Gastronomia

Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo: i vini d’Acqui raccontano l’autunno

Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo: i vini d’Acqui raccontano l’autunno

Dalle bollicine alle versioni rosse secche e dolci, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui propone un itinerario gastronomico tra i sapori del territorio, alla scoperta degli abbinamenti con le eccellenze della cucina piemontese

03 novembre 2026 | 17:00 | C. S.

Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo di Nizza Monferrato diventano i protagonisti di un viaggio nei sapori autunnali del Piemonte. A guidarlo è il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, che propone un percorso gastronomico per raccontare la versatilità della denominazione attraverso abbinamenti capaci di valorizzare le diverse espressioni del Brachetto: dalle bollicine dell’Acqui DOCG Rosé alle versioni rosse ferme, fino al Brachetto d’Acqui DOCG dolce.

Il filo conduttore è l’intensità aromatica del Brachetto, con le sue note di rosa e piccoli frutti rossi, accompagnate da freschezza e gradazione alcolica contenuta. Caratteristiche che consentono di esplorare accostamenti diversi, dai piatti salati più strutturati ai dessert, senza sovrastare le materie prime.

Tartufo bianco e cardo gobbo con le bollicine dell’Acqui Rosé

Il percorso si apre con due eccellenze del territorio: il tartufo bianco, dal profumo intenso e dalle sfumature terrose, e il cardo gobbo di Nizza Monferrato, apprezzato per la consistenza croccante e il gusto delicato. In abbinamento alla fonduta, questi ingredienti trovano nell’Acqui DOCG Rosé Spumante un compagno capace di valorizzarne le caratteristiche. La freschezza e l’effervescenza del vino contribuiscono a pulire il palato e a sostenere la complessità aromatica del piatto.

La cucina tradizionale piemontese prosegue con gli agnolotti del Plin tirati a mano e il risotto ai funghi porcini. Qui le note boschive dei funghi e la ricchezza del ripieno incontrano l’eleganza dell’Acqui DOCG Rosé, proposto sia nella versione ferma sia in quella spumante, per due interpretazioni differenti dello stesso abbinamento.

Dallo stoccafisso alla Bagna Cauda: il carattere del rosso secco

Con le ricette più strutturate entra in scena l’Acqui DOCG Rosso Secco. Lo stoccafisso all’acquese, preparato con patate e olive, richiama una tradizione gastronomica radicata nel territorio. La struttura del vino accompagna la sapidità e la ricchezza degli ingredienti, mentre la freschezza contribuisce a mantenere l’equilibrio dell’abbinamento.

La proposta si spinge poi verso uno dei riti più rappresentativi della convivialità piemontese: la Bagna Cauda. L’intensità dell’aglio e delle acciughe, insieme alle verdure di stagione, mette alla prova il vino, chiamato a confrontarsi con sapori persistenti e decisi. La freschezza e la componente tannica dell’Acqui DOCG Rosso Secco offrono una possibile chiave di lettura per questo accostamento, in cui il carattere del piatto incontra quello del vino.

Castagne e nocciole per il finale dolce

Il viaggio gastronomico si conclude con due prodotti simbolo della tradizione piemontese: la Castagna IGP di Cuneo e la Nocciola Piemonte IGP. La dolcezza della castagna e le note tostate della nocciola trovano un punto d’incontro con il profilo aromatico del Brachetto d’Acqui DOCG dolce, caratterizzato da sentori di rosa, fragola e spezie dolci.

L’abbinamento completa il percorso attraverso le diverse espressioni della denominazione, dimostrando come il Brachetto possa accompagnare non soltanto i dessert più delicati, ma anche preparazioni in cui la componente aromatica e la persistenza gustativa assumono un ruolo centrale.

Dalle bollicine agli abbinamenti con i piatti salati, fino alle interpretazioni dolci, la proposta del Consorzio Tutela Vini d’Acqui racconta così un territorio attraverso la stagionalità dei suoi prodotti e la varietà della sua tradizione gastronomica.

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