Italia

A chi tocca il carbone e a chi le caramelle? Chi sono stati i buoni e i cattivi del 2013? Ecco l'elenco di nomi più atteso e temuto dell'anno

I due inviati “molto speciali” di Teatro Naturale hanno nuovamente satiricamente sbeffeggiato e entusiasticamente applaudito i personaggi che, nel bene e nel male, hanno lasciato una scia nel corso dell'anno appena trascorso. Chef, politici e imprenditori. Ce n'è per tutti i gusti, in Italia e all'estero

07 gennaio 2014 | Gelso Lo Scimmione, Igino Lo Scapigliato

Lo so, lo so. Qualcuno, durante il 2013, mi ha descritto come soggetto astioso. Persino ingeneroso. Balle! La verità è che le scimmie evitano le persone egoiste e cattive. Sia ben chiaro che non lo dico io ma uno studio apparso su Nature Communication. La ricerca suggerisce che l’abilità d’identificare i tratti sociali indesiderabili negli altri abbia origini molto lontane. Ho un fiuto particolare e certificato per i pessimi soggetti. Ecco allora l'elenco di quelli che vorrei seppellire sotto cariolate di letame...

Gelso Lo Scimmione

 

Lucio Chiavegato, Augusto Zaccardelli, Mariano Ferro e Danilo Calvani: i leader dei Forconi hanno tentato di bloccare l'Italia per qualche giorno ma poi sono riusciti solo a bloccarsi l'un l'altro a suon di smentite e rettifiche. Dovevano riunire sotto un'unica sigla tutto il malcontento italiano. Si sono sciolti come neve al sole ciascuno a difesa dei propri personalissimi interessi. E poi dicono che l'opportunismo è una brutta “bestia”. A me pare virtù fin troppo umana.

Bruno Barbieri: va bè che il mangiare è uno degli istinti primari ma non vi sembra di stare esagerando con tutta questa cucina in televisione? In tutte le salse, con i cuochi diventati celebrities, sì all'americana, perchè più che in cucina sono dietro a una telecamera o a una macchina fotografica. Difficile spignattare se si è alle prese con mille promozioni e comparsate, vero Bruno Barbieri? Non si preoccupi, è in buona compagnia. Ma i buoni vecchi cuochi esistono ancora?

Natural Machines: i fan di Star Trek sono serviti. Un'azienda spagnola ha inventato la stampante 3D per il cibo. Sarà in vendita nei prossimi mesi. Tra un po' un buon piatto di spaghetti, fatto come Dio comanda e con ingredienti genuini, diverrà un lusso. Tutti più sazi ma anche più poveri, di vitamine, antiossidanti. E allora una pillola ci salverà. Quella di cianuro.

David Cameron: gli inglesi non sanno cucinare. La loro gastronomia è meno ricca di quella del più sperduto paesino italiano. Eppure vogliono comandare in fatto di cultura alimentare. Prima hanno bocciato il tappo antirabbocco per l'olio extra vergine d'oliva, troppo costoso per i ristoratori britannici, poi vorrebbero imporre l'etichetta a semaforo per gli alimenti. In effetti la nuova etichetta made in UK non è costosa, solo stupida.

Giovanni Pitruzzella: il presidente dell'Antitrust ha per caso un fratello gemello con il quale ha litigato? Prima boccia la legge Mongiello sull'olio, laddove vieta le vendite sottocosto, perchè impedirebbe alla Grande Distribuzione di fare il bello e il cattivo tempo, anche strozzando i fornitori. Poi mette sotto inchiesta la GDO, in particolare una centrale d'acquisto, per eccesso di posizione dominante. Dallo sdoppiamento di personalità si può guarire. Suggeriamo un cucchiaino di buon extra vergine italiano al giorno, a digiuno.

Dacian Ciolos: non c'è che dire. Finalmente l'agricoltura europea ha trovato un commissario con la schiena dritta. Peccato solo per le ginocchia. Gli accade spesso di genuflettersi. E' capitato anche nel caso del tappo antirabbocco per l'olio extra vergine d'oliva. Mah! Forse è un riflesso pavloviano. Appena sente un “no” al di sopra delle Alpi è subito in ginocchio. Oppure è un fan di Gianni Morandi (In ginocchio da te, 1964).

Andrea Orlando: sono stupito che il WWF non abbia ancora chiamato Chi l'ha visto? Nel governo Letta il ministro dell'ambiente fa la parte di una specie in via di estinzione. Rinchiuso in un bel recinto, dove può sbraitare finchè vuole. Anzi non sbraita neppure. Docile come un agnellino, tanto da aver dato il via libera alla centrale termoelettrica Eugenio Montale con una produzione di 600 Megawatt e un consumo stimato di 1.200.000 tonnellate di carbone/anno. E il dissesto idrogeologico del Bel Paese? Non pervenuto.

