Italia
L'olio extra vergine di oliva italiano svenduto nel silenzio generale
A fronte del rumore delle manifestazioni, troppi silenzi contraddistinguono, in queste settimane, il mondo olivicolo-oleario nazionale. Perchè non dire che, al 31 dicembre 2018, abbiamo prodotto solo 166.476 tonnellate di olio d'oliva? Perchè non denunciare la comparsa a scaffale di un extra vergine italiano a 2,99 euro/litro?
25 gennaio 2019 | Alberto Grimelli
Le manifestazioni sulla crisi del settore olivicolo nazionale si susseguono, così i convegni, volti a stimolare un piano olivicolo 2.0.
Non possiamo dire che manchi attenzione intorno al mondo dell'olio di oliva italiano, con le trasmissioni “Viva l'Italia” di Rete4 e “Report” su Rai3 che hanno cercato di mettere in luce alcune criticità, con risultati non sempre soddisfacenti. Anche tutta la stampa nazionale ha dedicato pagine alla pessima campagna olearia che l'Italia sta vivendo, con un focus particolare su frodi e prezzi degli oli a scaffale.
Ecco perchè mi sarei aspettato che due recentissime notizie deflagrassero come bombe nel mondo dell'olio di oliva nazionale, facendo un gran baccano. Invece il silenzio.
La prima notizia è che la produzione italiana di olio d'oliva, al 31 dicembre 2018, è stata di 166.476 tonnellate. Ricordiamo che nell'annus horribilis per eccellenza, il 2016, la produzione italiana era stata di 182 mila tonnellate.
Il dato attuale proviene ed è stato diffuso direttamente dalla Commissione europea ed è stato ovviamente fornito dal Ministero delle politiche agricole italiano, in particolare da Ismea.
Quello che appare strano è che Ismea, contrariamente a quanto accaduto negli anni precedenti, non abbia mai aggiornato la propria previsione di produzione, datata 8 ottobre 2018, che indicava per l'Italia una produzione da 270 mila tonnellate, un dato fortemente sovrastimato alla luce delle registrazioni che provenivano dalle campagne italiane durante la raccolta delle olive. Dati che, attraverso il registro Sian, erano disponibili quasi in tempo reale per il Ministero e i suoi organismi.
Perchè lasciare che i media continuassero a riprendere un dato, quello della previsione dell'8 ottobre, fortemente sovrastimato rispetto al reale?
La seconda notizia è che è uscito il primo “prezzo pazzo” per l'olio extra vergine di oliva italiano: 2,99 euro/litro in offerta. marchio proprio Despar, Consorzio che riunisce italianissime catene di distribuzione. Olio fornito, a quanto ci risulta, da un'altra italianissima azienda olearia. Evidentemente, se vogliamo farci del male, ci riusciamo benissimo da soli, senza l'intervento delle multinazionali estere.
Inoltre, attenzione: si tratta di una promozione, non di un sottocosto. La differenza, soprattutto in termini di comunicazione e percezione del consumatore, è significativa. Dichiarare un sottocosto significa far comprendere al consumatore che si tratta di una promozione speciale, limitata, con un prezzo che non rispecchia neanche il valore alla produzione dell'olio in questione. Dichiarare un'offerta, invece, implica la mancanza di guadagno da parte di uno o più soggetti della filiera (dal campo alla GDO) ma senza che alcuno ci rimetta.
Inutile dire che il prezzo di 2,99 euro/litro a scaffale non trova alcuna giustificazione economica.
Dall'estrapolazione effettuata grazie al Borsino Plus di Teatro Naturale è facile evidenziare come, in un arco temporale più che congruo per l'approvvigionamento dell'olio in questione, la quotazione più bassa per l'extra vergine italiano sia stata di 4,1 euro/kg, pari a 3,77 euro/litro. Ovvero il prezzo dell'olio all'ingrosso era ben superiore a quello al dettaglio, direttamente a scaffale.

Non mi risulta, in base a indagini personali, che il prodotto in questione sia stato campionato da nessun organismo di controllo, né che sia stata aperta alcun genere di indagine su tale scandalosa offerta. Va davvero tutto bene così?
Il mondo dell'olio d'oliva nazionale, almeno sotto il profilo comunicativo, sta vivendo un salto all'indietro. Un triplo salto mortale. Un vistoso arretramento, in materia di trasparenza e di tutela del consumatore, da posizioni che sembravano ormai acquisite e ben consolidate.
Chi pagherà il conto?
Potrebbero interessarti
Italia
Oltre i 15 miliardi per l'agricoltura italiana: tanta innovazione in Fieragricola
Oltre 4,5 miliardi per i contratti di filiera, risorse che tornano direttamente sul territorio, i 2,5 miliardi di euro per l’agrisolare, ma anche fondi per oltre un miliardo di euro del Coltivaitalia per sostenere le filiere più deboli, dall’olio alla zootecnia, ma anche per la formazione in agricoltura
05 febbraio 2026 | 13:00
Italia
Frutta e verdura esotica ma di tendenza: dall'avocado al kale
I germogli di soia conosciuti nei primi ristoranti giapponesi, oggi hanno sostituito la classica lattuga nelle insalate più cool. I consumi di frutta esotica hanno registrato una crescita esponenziale superando le 900mila tonnellate annue
05 febbraio 2026 | 09:00
Italia
L'uso di tecnologie digitali per migliorare sicurezza e sostenibilità nell'agroalimentare
Il futuro? I sensori GPS e IoT utilizzati nell’agricoltura di precisione, che consentono agli agricoltori di prendere decisioni basate sui dati per migliorare l'efficienza e la sostenibilità. Oppure i sistemi di tracciamento avanzati per aiutare i consumatori a verificare l'autenticità
04 febbraio 2026 | 15:00
Italia
La truffa del finto corriere e il furto di olio di oliva: un nuovo caso in Abruzzo
Dopo il furto di 500 mila euro in olio di oliva ad Andria ecco che un malvivente napoletano has messo a segno un altro colpo da 1200 litri in Abruzzo. Preso dai carabinieri al secondo tentativo di truffare l'azienda
04 febbraio 2026 | 10:00
Italia
Un polo vitivinicolo per aiutare il Veneto a crescere
È stato inaugurato il Polo Vitivinicolo del Triveneto, un sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del territorio per assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità
02 febbraio 2026 | 15:00
Italia
Truffa per 500 mila euro sull'olio di oliva ad Andria
L'olio di oliva sarebbe dovuto andare in Svizzera ma tre persone l'hanno rubato fingendosi i trasportatori. Sequestrati i mezzi utilizzati per il trasporto della merce e 426mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori il profitto della truffa
02 febbraio 2026 | 10:00
carlo chirali
28 gennaio 2019 ore 09:09Fate pressione sul Ministero affinche' riassegni le funzioni di controllo all'unico Ente che in Italia, in venti anni di attivita', era riuscito a monitorare efficacemente (forse troppo???) il comparto : Agecontrol.