Italia
Dall'esperienza d'assaggio al concorso, un passo da Leone
Perchè un concorso non rimanga un'attività autoreferenziale, per poter sfoggiare un premio su Facebook e un diploma in azienda, occorre allargare il confronto. Dopo gli assaggiatori, ecco i giornalisti e i blogger, che però assaggeranno sul pane, fino ai ragazzini. A loro il giudizio di chi l'olio lo compra
17 marzo 2017 | Maria Paola Gabusi
Ho conseguito l’idoneità fisiologica all’assaggio degli oli di oliva vergini nove anni fa e da allora non ho più smesso di assaggiare. Inizialmente per le venti sedute certificate, quindi nel Panel dell’Aipol fin dalla sua nascita e in seguito quando sono stata convocata per le selezioni regionali di Slow Food e del Gambero Rosso. Il grande salto c'è stato in occasione della settimana di assaggi dell'Ercole Olivario del 2013; non ci credevo che avessero chiamato proprio me, in mezzo a tutti quegli assaggiatori di grande esperienza. Poi, gradualmente, sono stata parte di altri concorsi e di altre giurie, in occasioni più o meno “ufficiali”. Mi sono confrontata con grandi assaggiatori che sono divenuti grandi amici ed è stato bellissimo.
Quattro anni fa ho fondato una scuola per poter riunire professionisti del settore che condividessero con gli allievi (e con me) la loro passione e la loro Cultura. L’ho fatto soprattutto per continuare - io e loro - ad imparare... Fino ad arrivare a pochi mesi fa, quando mi sono ritrovata tra le mani l'organizzazione del concorso ‘Leone d'Oro dei Mastri Oleari’.
E allora - ho pensato - che tipo di concorso voglio fare? Posso finalmente decidere verso quale direzione spingere? Posso scegliere il panel di assaggio che voglio? Posso costruire qualcosa in sintonia con la mia passione?
Ed ecco che il Leone del 2017 cerca di essere anche il concorso per avvicinare l'olio evo di alta qualità alla gente, ai non addetti ai lavori, a chi non sa nemmeno che esistono oli extra vergine di oliva che possono emozionare
Ho scelto con cura un Panel di assaggio di professioniste. Ho voluto tante donne, praticamente tutte donne, per tanti motivi; perché sono molto brave e perché ne conosco molte (e sono tutte brave).
Per fare 4 assaggi in 4 mesi, di due giorni ciascuno, ci vuole un panel disponibile, allineato, affiatato, e composto da persone simpatiche! È fondamentale lavorare con entusiasmo e anche dopo aver assaggiato 20 campioni voglio che ci sia ancora la voglia di parlarne, di dare un nome a quel sentore particolare che sfugge ma che piace.
Sì, perché in questo concorso sono stati programmati diversi assaggi preliminari prima della finale. Non si sa quali siano i produttori e le bottiglie sono ovviamente anonime ma, dopo aver compilato la scheda dell'analisi sensoriale, è bellissimo che ci confrontiamo sulle sensazioni, da cui ci lasciamo ancora stupire ed emozionare. Intanto il gruppo si allinea, che è il fattore fondamentale per dare a tutti gli oli le stesse possibilità, la stessa attenzione e il giudizio più oggettivo e obiettivo possibile. In attesa della finale... E lì non si parla, non si incrociano nemmeno gli occhi, si assaggia immersi nella massima concentrazione ben coscienti che, in un concorso in cui l'oro è solo uno per categoria, si hanno sulla lingua le speranze o la disdetta.
Sì, un solo oro per categoria: una scelta controcorrente che rappresenta l’essenza originaria del Leone d'Oro, che è al singolare (niente argenti, niente bronzi...).
E poi c’è stata la scelta di premiare con la Gran Menzione tutti gli oli che superano gli 80/100 e di mettere il voto ben visibile sul diploma. Perché se tuo figlio arriva a casa con un 8 è stato davvero bravo, ma se prende 9 vuoi che lo sappiano tutti.
A questo punto il grosso dell’organizzazione della competizione era fatto. Ma mi mancava ancora qualcosa per chiudere il cerchio.
I concorsi sono una cosa utilissima, un grande strumento di marketing nelle mani dei produttori con un costo (nella maggior parte dei casi) accettabile; però il rischio e la mia grande paura erano che il Leone si fermasse alla fase autoreferenziale, alle solite foto su Facebook, ai soliti esperti che si incontrano, si baciano, si congratulano (soprattutto con loro stessi).
Allora è nata l'idea di far assaggiare i primi classificati ad una "giuria popolare". Anzi due! Venti tra giornalisti, blogger e cosiddetti "influencer", che prenderanno un pezzo di pane, ci verseranno sopra l'olio e poi compileranno una scheda di gradimento.
La stessa cosa sarà fatta da un gruppo “junior”, composto da ragazzini dagli 8 ai 14 anni.
E decreteranno un altro vincitore: l'olio delle persone normali, quelle che vanno al supermercato e cercano di capire quale olio comprare tenendo a mente quelle tre informazioni (di cui due sbagliate) ascoltate in televisione durante l'ultimo servizio scandalistico sulle frodi del comparto.
Il mio sogno era questo: portare in piazza il mio tavolone con tutti gli oli ammessi al concorso belli in vista, e poi invitare le persone, la gente, i produttori, i loro amici, i curiosi e gli esperti a scegliere una bottiglia qualsiasi e assaggiare l'olio come vogliono. Sul pane, sui ceci, nel bicchierino blu... E se lo trovano buono? E se lo vorranno comprare?... Che tirino fuori il benedetto cellulare e facciano una foto all'etichetta! Dopo sarà facilissimo googlarlo, trovarlo e acquistarlo.
P.S. I tavoli con gli oli ci saranno e gli oli saranno tutti in degustazione gratuita, a Milano l'11 e il 14 Maggio all’East River Martesana, e in piazza Pitti a Firenze, nel plateau di fronte ad Olivia, durante la premiazione del 27 Maggio. Siete tutti invitati!
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Marina Gioacchini
18 marzo 2017 ore 10:02Grazie, veramente grazie per questo articolo cosi' ricco di buone, belle e sane notizie!
Marina Gioacchini