Italia
Un contrassegno di Stato per l'olio extra vergine di oliva
Nel triennio 2012-2014 tra sofisticazioni, contraffazioni, etichettatura e documenti irregolari sono stati sequestrati 35 milioni di euro di olio. Svolta contro le frodi e per la commercializzazione dell’olio extravergine d’oliva con il progetto di Cia, Cno e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
11 febbraio 2016 | C. S.
Si preannunciano tempi duri per i “taroccatori” del prezioso olio extravergine d’oliva. Un contrassegno, coniato dal Poligrafico e Zecca dello Stato, cingerà il collo delle bottiglie certificandone l’identità: solo olio ottenuto da olive italiane, trasformato in Italia e tracciato dalla pianta alla tavola. Margini d’errore sulla garanzia del prodotto: zero. Uno strumento destinato a infliggere un colpo letale a chi intende frodare, sofisticare e contraffare, ma anche a chi, con furbizia, aggira norme e regole o ne sfrutta le debolezze, ingannando il consumare distratto. A conti fatti, un movimento globale che si stima di circa 1,5 miliardi d’euro l’anno, tolti al mercato di chi opera nella massima trasparenza e qualità. Ad auspicare la massima applicazione del “super contrassegno” per le bottiglie di olio extravergine d’oliva 100% italiano la Cia- Cia-Agricoltori Italiani, il Cno-Consorzio nazionale degli olivicoltori e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Che hanno presentato la “Carta Valori” in una conferenza stampa “ad hoc” presso l’Associazione della Stampa Estera di Roma con il presidente del Cno Gennaro Sicolo, il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, l'amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Paolo Aielli, gli onorevoli Colomba Mongiello e Dario Stefano, il direttore di Qualivita e consigliere del ministro delle Politiche agricole Mauro Rosati.
“L’olio extravergine d’oliva di qualità è un fiore all’occhiello della nostra agricoltura -ha sostenuto il presidente della Cia Dino Scanavino- un comparto che impatta fortemente sull’economia e sul tessuto sociale di vaste aree del Paese, con oltre 700 mila aziende attive. Siamo tra i maggiori produttori mondiali in volumi -ha continuato il presidente della Cia- ma senz’altro leader nelle qualità delle produzioni, purtroppo i mercati interni e quelli internazionali non premiamo ancora gli sforzi qualitativi dei nostri olivicoltori, che nelle contrattazioni spuntano prezzi poco remunerativi. Sulla trasparenza dell’etichettatura, sulla cultura e consapevolezza dei consumatori si gioca il futuro del sistema olivicolo-oleario italiano. L’olio d’oliva -ha affermato Scanavino- paga oltremisura una reputazione minata, nell’immaginario collettivo, da vicende come le truffe e le sofisticazioni.
“Esisterebbero le condizioni -ha affermato Gennaro Sicolo presidente del Cno-Consorzio nazionale degli olivicoltori- per immettere il primo milione di bottiglie in distribuzione, ovviamente si tratta di olio con precisi e stringenti requisiti, che sono quelli necessari per poter accedere al contrassegno. Dietro quella fascetta carta valori -ha aggiunto il presidente del Cno- c’è un grande lavoro partito da lontano, anni d’ investimenti nelle più avanzate tecnologie per la tracciabilità del prodotto, per garantire sia l’origine delle olive che tutti quei processi che portano la bottiglia sulla tavola del consumatore. Uno strumento poderoso -ha sottolineato Sicolo- a disposizione di tutti gli operatori italiani del settore oleario. Il progetto -ha ribadito il presidente del Cno- è mosso da una ratio inclusiva, teso a premiare quell’olio italiano che risponde ad alcuni parametri distintivi.
“Questo progetto -ha precisato il Direttore di Qualivita Mauro Rosati- peraltro come altri che vanno nella stessa direzione, è senza dubbio la strada da percorrere per garantire la specificità del prodotto, sia sul mercato interno che sui mercati internazionali. Sono però convinto -ha dichiarato Mauro Rosati- che bisogna fare un’ulteriore passo in avanti e realizzare un vero progetto di sistema a carattere pubblico che possa dare una garanzia più efficace sulla tracciabilità dei prodotti agroalimentari italiani visto che anche le moderne tecnologie ci possono dare una mano”.
Mentre l’Ad del Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, ha spiegato: “Grazie all’esperienza maturata nel tempo in ambito stampa di sicurezza integrata a sistemi ICT, abbiamo sviluppato questa efficace garanzia di controllo e tracciatura che segue l’intero processo e supporta tutta la filiera produttivo-distributiva”.Il sistema, ha proseguito Aielli, “si basa su tre pilastri: stampa di sicurezza (contrassegno) per il riconoscimento del prodotto a tutela dalla contraffazione; tracciabilità mediante sistema informativo per fornire informazioni sui canali di distribuzione dei prodotti contrassegnati; rintracciabilità attraverso numerazione univoca presente sui contrassegni che, unita al codice di controllo, consente di conservare traccia della storia del prodotto etichettato”.
