Gastronomia
Primo Piatto dei Campi 2026: vince Chiara Rizzo di Masseria Donna Menga a Nardò
La giovane chef si è misurata con il tema della gara Sostenibilità e Biodiversità: la pasta nel futuro della cucina italiana, facendo dialogare le biodiversità del Mediterraneo attraverso l’utilizzo di ingredienti semplici e sostenibili, creando così uno scambio tra terra e mare
15 luglio 2026 | 17:00 | C. S.
Con Gigli al Mediterraneo, Chiara Rizzo di Masseria Donna Menga a Nardò, Lecce, vince la 15esima edizione del contest Primo Piatto dei Campi 2026, iniziativa promossa da 50 Top Italy e Pastificio dei Campi, svoltasi a Gragnano, storica città della pasta.
La giovane chef si è misurata con il tema della gara Sostenibilità e Biodiversità: la pasta nel futuro della cucina italiana, facendo dialogare le biodiversità del Mediterraneo attraverso l’utilizzo di ingredienti semplici e sostenibili, creando così uno scambio tra terra e mare.
Protagonisti della ricetta, i Gigli di Pastificio dei Campi, conditi con sgombro, pesce povero e versatile, cicoria selvatica, simbolo della spontaneità del territorio, e crema di mandorla, nuance aromatica identitaria pugliese.
Gigli al Mediterraneo di Chiara Rizzo
“Ha vinto una portata che si fa ricordare – sottolinea Giuseppe di Martino, AD del Gruppo Di Martino –, che esprime un pensiero contemporaneo ispirato ai valori del recupero, della sostenibilità del gusto mediterraneo. Il livello tecnico molto alto, che ha accomunato i tre finalisti, ha reso la decisione della giuria molto difficile. Allo stesso tempo, dover valutare una sensibilità così spiccata e rispettosa nei confronti dell’ingrediente pasta è per me motivo di grande orgoglio e di felicità per questo matrimonio simbolico: affidare la pasta ad uno chef è come portare una figlia all’altare e porgerla a chi deve averne rispetto e cura”.
“Il contest 50 Top Italy-Pastificio dei Campi è ormai un riferimento assoluto per i cuochi che vogliono misurarsi con l’essenza della tradizione italiana nel mondo, la pasta – dichiarano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere –. Il suo valore si misura con le carriere che tanti cuochi hanno consolidato dopo essersi cimentati in questa competizione. Anche quest’anno la sfida è stata entusiasmante: ricerca, tecniche, idee innovative, ma anche in linea con l’idea che tutti noi abbiamo di questo alimento. Per questo siamo davvero molto soddisfatti“.
In giuria Riccardo Monco, storico Executive Chef del tristellato Enoteca Pinchiorri di Firenze, che ha commentato: “Essere qui a Gragnano è stata veramente un’esperienza molto bella, una finale bellissima. I tre giovani chef si sono dimostrati capaci nell’interpretare la pasta, simbolo del Made in Italy, dimostrando un livello di preparazione e creatività davvero molto alto.”
In sintonia lo chef Peppe Guida, grande interprete della pasta secca all’Antica Osteria Nonna Rosa, 1 stella Michelin a Vico Equense: “I tre finalisti hanno preparato piatti buoni, quello vincitore ottimo, firmati da ragazzi molto preparati tecnicamente, molto motivati, che hanno avuto un grande rispetto per la cottura della pasta”.
Secondi a pari merito: Gabriel Collazzo del Ristorante Radici a Castel Giorgio, con Minestrone&Innovazione;
Minestrone&Innovazione di Gabriel Collazzo
Pasquale Iacobucci di Ancòra Cesenatico, a Cesenatico, con Il ricordo di un corallino tra Gragnano e Giappone.
Il ricordo di un corallino tra Gragnano e Giappone di Pasquale Iacobucci
Chiara Rizzo riceverà il Premio Speciale Creatività – Pastificio dei Campi Award, durante la serata di presentazione della guida 50 Top Italy 2027.
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