Fadi Chehadè: è il presidente dell'Icaan, quell'istituzione che assegna i domini. Una roba molto virtuale ma che ha riflessi molto reali, come nel caso dei domini .wine e .vin, in vendita all'asta per molti milioni di euro. Business is business. Mondo virtuale ma soldi reali. Storia, tradizione e territori devono assoggettarsi alle regole di internet. Nuovo mondo ma regole molto vecchie (pecunia non olet).

 

Gelso dimentica sempre che anche dal letame possono nascere stupendi fiori. Si può imparare molto dagli errori e anche dalle disgrazie del passato. C'è chi l'ha fatto anche nel corso di questo difficile 2013. Debbo ammettere che, fosse stato solo per i primi mesi dell'anno, ci sarebbe stato ben poco da sorridere. Poi qualche flash qua è là ha illuminato l'anno, in attesa della piena luce per il 2014. Io preparo la crema solare illuminato da queste fiammelle di speranza.

Igino Lo Scapigliato

 

Tonio Borg: è il commissario alla salute dell'Unione europea ma non disdegna incursioni qua e là. La battaglia per la messa al bando, per due anni, dei nenicotinoidi è una medaglia che può ben appuntarsi, vinta 15 a 8 nel Consiglio Ue. “E' necessario proteggere le api vitali per l'agro-ecostitema il cui contributo all'agricoltura europea è quantificabile in 22 miliardi di euro.” Chissà quanto ha sorriso dopo aver letto il rapporto dell'Efsa che indica possibili effetti neurotossici sull'uomo di questi principi attivi. Noi sorridiamo con lui.

Diana Bracco: una donna alla guida di Expo 2015. Ne è la presidente e a un anno e mezzo dall'inizio dell'evento già si registra il tutto esaurito. 141 Paesi esporranno a Milano, più che a Shanghai. Bene così. Ci aspettiamo per il 2014 un altro miracolo. I lavori devono procedere entro i tempi stabiliti. Se poi nei sei mesi di Expo 2015 tutto dovesse procedere senza intoppi sarebbe il terzo miracolo. La via di una laica canonizzazione è tracciata.

JimYong Kim: un medico alla guida della Banca Mondiale. Tra l'altro senza esperienza politica. I vecchi volponi volevano usarlo come burattino ma lui ha scombussolato un po' i loro piani, chiedendo una revisione delle politiche che favoriscono e incentivano il land grabbing. “Devono essere fatti sforzi per costruire capacità e garanzie relative ai diritti sulla terra” Da buon asiatico sa che la goccia scava la roccia. In bocca al lupo, sperando che scovi un martello pneumatico nei polverosi uffici della Banca Mondiale.

Paolo De Castro: una conduzione esemplare delle trattative sulla riforma della Politica agricola comunitaria. Non solo ha fatto digerire alla Commissione delle modifiche assai indigeste ma ha tenuto duro, con qualche colpo di teatro. Il suo pessimismo per una risoluzione negoziale entro il 2013, dichiarato ai quattro venti a maggio, ha fatto tremare le vene in qualche polso a Bruxelles. A braccio di ferro non si vince solo la forza ma anche con l'astuzia.

Franco Gabrielli e Nick Sloan: con la Concordia è affondato anche un po' dell'orgoglio nazionale. Italiani popolo di navigatori? Prrrrrrrr! Le pernacchie ci rincorrevano. Poi ci è riuscita l'impresa. Risollevare la Concordia. Impresa mai tentata. A noi è riuscita al primo colpo. Lassù qualcuno ci ama.

Claudio Fava e Gianni Salvadori: politicamente sono il giorno e la notte. Il leghista lombardo e il democratico toscano sono come il bianco e il nero. Qualcosa in comune però ce l'hanno. Sono gli assessori regionali all'agricoltura più vivaci e presenti sulla scena, non solo mediatica. Hanno sempre un'opinione ben precisa. Pochi dubbi e molte certezze. Questo un po' spaventa ma al contempo rassicura. Tutto sommato qualcuno almeno si occupa di agricoltura e non sta su una poltrona solo per scaldarla.

 

Abbiamo litigato a lungo. Chi vedeva il bicchiere mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Un voto al Ministro Nunzia De Girolamo dovevamo pur darlo. Alla fine ne è uscito un 6 meno meno d'incoraggiamento. Non ancora la sufficienza. Un voto che tiene conto del livello dei compagni di banco del Consiglio dei ministri. Troppo discontinua il ministro. Bene l'imputamento sull'Imu agricola, abolita per il 2013. Male l'introduzione della Tasi sul settore primario per il 2014.

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Roberto La Pira

11 gennaio 2014 ore 11:53

Molto divertente , bravi

Gino Celletti

07 gennaio 2014 ore 12:47

Ragazzi, siete prorio bravi.
Ve le siete appuntate tutte, di alcune non me ne ricordavo piu'.
Fate lo stesso quest'anno e poi menate forte, che anche se qualcuno ha la pelle dura, al vestito intatto e pulito ci tiene.