Sulla carta valori per l’olio d’oliva risposte positive anche dalla politica. Così l’onorevole Colomba Mongiello nel suo intervento: “La collaborazione tra Cia-Cno-Ipzs -ha detto- interpreta al meglio lo spirito della legge 'salva olio' ovvero tutelare l'olio di qualità Made in Italy da prestigiatori e agropirati; tutelare i consumatori da rischi sanitari. La qualità e la salubrità sono gli asset strategici dell'agroalimentare italiano, promossi e valorizzati da Governo e Parlamento anche con l'approvazione del Piano Olivicolo Nazionale indirizzato all'incremento della produzione e al superamento delle fitopatologie". Anche il collega dell’altro ramo del Parlamento, il senatore Dario Stèfano, ha sposato l’iniziativa: “Questo progetto -ha affermato- rappresenta un segnale forte e un passo avanti considerevole poiché pone la trasparenza dell’origine e dei processi produttivi e la tracciabilità del prodotto come elementi chiave per valorizzare l’olio di qualità, simbolo del Made in Italy. Denota positivamente la volontà delle aziende che già investono nell’alta qualità a voler esser ancora più incisivi, a tutela di un settore fortemente strategico per la sua valenza non solo produttiva ma anche ambientale, culturale e paesaggistica. Un patrimonio minacciato dalla concorrenza internazionale e sleale, agevolata anche da normative non sempre idonee e da una non sufficiente difesa dell’autenticità delle produzioni, su cui è necessario lavorare”.
Come funzionerà la Carta Valori “EVO”
- stampa di sicurezza (contrassegno) per il riconoscimento del prodotto a tutela dalla contraffazione
- tracciabilità mediante sistema informativo per fornire informazioni sui canali di distribuzione dei prodotti contrassegnati
- rintracciabilità attraverso numerazione univoca presente sui contrassegni che, unita al codice di controllo, consente di conservare traccia della storia del prodotto etichettato
Potrebbero interessarti
Italia
Vinitaly conferma il successo di una manifestazione faro per il vino italiano
L’edizione 2026 registra una forte componente internazionale: il 26% dei visitatori proviene da 135 Paesi, cinque in più rispetto all’anno precedente. In fiera sono arrivati oltre 1.000 top buyer da più di 70 mercati
15 aprile 2026 | 17:30
Italia
Raddoppierà la produzione di vino dealcolato italiano, soprattutto in Veneto
La quasi totalità delle imprese tricolori fanno o stanno organizzando linee di vini dealcolati. Tra i mercati tradizionali, prevale l’obiettivo Nordamerica, Usa e Canada, ma anche i Paesi Dach come Germania, Austria e Svizzera
15 aprile 2026 | 16:00
Italia
Parte la campagna per gli avocado europei: Italia mercato sempre più forte
Negli ultimi anni avocado e mango si sono affermati tra i frutti più presenti nei carrelli della spesa, in linea con la diffusione di abitudini alimentari sane e con una crescente attenzione verso la qualità dei prodotti. Ciò che molti consumatori ancora non sanno è che avocado e mango vengono coltivati anche in Europa
15 aprile 2026 | 10:00
Italia
Moscufo e Capri unite dall’olio: Dritta e Minucciola sono la stessa varietà
I rappresentanti del CNR hanno annunciato un prossimo approfondimento dedicato alla resilienza della cultivar di olivo Dritta, sottolineando l’urgenza di strategie condivise per preservare biodiversità e qualità produttiva
15 aprile 2026 | 09:00
Italia
Le Marche sono regione regina della viticoltura biologica
Il vino marchigiano, con 21 varietà certificate Dop e Igp, si conferma ambasciatore di un territorio attento agli aspetti ambientali, alla biodiversità e alla sostenibilità e si inserisce fra i segmenti di punta del più grande Distretto Bio d’Europa
14 aprile 2026 | 18:00
Italia
Il modello Sicilia: il biologico traina la filiera e anticipa il futuro
Le vigne biologiche dell’Isola guidano la transizione green. La Sicilia con 33mila ettari di vigne biologiche vanta un risparmio di 8 milioni di CO2, oltre 2mila tonnellate di azoto nitrico ad alto impatto energetico e 7 milioni di metri cubi di acqua
14 aprile 2026 | 10:00