Italia

L'olio extra vergine d'oliva delle Marche: tutti i numeri

La Regione beneficerà di oltre un miliardo di euro di fondi strutturali. Buona parte saranno destinati all’agricoltura. Dovrebbero modificare in meglio le prestazioni di un olivicoltura antica che punta ad incrociare nuovi consumatori facendo leva sul turismo

30 giugno 2014 | C. S.

L’olivicoltura marchigiana si prepara ad affrontare la nuova campagna olearia con gli strumenti messia a disposizione dai fondi strutturali europei. Oltre un miliardo di Euro in sette anni, buona parte di questi destinati all’agricoltura, che dovrebbero modificare in meglio le prestazioni di un olivicoltura antica che punta ad incrociare nuovi consumatori facendo leva sul turismo, uno dei motori economici della regione.

Dal focus dell’osservatorio economico di Unaprol emerge che l’olivicoltura marchigiana copre una superficie pari a circa  9.500 ettari, mentre la produzione di olive da olio si attesta intorno alle 29.000 tonnellate. Quasi il 17% della superficie olivetata è coltivata con metodi di produzione biologica.

Rispetto alla dimensione provinciale, si registra una differenziazione abbastanza marcata tra le varie superfici ad olivo, con due Province, Ascoli e Macerata, più coinvolte nella coltura con il 32% e il 25%, seguite dalle province Ancona col 18%, Pesaro e Urbino con il 9% e Fermo con il 17%.

Sono presenti in Regione due DOP, rispettivamente per l’olio nella provincia di Pesaro e Urbino (Cartoceto) e per le olive da tavola nella provincia di Ascoli (Ascolana tenera).

La produzione di olio di oliva nelle Marche, per la campagna 2013/2014, si è attestata  intorno alle 3700 tonnellate, con  una contrazione  pari al 10% rispetto ai livelli raggiunti nella precedente campagna.   La produzione dell’olio extravergine d’oliva Cartoceto DOP è ancora molto esigua a causa, essenzialmente, della ristrettezza dell’areale. Si tratta di una produzione di nicchia, il cui valore aggiunto è molto elevato. I dati Agea relativi alla prima trasformazione mostrano che a giugno 2013 sono risultati attivi 193 stabilimenti, di cui 76 solo frantoi, 10 confezionatori e 107 frantoi anche confezionatori. Il  livello di integrazione verticale, quindi, appare abbastanza alto.

Per quanto riguarda l’olivicoltura da mensa, il processo di valorizzazione nella Regione è stato avviato di recente con la costituzione della DOP Oliva ascolana tenera. L’attività di certificazione, iniziata nel 2006, resta comunque ancorata ad una nicchia di mercato. 

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