Italia
In un nuovo dossier sulle filiere di mais e grano le rotte infinite di cereali e pesticidi
I divieti in vigore nell’Ue riguardino anche i Paesi terzi, dove gli interessi industriali ed economici dei colossi dell’agroindustria sacrificano la salute di persone e ambiente
03 luglio 2025 | 09:00 | C. S.
Slow Food ha pubblicato un nuovo dossier, dedicato alle filiere di mais e di grano, sul tema delle clausole specchio e dei doppi standard applicati al cibo importato all’interno dell’Unione europea da Paesi esterni ai confini comunitari. Nel documento viene affrontato il tema dell’utilizzo di pesticidi, erbicidi e diserbanti, tipologie di sostanze di cui si fa largo uso nelle coltivazioni cerealicole, che vengono condotte perlopiù su larga scala, in monocolture e con modelli convenzionali.
Partiamo dai dati. Per quanto riguarda il mais, l’Ue ne importa ogni anno circa 15 milioni di tonnellate, prevalentemente da Ucraina e Brasile, ma anche da Argentina e Stati Uniti; per quanto riguarda il grano tenero, in stagioni normali ne importa circa 8 milioni di tonnellate, principalmente da Stati Uniti, Canada, Australia, Ucraina e Russia; per quanto riguarda il grano duro, nel 2024 le importazioni all’interno dell’Ue sono ammontate a poco più di 1,7 milioni di tonnellate.
Slow Food chiede che ai prodotti importati nell’Ue vengano applicate le stesse norme in vigore per le produzioni comunitarie. Oggi questo non succede e fuori dai confini dell’Unione si possono utilizzare sostanze che i regolamenti comunitari vietano. Paradossalmente, spesso si tratta di composti che provengono dai Paesi europei (dove però non possono venire utilizzati) ed esportati all’estero per essere usati su colture (tra cui i cereali) che poi vengono esportate proprio nell’Ue.
Poco rassicura sapere che i cereali d’importazione rispettino i cosiddetti LMR, i limiti massimi di residui per i pesticidi nelle colture alimentari e foraggere: nella cerealicoltura, infatti, la tipologia di sostanza più utilizzata è quella dei diserbanti, che vengono impiegati prevalentemente in “pre-emergenza”, ovvero subito prima o contemporaneamente alla semina. Siccome questi trattamenti avvengono lontano dalla raccolta, è piuttosto improbabile che nel raccolto si trovino residui significativi. A parte i residui, però, il tema relativo all’utilizzo di sostanze chimiche riguarda gli effetti dannosi sull’ambiente: di certo, infatti, le sostanze chimiche si depositano sul suolo, contaminando le acque e aggredendo i microrganismi della fertilità, e inquinano l’aria. I danni, insomma, riguardano la sanità dei suoli, delle acque interne e dei mari, la biodiversità, la salute degli operatori che le utilizzano, la salute delle comunità che vivono in prossimità delle grandi monocolture.
Gli obiettivi da centrare, dunque, sono molteplici: non solo tutelare i consumatori europei dall’esposizione a prodotti meno salubri e proteggere i produttori interni da forme di concorrenza sleale dovuta a costi inferiori in altre aree del mondo, ma anche e soprattutto per difendere il diritto alla salute delle comunità locali dei paesi terzi dallo strapotere dei colossi dell’agroindustria, disposti a sacrificare il benessere di persone e ambiente sull’altare del proprio profitto.
Potrebbero interessarti
Italia
Fiocco Verde per Colle del Marchese, l’olio contadino che nasce dalla cooperazione
A Castel Ritaldi, nel cuore dell’Umbria olivicola, la cooperativa valorizza gli oliveti del territorio spoletino attraverso una filiera legata ai produttori, alla tradizione e all’innovazione tecnologica
23 ottobre 2026 | 18:00
Italia
Fiocco Verde per Frantoio Cetrone, Giulio guida il ricambio generazionale dell’olio di Sonnino
Tradizione olivicola e nuove energie si incontrano nell’azienda laziale, dove Giulio Cetrone rappresenta il volto della nuova generazione, chiamata a valorizzare il patrimonio olivicolo familiare e a guardare alle sfide del mercato contemporaneo
22 ottobre 2026 | 18:00
Italia
Oliva Alta Daunia DOP, riconoscimento ufficiale per la Peranzana pugliese
La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea pubblica il regolamento di esecuzione che iscrive l’Oliva Alta Daunia tra le Denominazioni di Origine Protetta. La certificazione valorizza una produzione legata alla varietà Peranzana, alle tecniche tradizionali di coltivazione e alla trasformazione naturale in salamoia
22 ottobre 2026 | 15:12
Italia
Olio extravergine d'oliva protagonista dei condimenti, il limone conquista chi vuole ridurre il sale
Secondo la ricerca AstraRicerche il 78,7% degli italiani utilizza l’olio extravergine d’oliva per condire. Cresce l’attenzione al consumo di sale e il succo di limone si afferma come alternativa per insaporire i piatti, mentre aumenta la curiosità per abbinamenti insoliti.
22 ottobre 2026 | 11:00
Italia
Fiocco Verde per Frantoio Ronci, l’eccellenza biologica nel cuore dell’Umbria
A Bevagna, la famiglia Ronci unisce generazioni di esperienza olivicola, coltivazione biologica e tecnologie moderne. Una filiera familiare che valorizza il territorio attraverso oli monovarietali, blend e attenzione alla sostenibilità
21 ottobre 2026 | 18:00
Italia
Olive da mensa e patè, ultimi giorni per candidarsi all’Ercole Olivario 2026
Last call per olivicoltori e produttori di olive d’Italia C’è tempo fino al 27 ottobre 2026 per iscriversi al concorso nazionale che premia le migliori produzioni italiane di olive da mensa e patè di olive
21 ottobre 2026 | 17:00