Gastronomia
Sushi all you can eat più cercato della pizza d’asporto: cambiano le abitudini alimentari degli italiani
In Italia si contano circa 7 milioni di ricerche mensili su Google contenenti la formula “vicino a me”. Un terzo riguarda il food: la pizza resta protagonista, ma crescono le ricerche per sushi, bracerie, poke e locali con proposte senza glutine
03 novembre 2026 | 14:00 | T N
Gli italiani utilizzano sempre più Google per decidere dove mangiare, ma non si limitano a cercare un ristorante nelle vicinanze. Indicano sempre più spesso la cucina desiderata, la tipologia di locale o specifiche esigenze alimentari, trasformando le ricerche online in un osservatorio sulle abitudini di consumo.
Ogni mese in Italia vengono effettuate circa 7 milioni di ricerche contenenti l’espressione “vicino a me”, per oltre 80 milioni nell’arco di un anno. Circa un terzo riguarda il settore food, dalla ristorazione alle pizzerie, dai bar alle gelaterie fino ai supermercati.
È quanto emerge dall’analisi di Local Strategy, società tecnologica italiana specializzata nella visibilità online delle attività locali, che ha esaminato circa 12.000 ricerche, concentrandosi sulle query legate al cibo e alla ristorazione.
Il dato più interessante riguarda l’evoluzione delle domande degli utenti: accanto alle ricerche generiche, acquistano peso quelle che identificano con precisione ciò che si vuole mangiare e il tipo di esperienza desiderata.
Sushi all you can eat davanti alla pizza d’asporto
La pizza continua a occupare una posizione centrale nelle ricerche degli italiani. Sommando le principali query relative a pizzerie, pizza da asporto e diverse tipologie di pizza, si arriva a circa 184.000 ricerche mensili.
Se si considerano invece le singole espressioni, emerge un quadro differente. La ricerca “sushi all you can eat vicino a me” raggiunge circa 27.100 ricerche al mese, superando “ristoranti pizzeria vicino a me”, con 22.200, e “pizzeria asporto vicino a me”, che si ferma a 18.100.
Il confronto non indica necessariamente un sorpasso del sushi sulla pizza nelle preferenze alimentari complessive. Evidenzia, piuttosto, la capacità di una formula commerciale e gastronomica ben definita di intercettare una domanda specifica.
Il consumatore che cerca sushi all you can eat non indica soltanto una cucina, ma anche una modalità di consumo. La ricerca diventa così più precisa e funzionale alla scelta del locale.
L’interesse per le cucine asiatiche emerge anche considerando categorie diverse: sommando sushi, cucina cinese e giapponese, poke, cucina thailandese e ramen si superano le 120.000 ricerche mensili. Un volume inferiore a quello complessivo delle ricerche legate alla pizza, ma ormai pari a circa due terzi.
Bracerie e cucina senza glutine: cresce la ricerca per categoria
La query “ristoranti vicino a me” rimane la più diffusa, con circa 450.000 ricerche mensili. Accanto a questa domanda generalista, si consolidano però le ricerche legate a specifiche preparazioni, esigenze alimentari e occasioni di consumo.
Il comparto della carne, per esempio, raggiunge circa 50.000 ricerche mensili considerando bracerie, ristoranti specializzati in carne, steakhouse, bisteccherie e hamburgerie.
Un altro segmento significativo è quello delle proposte alimentari dedicate. Le ricerche che comprendono senza glutine, cucina per celiaci, alimentazione vegana e vegetariana totalizzano complessivamente circa 60.000 query al mese. In particolare, sia “pizzeria senza glutine vicino a me” sia “ristoranti senza glutine vicino a me” registrano circa 8.100 ricerche mensili.
Si tratta di indicazioni utili per comprendere come la scelta di un locale sia legata sempre più spesso non soltanto alla vicinanza geografica, ma anche alla disponibilità di un’offerta gastronomica compatibile con preferenze ed esigenze individuali.
Pizza napoletana, una parola che identifica uno stile
Anche all’interno di una categoria consolidata come quella della pizza, il linguaggio utilizzato dagli utenti rivela differenze significative.
La ricerca “pizzeria napoletana vicino a me” raggiunge circa 5.400 ricerche mensili, mentre le query associate a espressioni come “pizzeria romana” e “pinsa romana” presentano volumi decisamente inferiori, nell’ordine di poche decine secondo l’analisi.
Il dato non costituisce una classifica assoluta tra le diverse tipologie di pizza. Mostra, piuttosto, come il termine “napoletana” rappresenti una categoria immediatamente riconoscibile, capace di richiamare una tradizione gastronomica e aspettative precise sul prodotto.
La specificazione dello stile diventa quindi parte integrante della ricerca: non basta più individuare una pizzeria, perché una parte degli utenti vuole trovare un locale che risponda a caratteristiche ben definite.
Visibilità online, una sfida per i ristoratori
«C'è una contraddizione apparente nei dati che è in realtà la chiave per leggere l'Italia food di oggi», osserva Luca Bove, esperto di SEO e Google Business Profile e fondatore di Local Strategy. «Il sushi all you can eat batte la pizzeria d'asporto sulla singola ricerca, ma sono tendenze solo apparentemente opposte: oggi convivono perché il consumatore italiano non sceglie più tra tradizione e novità, ma le tiene insieme nello stesso paniere di possibilità. Le ricerche locali diventano così un osservatorio privilegiato sulle abitudini degli italiani».
Per le attività della ristorazione, la conseguenza è concreta. La presenza online non può limitarsi a indicare l'indirizzo e i contatti del locale: deve descrivere in modo accurato l'offerta, le specialità, le formule di servizio e le caratteristiche che possono orientare la scelta del cliente.
Un profilo aggiornato, informazioni coerenti e una comunicazione chiara delle proposte gastronomiche aiutano a intercettare ricerche sempre più mirate. In un mercato in cui tradizione e nuove tendenze convivono, essere visibili significa soprattutto essere riconoscibili per ciò che si offre.
Le ricerche su Google non restituiscono da sole una fotografia completa dei consumi effettivi, ma mostrano quali categorie gli utenti cercano e con quale grado di precisione. Ed è proprio in questa capacità di trasformare un bisogno in una domanda specifica che si misura una parte crescente della competizione digitale nella ristorazione.
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