Italia

Chianti Classico e Champagne avviano una storica collaborazione

Come Firenze e Reims, gemellate da più di 60 anni, così oggi i due più celebri vini dei rispettivi territori, Chianti Classico e Champagne, siglano un'intesa per far crescere e prosperare le due denominazioni d'origine vitivinicole

27 settembre 2016 | T N

Annuncio a sorpresa a Palazzo Vecchio nel giorno della celebrazione del Trecentesimo compleanno del Chianti Classico.
Dopo 62 anni dalla firma del patto di gemellaggio tra Firenze e Reims, il legame tra le due città si rinsalda. E si rinsalda con la promessa di un’altra unione, quella fra i due vini di riferimento, prodotti nei territori limitrofi alle due città: il Chianti Classico e lo Champagne.

Il sindaco Dario Nardella e il collega francese Arnaud Robinet avevano già sottoscritto, due anni fa, il rinnovo dell’impegno voluto nel 1954 dall’allora sindaco Giorgio La Pira.
“Questo è un gemellaggio storico – aveva dichiarato nell’occasione il Sindaco Nardella – che ha consentito alle nostre due città di stabilire relazioni di amicizia in uno spirito di fraternità e solidarietà. Le relazioni tra le istituzioni si sono tradotte in rapporti di collaborazione tra le nostre comunità e le nostre associazioni culturali. Nella cultura, nell’istruzione, nell’economia creeremo occasioni di scambio per rinsaldare e rendere sempre più vivo questo legame”.

In questi anni la collaborazione tra le due città è stata sempre attiva e ha promosso scambi e iniziative in ambito culturale, economico, educativo e sportivo. Quello con Reims è il primo dei gemellaggi sottoscritti da Firenze, simbolo di una visione di apertura al mondo: da quel patto del 1954 nacque, infatti, la grande stagione delle relazioni internazionali voluta da La Pira.
Oggi l’annuncio di un Accordo di Collaborazione tra il Chianti Classico e lo Champagne è un altro importante tassello nell’ottica di far crescere e sviluppare lo spirito di collaborazione non solo fra le due città ma anche, con un respiro più ampio, fra le due nazioni.

“Per questa opportunità devo pubblicamente ringraziare i sindaci delle città di Firenze e Reims, Dario Nardella e Arnaud Robinet, il vicesindaco di Reims Benjamin Develey e il Direttore Generale del Comité Champagne, Vincent Perrin.” dichiara Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico. “I contenuti dell’Accordo saranno definiti nelle prossime settimane e sottoscritti pubblicamente in un evento che costruiremo all’uopo, tuttavia della sua importanza nessuno può dubitare. Lo Champagne è non solo il vino più famoso al mondo, ma anche una delle denominazioni più grandi e rappresenta un’icona della qualità, il simbolo concreto di uno stile che travalica l’ambito nel quale è nato. Nella sua storia di successo i viticoltori dello Champagne hanno dimostrato di possedere anche altre doti non meno importanti: la lungimiranza e la capacità di governare efficacemente la propria crescita. Ecco perché lo Champagne rappresenta un modello per tutti noi e perché questa collaborazione può portare frutti anche ad una denominazione tanto diversa come la nostra.”

“L’Italia deve smettere di aver paura della globalizzazione e tornare ad essere leader, a partire da turismo ed enogastronomia, e il Chianti Classico rappresenta uno straordinario strumento di successo per il nostro Paese”. Con queste parole il premier Matteo Renzi è intervenuto oggi alle celebrazioni del 300esimo anniversario della prima delimitazione del territorio del Chianti Classico, che hanno riunito al Teatro dell’Opera di Firenze le più alte cariche istituzionali, i rappresentanti della città e della regione con il Sindaco Dario Nardella e il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani e i rappresentanti più autorevoli dell’universo enologico italiano e internazionale.

“Dobbiamo vivere questo anniversario con lo sguardo rivolto al futuro – ha continuato il Presidente del Consiglio – perché l’industria del vino produce oggi 5,5 miliardi di euro di fatturato l’anno e si stima che nel 2020 possa arrivare a 7 miliardi. Dobbiamo difendere il made in Italy, c’è bisogno di investire e il Consorzio del Chianti Classico – ha dichiarato Renzi - lo ha fatto quando ancora nessuno ci pensava: considerate il Governo e il Parlamento al vostro fianco”.

La proiezione verso il futuro del Gallo Nero è testimoniata dai tre obiettivi presentati proprio oggi: un accordo con la più prestigiosa denominazione vinicola al mondo, la candidatura a patrimonio dell’umanità per il territorio e la costituzione del Distretto Rurale del Chianti, riconoscimento finale di un’area a vocazione agricola tra le più produttive d’Italia.
“A 300 anni dalla nostra denominazione – ha ribadito il Presidente del Consorzio Sergio Zingarelli – presentiamo l’avvio di tre progetti che daranno ulteriore linfa al territorio a cui apparteniamo, alle 600 aziende che costituiscono il Consorzio del Gallo Nero e alle oltre 6mila persone a cui danno lavoro direttamente”.
“Il Chianti costituisce senza dubbio uno dei Distretti più importanti dell’agroalimentare italiano – continua Zingarelli – e per tale motivo deve ottenere il suo riconoscimento ufficiale”. A partire dalla costituzione del Distretto Rurale del Chianti, “che consentirà a imprese e istituzioni di utilizzare al meglio gli strumenti finanziari e normativi oggi disponibili, pianificando investimenti pubblici e privati in una cornice di programmazione comune”.
Un ulteriore importante attestato potrebbe arrivare dall’Unesco, a cui il Consorzio ha presentato la candidatura del territorio come patrimonio dell’umanità. La decisione, già deliberata dall’Assemblea dei Soci lo scorso febbraio, è stata ufficializzata dalla Conferenza dei Sindaci a sostegno dell’iniziativa.

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