo e accurato delle emissioni di CO2 per individuare misure efficaci con cui ridurre la nostra impronta e ci impegneremo a redigere un programma specifico di salvaguardia del clima, elaborando al contempo anche una strategia che aiuti le imprese del settore a prepararsi alle sfide presentate dal cambiamento climatico”, conclude Niedermayr.

Gli ultimi livelli operativi dell’Agenda 2030, che riguardano il territorio e le persone, si pongono come obiettivo da un lato quello di conservare intatto il paesaggio rurale creato nei secoli dalla produzione vinicola in Alto Adige e tutta la sua filiera produttiva e, dall’altro, quello di coinvolgere tutte le figure che ruotano intorno al settore per poter così agire su larga scala e far crescere il progetto dal basso adeguandolo, strada facendo, alle mutate condizioni economiche, ecologiche e legislative.

Potrebbero interessarti

Italia

Fiocco Verde 2026: il fiocco che annuncia la nascita del primo olio nuovo

Dalla tradizione del fiocco per annunciare una nascita all’idea di celebrare il primo extravergine della nuova campagna olearia. Torna il Fiocco Verde di Teatro Naturale: ecco come partecipare

18 settembre 2026 | 16:30

Italia

Cambiale Frantoi Oleari: ecco cosa mette in campo il Ministero

La misura mette a disposizione prestiti da 3.500 a 50.000 euro a tasso zero, grazie all'abbattimento totale degli oneri finanziari. Il finanziamento ha una durata di cinque anni, con due anni di preammortamento

18 settembre 2026 | 15:05

Italia

Il sale marino diventa prodotto agricolo: dalla Sicilia l’annuncio alle saline dello Stagnone

Il nodo è la distinzione tra sale marino e salgemma. Il sale viene coltivato in terreni che sono agricoli, perché le saline sono terreni agricoli. Ci sono uomini che con pala e piccone levavano il sale: non si capisce perché ancora oggi venga classificato come qualcosa di diverso

18 settembre 2026 | 09:00

Italia

Misure ad hoc su liquidità e tracciabilità per la crisi dell'olio italiano

I frantoiani hanno già ricevuto 100 milioni per l'ammodernamento dei frantoi ma occorre accelerare le procedure di identificazione sulla provenienza dell'olio che viene lavorato e commercializzato, così da garantire la trasparenza del mercato

17 settembre 2026 | 14:10

Italia

Olio di oliva dei Colli di Bologna, arriva l’Igp: riconosciuta dall’Ue la nuova denominazione emiliana

L’Olio dei Colli di Bologna entra ufficialmente tra le Indicazioni Geografiche Protette europee. L’extravergine nasce nella fascia collinare della Città metropolitana di Bologna, in un territorio caratterizzato dalle formazioni gessose dell’Appennino settentrionale

16 settembre 2026 | 16:30

Italia

Ad Anacapri il gemellaggio nel segno dell'oliva e dell'olio: Dritta di Moscufo e DOP Aprutino Pescarese

La ricerca ha dimostrato scientificamente che la varietà d'olivo più diffusa ad Anacapri, la Minucciola, e la Dritta di Moscufo condividono la medesima identità genetica. Questa scoperta trasforma una radice comune in una straordinaria opportunità di promozione turistica, culturale ed enogastronomica per il territorio di Moscufo

15 settembre 2026 | 08:30