Italia

Baby food, vino e olio d'oliva sono sicuri: entro i limiti i residui di fitofarmaci

La percentuale di superamenti ai limiti massimi di residui nel corso degli anni è rimasta sostanzialmente costante, al di sotto dell'1%. Meno bene la situazione in Europa dove i campioni oltre il limite andavano dal 2,6 % del 2009 al 1.6% del 2015

30 marzo 2018 | T N

Per l’anno 2016 i dati del programma nazionale di controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti vegetali mostrano che il numero dei campioni analizzati e trasmessi al Ministero dai Laboratori (Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, Laboratori di Sanità pubblica ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali), coordinati dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, è pari a 8439.

Sono considerati irregolari i campioni che superano i limiti massimi di residui (LMR) stabiliti dal Regolamento comunitario 396/2005. Tali limiti sono fissati valutando i livelli di esposizione di tutte le categorie di consumatori compresi i gruppi vulnerabili, i bambini e i vegetariani e comprende tutte le diete esistenti in Europa, compresa la dieta internazionale, utilizzando il livello di residuo che viene ottenuto dagli studi residui presentati dai richiedenti.
La valutazione viene fatta dall’ EFSA usando modelli di calcolo del rischio acuto e cronico, e per ogni sostanza attiva sono stati presi in considerazione i parametri tossicologici più critici in modo da effettuare una valutazione del rischio più conservativa per il consumatore. La sicurezza è uno degli elementi prioritari per la valutazione delle autorizzazione dei prodotti fitosanitari.

Il numero di campioni di ortofrutticoli prelevati in totale da tutte le autorità sono 6785 mentre i campioni con residui superiori ai limiti massimi di residui è risultato pari a 61 (33 di frutta e 28 di ortaggi) con una percentuale di irregolarità uguale a 0.9%.
Nell’ambito dei campioni regolari il numero di campioni privi di residui è pari a 3645 (53.7%), il numero di campioni con residuo entro il limite legale è pari a 3079 (45.4%).
Confrontando i dati relativi al 2016 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un assestamento al disotto della media europea ed al disotto dell’ 1% (0,9%).

C’è da sottolineare, ad ogni modo, come il superamento occasionale di un limite legale non comporti un pericolo per la salute, ma il superamento di una soglia legale tossicologicamente accettabile. La tendenza decrescente delle irregolarità configura, comunque, una situazione in progressivo miglioramento dal punto di vista della sicurezza dei prodotti alimentari.
Relativamente al livello di esposizione della popolazione italiana con la dieta, le stime di assunzione elaborate con i dati relativi ad anni precedenti, ma simili nei risultati, indicano che i residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta dei valori delle dosi giornaliere accettabili delle singole sostanze attive e molto al di sotto del livello di guardia preso come riferimento per assicurare la qualità igienico-sanitaria degli alimenti.

Una particolare attenzione è rivolta all’esame dei campioni di ortofrutticoli contenenti più principi attivi, che dall’elaborazione dei dati del 2016 risultano essere pari a 1750, il 25,8%
rispetto al totale dei campioni analizzati.

Relativamente ai risultati nazionali su cereali, oli e vino, su 2456 campioni sono state rilevate 5 non conformità.
Considerando i campioni regolamentari risulta che i campioni privi di residuo sono stati il 74,7 % del totale in aumento rispetto allo scorso anno mentre il 25,1 % sono risultati presentare residui nei limiti legali.

Sono stati inoltre esaminati 70 campioni di baby food e 1952 campioni di “altri prodotti”. I campioni di baby food sono risultati tutti regolamentari.
L' 85,9 % degli altri prodotti esaminati ha riguardato campioni senza residui, il 12,8% ha riguardato campioni con residui al di sotto del limite e 1.3 % è risultato superare i limiti massimi di residui.

Relativamente ai campioni risultati non regolamentari, la percentuale di superamenti ai limiti massimi di residui nel corso degli anni è rimasta sostanzialmente costante fino al 2016 (0.8 %) e al disotto del 1%. Viceversa, le percentuali di campioni superiori ai limiti massimi di residui risultanti nel programma di monitoraggio europeo oscillano dal 2,6 % del 2009 al 1.6% del 2015, mostrando un livello medio di superamenti superiore a quello medio registrato sul territorio nazionale (0,8%)

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