Gastronomia

Friggere con l'olio extravergine d'oliva: cosa succede davvero ai suoi antiossidanti

Friggere con l'olio extravergine d'oliva: cosa succede davvero ai suoi antiossidanti

La frittura con extravergine in relazione con il tipo di alimento e con la presenza o l'assenza di panatura. Il risultato più interessante per chi cucina: l'olio si impoverisce molto di più friggendo cibi "nudi" e molto meno con cibi impanati o con le verdure amidacee. Ecco cosa sapere e come comportarsi ai fornelli

05 novembre 2026 | 16:00 | T N

La frittura in olio vegetale è una pratica quotidiana in mezzo mondo, e l'olio extravergine è spesso indicato come la scelta migliore proprio per la sua ricchezza di sostanze antiossidanti, i polifenoli, che proteggono l'olio dall'ossidazione e in parte passano anche nell'alimento fritto. I ricercatori hanno voluto capire che fine facciano queste preziose molecole quando si frigge a 180 °C, e se il tipo di cibo e la panatura cambino le cose. Hanno quindi monitorato con tecniche analitiche molto sensibili due oli extravergini di alta qualità, diversi per profilo fenolico, usati per friggere dieci volte di seguito sei alimenti: patate e melanzane per le verdure, ali di pollo e crocchette di pollo per la carne, alici e bastoncini di pesce per il pesce. Tre di questi cibi erano impanati, tre no. Per ogni ciclo veniva fritta una nuova porzione di alimento, e subito dopo si prelevava un campione di olio da analizzare.

La panatura fa la differenza

Il dato più netto riguarda il confronto tra cibi impanati e non impanati. Nei cibi senza panatura — ali di pollo e alici — la perdita di fenoli totali dopo dieci fritture ha superato il 90 per cento. Nei cibi impanati — melanzane, crocchette di pollo e bastoncini di pesce — la degradazione si è fermata tra il 70 e il 79 per cento. La spiegazione è intuitiva: la panatura trattiene l'umidità dell'alimento, mentre un cibo nudo cede molta più acqua all'olio bollente. Poiché i fenoli sono molecole polari, migrano parzialmente verso l'interfaccia tra olio e acqua, dove svolgono la loro azione protettiva contro l'ossidazione indotta dal calore: più acqua viene rilasciata, più fenoli si "consumano" in quella zona di contatto.

Le patate, un caso a parte

C'è però un'eccezione che riguarda da vicino la cucina di tutti i giorni: le patate. Pur non essendo impanate, si sono comportate in modo molto simile ai cibi panati, con una perdita di fenoli contenuta (circa il 65-70 per cento dopo dieci cicli). Il motivo, secondo gli autori, sta nella composizione stessa dell'alimento: le verdure, e in particolare patate e melanzane, contengono a loro volta composti che contribuiscono alla stabilità ossidativa e aiutano a preservare le molecole antiossidanti dell'olio. Un motivo in più per non temere di friggere le verdure nell'extravergine.

Come si degradano le singole molecole

Guardando nel dettaglio, i composti più abbondanti dell'olio extravergine — i secoiridoidi, come i derivati dell'oleuropeina e del ligstroside, l'oleaceina e l'oleocantale — calano rapidamente già dal primo ciclo, soprattutto nei cibi non impanati, dove in alcuni casi scendono a livelli residui entro la decima frittura. Parallelamente aumentano l'idrossitirosolo e il tirosolo, fenoli semplici che sono prodotti della degradazione di quelle molecole più complesse: il loro incremento è quindi un indicatore del "consumo" degli antiossidanti principali. Un altro segnale utile è l'acido oleocantalico, prodotto di degradazione dell'oleocantale: nei cibi impanati e nelle patate cresce e si mantiene, mentre nei cibi nudi sale e poi crolla, suggerendo che in condizioni più stressanti si attivi un'ulteriore decomposizione. Gli isomeri agliconici, infine, si sono dimostrati più protettivi dell'oleaceina e dell'oleocantale, e la loro presenza iniziale influisce sulla capacità dell'olio di resistere al calore.

Cosa significa per la stabilità dell'olio

Gli studiosi hanno anche misurato la resistenza all'ossidazione degli oli prima e dopo le fritture. In generale la stabilità diminuisce con l'uso, ma con un'interessante eccezione: dopo aver fritto melanzane e patate, l'olio extravergine più ricco di fenoli ha mostrato una stabilità addirittura superiore a quella iniziale, probabilmente grazie all'arricchimento di composti antiossidanti provenienti dagli ortaggi stessi. Un olio ordinario, povero di fenoli, è invece risultato molto fragile fin dall'inizio, con una stabilità di poche ore contro le otto e le undici ore e mezza dei due extravergini: la conferma che la qualità di partenza conta moltissimo.

I consigli per chi cucina

Da questo studio emergono indicazioni pratiche semplici. Scegliere un olio extravergine di qualità, ricco di polifenoli, è il primo passo per friggere in modo più sicuro e gustoso. Se possibile, preferire alimenti impanati o verdure, che stressano meno l'olio e conservano meglio il patrimonio antiossidante. Evitare di riutilizzare lo stesso olio per molte fritture consecutive di cibi nudi come carne e pesce: sono proprio questi, infatti, a consumare più rapidamente i fenoli. Tenere presente che la degradazione è comunque inevitabile e progressiva, quindi non contare su un olio "eterno": meglio rinnovarlo con una certa frequenza, soprattutto se si frigge spesso. Infine, ricordare che i polifenoli dell'extravergine non sono un dettaglio da etichetta: sono ciò che rende quest'olio più stabile e più adatto alle alte temperature, e sceglierlo bene è già metà della frittura.

Potrebbero interessarti

Gastronomia

Appassimenti aperti a Serrapetrona

8 e 15 novembre, a Serrapetrona, tappa storica del Grand Tour delle Marche. Nel borgo del Maceratese, due giorni speciali per vivere la magia dell’autunno

05 novembre 2026 | 18:00

Gastronomia

Torna Benvenuto Brunello dal 19 al 23 novembre

Confermato anche quest’anno il doppio format della manifestazione che ha fatto da apripista al sistema delle anteprime enologiche italiane

04 novembre 2026 | 18:00

Gastronomia

Back to the Wine, un centinaio di vignaioli artigiani da tutta Italia

Nona edizione della Fiera e Mercato dei vini artigianali che ritorna in Romagna. Un centinaio i vignaioli e artigiani del cibo da tutta Italia e oltreconfine (Francia e Slovenia). Banchi d’assaggio, mercato dei vini e prodotti tipici per una medesima filosofia: conoscere un vino significa incontrare chi lo produce

03 novembre 2026 | 18:00

Gastronomia

Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo: i vini d’Acqui raccontano l’autunno

Dalle bollicine alle versioni rosse secche e dolci, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui propone un itinerario gastronomico tra i sapori del territorio, alla scoperta degli abbinamenti con le eccellenze della cucina piemontese

03 novembre 2026 | 17:00

Gastronomia

Sushi all you can eat più cercato della pizza d’asporto: cambiano le abitudini alimentari degli italiani

In Italia si contano circa 7 milioni di ricerche mensili su Google contenenti la formula “vicino a me”. Un terzo riguarda il food: la pizza resta protagonista, ma crescono le ricerche per sushi, bracerie, poke e locali con proposte senza glutine

03 novembre 2026 | 14:00

Gastronomia

Festa del Torrone di Cremona, la 29ª edizione all'insegna del gusto

Dal 7 al 22 novembre sedici giornate di eventi celebrano il dolce simbolo della città. Tra le novità, due roll gastronomici firmati Sperlari e Temakinho e una maxi racchetta da tennis realizzata interamente in torrone da Rivoltini

01 novembre 2026 | 16:00